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Aboliamolacaccia Al prossimo Referendum..

Un uomo è morto durante una battuta di caccia alla volpe.Aveva 43 anni.Non era un animale.Era una persona.È successo nel...
16/03/2026

Un uomo è morto durante una battuta di caccia alla volpe.
Aveva 43 anni.

Non era un animale.
Era una persona.

È successo nelle campagne di Montegranaro: un colpo partito da un fucile durante una battuta di caccia ha ucciso un uomo che lavorava vicino a un maneggio. Secondo le prime ricostruzioni, si era lamentato perché gli spari stavano spaventando i cavalli. Da lì la discussione, la colluttazione… e il colpo fatale.

Ogni anno la caccia viene difesa come “tradizione”, “sport”, “gestione della fauna”.

Ma la verità è molto più semplice.

La caccia è fatta di persone armate con un'intelligenza emotiva pari a zero che sparano in ambienti dove vivono altri animali… e altre persone.

E quando circolano fucili, prima o poi qualcuno muore.
A volte un animale.
A volte un uomo.

Non è la prima volta. Non sarà l’ultima.

Perché la caccia non è un gioco innocuo.
È un’attività violenta normalizzata.

Uccidere un animale per divertimento viene ancora chiamato “passione”.
Ma quando un proiettile finisce nel collo di una persona, improvvisamente diventa tragedia.

Forse dovremmo avere il coraggio di dirlo chiaramente:

Nel 2026 non abbiamo bisogno della caccia per sopravvivere.
Abbiamo bisogno di rispetto per la vita, sicurezza nei territori e tutela della natura.

Ogni volta che qualcuno dice che la caccia è solo uno sport, ricordiamoci di questa storia.

Perché quando si spara per divertimento,
il rischio non è mai solo per gli animali.

🟢 La natura non ha bisogno di fucili.
Ha bisogno di esseri umani più evoluti!






STAGIONE DI CACCIA, STAGIONE DI MORTE. NON È UN INCIDENTE, È IL SISTEMA.La stagione di caccia è aperta da pochi giorni e...
24/09/2025

STAGIONE DI CACCIA, STAGIONE DI MORTE. NON È UN INCIDENTE, È IL SISTEMA.

La stagione di caccia è aperta da pochi giorni e già si conta il primo morto. A Ceva, in provincia di Cuneo, un uomo di 46 anni è stato ucciso da un amico durante una battuta al cinghiale. Un colpo al petto, fatale. Leggiamo la notizia, proviamo rabbia e dolore, ma non possiamo più chiamarla "tragedia isolata". È la normalità di una guerra legalizzata. Questo l'articolo -> https://www.nelcuore.org/cuneo-spara-al-cinghiale-e-uccide-lamico-46-anni/

Ogni anno, l'Associazione Vittime della Caccia tiene il conto di questo bollettino di guerra. Nella sola stagione 2023-2024, il bilancio è stato di 12 morti e 56 feriti. E attenzione, non si tratta solo di cacciatori: di queste vittime, 28 erano persone comuni, cittadini non cacciatori, tra cui 6 morti e 22 feriti. Persone che passeggiavano in un bosco, che lavoravano in un campo, che erano nel giardino di casa propria.

Ma allora, se la caccia è così pericolosa, perché continua a esistere nonostante la stragrande maggioranza degli italiani sia contraria? Un sondaggio ha rivelato che persino l'83% di chi vive in aree rurali è contrario alla caccia.

La risposta, come sempre, è un intreccio di politica e denaro.

1. GLI INTERESSI ECONOMICI: UNA MINIERA D'ORO PER POCHI

Pensiamo che lo Stato incassi tanto dalle licenze? Facciamo due conti. Nel 2022 c'erano circa 609.000 licenze di caccia attive. La tassa di concessione governativa è di circa 173€. Questo porta nelle casse dello Stato una cifra stimata intorno ai 105 milioni di euro.

Sembrano tanti? Sono briciole.

L'intero settore economico che ruota attorno alla caccia (armi, munizioni, equipaggiamento, filiera) genera in Italia un valore di quasi 8,5 MILIARDI di euro all'anno. Avete letto bene. 8.500 milioni di euro. È evidente che il vero guadagno non è dello Stato, ma di un'industria potentissima: quella delle armi. Un'industria che ha tutto l'interesse a mantenere e ampliare il mercato dei suoi prodotti letali.

