Chi ha in passato valutato la”proposta” (qualcuno c'è stato) con i criteri che usualmente si adoperano per valutare un progetto ha preso lucciole per lanterne. L'insieme delle aree circostanti non sarà “piazza Duomo”, o una qualunque piazza di Udine, ma la “Piazza del Friuli”. L'intervento si articola in 5 parti:
l'intorno del campanile-battistero (il terreno sarà abbassato e riportato alla quota
originaria; il campanile sarà incorniciato da un contorno, la cui forma riverbererà la geometria ottagonale del campanile stesso). La zona antistante la chiesa della Purità (sul terreno, una pavimentazione a scacchiera dialogherà con la facciata settecentesca, consentendo di isolare ed evidenziare la chiesa e il Tiepolo dalle quinte edilizie contigue). Una fascia a verde (si porrà automaticamente in relazione con il verde del giardino di palazzo Morpurgo e con il percorso di attraversamento verso il palazzo comunale
La zona antistante la facciata del Duomo (un “tappeto”: v. punto 1))
La “Pagina” (v. punto 2))
La diagnosi relativa alla zona antistante la facciata: il degrado dipende, in larga misura, dal suo abbassamento (effettuato nel 1953). La terapia, per esser efficace, deve essere conseguente: tale area verrà rialzata (rampa in fondo a via Stringher). L'area risulterà perfettamente orizzontale, in quanto la pavimentazione sarà “filtrante”. Sono 3 le idee portanti del progetto: le riassumo.
1)
La zona antistante il Duomo sarà pavimentata con pietre provenienti da tutto il Friuli
(10x10 cm, poste in opera a fuga larga e secondo linee ortogonali). Elementi dimensionalmente minuti e dotati di colore, come sono dimensionalmente minuti e dotati di colore i mattoni a facciavista che costituiscono le strutture murarie del Duomo. Richiamo all'acciottolato; l'usura derivante dal calpestio porta in luce i colori dei singoli ciottoli. Rosso di Verzegnis, Fior di pesco, Grigio carnico, Nero di Timau, Pietra di Clauzetto ecc,.ma anche pietre senza nome (per es. le pietre verdi che si possono vedere nei vecchi muri a Fagagna). Per chi guarderà da una certa distanza, i colori si fonderanno nel “colore del Friuli”. Gli abitanti di Parigi, Mosca, New York ecc. avranno piazze più grandi, pavimentate con materiali più lussuosi, ma una piazza così non ce l'hanno.
2)
Ci sarà “la Pagina”: un muro inclinato (nato in origine come delimitazione della viabilità veicolare), su cui potranno essere incisi segni (il Crismon o il Nodo di Salomone di Aquileia, o la pianta di Palmanova) nomi, date (per esempio 6 maggio 1976), poesie nelle varie parlate della lingua friulana Cantarutti, Pasolini, Cantoni). Sulla “Pagina” il Friuli racconterà se stesso. Anche la statua dell'emigrante (magrolino, con cappello, seduto in disparte in un angolo, con la valigia vicino); anche un mosaico con l'aquila (dorata su campo azzurro), che si vede sul camice del Beato Bertrando; anche le bandiere di Friuli, Italia, Europa.
3)
Se l'espressione “Piazza del Friuli” non sarà un semplice slogan pubblicitario, ma avrà un significato profondo, allora il tutto non potrà esser realizzato con un qualunque finanziamento pubblico, ma con il contributo dei friulani. Auspicabilmente tutti, ma, più realisticamente, un numero elevato: diciamo 100.000. 100.000 friulani entreranno in un sito web e scriveranno nome, cognome e comune di residenza (l'elenco si ordinerà automaticamente in ordine alfabetico: sarà facile verificare se, nel comune di Udine, sotto la lettera “H” ci sarà il nome Honsell). Io penso proprio che ci sarà. Potrebbe essere interessante chiederglielo. Facendo ciò, i 100.000 manifesteranno la loro intenzione di versare 1 euro al mese per dodici mesi: 100.000 friulani x 1 euro/mese x 12 mesi = 1.200.000 euro (l'ordine di grandezza della cifra appare congruo). Non più di 1 euro: tutti (ricchi e poveri) contribuiranno nella stessa misura; nessuno potrà vantare un merito maggiore di altri. L'idea è, naturalmente, f***e. Le idee folli sono spesso le migliori. E' stata f***e anche l'idea di tradurre l'intera Bibbia in friulano; ancor più f***e l'idea di leggerla tutta di seguito, notte e giorno. Ci sono poi voluti più di 1.100 folli per attuare l'idea. Tutti quei folli sono un patrimonio da non disperdere: quei 1.100 folli potrebbero rivolgersi ai 100.000 friulani che servono. Naturalmente i media saranno fondamentali. Così pure le associazioni, i consorzi, gli enti, ecc. (Filologica friulana, ARLeF, Ente Friuli nel Mondo, ASCOM, ecc.)