2. LE CONNESSIONI POLITICHE: CHI DECIDE PER NOI?

Questa immensa ricchezza si traduce inevitabilmente in potere e influenza politica. Mentre la maggioranza dei cittadini chiede più sicurezza e rispetto per la vita, nelle aule del Parlamento si lavora in direzione opposta. Le leggi sulla caccia vengono discusse e modificate nelle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, dove un gruppo ristretto di politici decide per 60 milioni di italiani.

E chi sono questi politici? Nell'attuale Parlamento, secondo un censimento di "Caccia Magazine", siedono almeno 36 parlamentari dichiaratamente "vicini alla caccia", distribuiti in quasi tutti i principali partiti (Lega, Fratelli d'Italia, Partito Democratico, Forza Italia). Politici che, invece di rappresentare la volontà popolare, sembrano molto più sensibili agli interessi della lobby venatoria e armiera. Non è un caso se abbiamo assistito a tentativi di estendere i periodi di caccia, di permettere la caccia in aree protette e persino di introdurre l'uso di armi da fuoco in città per il "controllo della fauna".

3. IL DANNO AMBIENTALE: UNA STRAGE SILENZIOSA

Oltre alle vittime umane, c'è un disastro ambientale di cui si parla poco. Ogni anno, secondo il WWF, in Italia vengono disperse nell'ambiente circa 14.000 tonnellate di piombo a causa delle munizioni da caccia. Questo metallo pesante avvelena il suolo, le acque e gli animali. Si stima che milioni di uccelli muoiano ogni anno per avvelenamento da piombo, una morte lenta e atroce che entra silenziosamente nella catena alimentare.

LA VERITÀ È UNA SOLA

La caccia in Italia non viene abolita per una semplice, terribile ragione: è un business enorme che arricchisce i produttori di armi e fa comodo a una parte della politica che ne è complice. Lo Stato incassa una miseria dalle licenze, ma chiude entrambi gli occhi di fronte a un'industria miliardaria, lasciando che i cittadini e l'ambiente ne paghino il prezzo con il sangue.

La morte del cacciatore a Cuneo non è un incidente. È una conseguenza diretta di un sistema che arma migliaia di persone per profitto, ignorando la sicurezza pubblica, la volontà popolare e la tutela della vita.

È ora di dire BASTA. Facciamo sentire la nostra voce. Condividi questo post, informa chi non sa, denuncia questo sistema. La vita di un uomo, di un animale, di un bambino che gioca in un prato, vale più di ogni fucile e di ogni licenza.






🔥 BASTA SANGUE! FIRMA ORA IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA 🔥Amici della natura, ascoltate l’urlo silenzioso delle foreste,...
30/06/2025

🔥 BASTA SANGUE! FIRMA ORA IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA 🔥

Amici della natura, ascoltate l’urlo silenzioso delle foreste, delle montagne, delle spiagge.
Il Governo ha appena dichiarato guerra alla fauna selvatica. Con il Disegno di Legge n.1552, la caccia per "divertimento" diventerà legge, scatenando uno sterminio senza precedenti.

📢 COSA ACCADRÀ SE NON AGIAMO?

Lupi, cervi, volpi, uccelli migratori... migliaia di anime innocenti braccate e massacrate

Sparatorie ovunque: parchi, spiagge, persino ai margini delle città

Bambini, escursionisti, animali domestici: tutti nel mirino

Meno controlli, più armi, più violenza sulla pelle dei nostri territori

MA C’È UNA SPERANZA:
E' stato depositato un Referendum storico per:
✅ VIETARE LA CACCIA PER DIVERTIMENTO (come previsto dall’Art. 9 della Costituzione!)
✅ Imporre metodi non cruenti per la gestione della fauna
✅ Difendere la convivenza pacifica tra umani e altre specie
✅ Bloccare la legge n.1552 del Ministro Lollobrigida

OGNI FIRMA È UN ABBRACCIO AGLI ANIMALI, UNO SCHIAFFO ALLA CRUDELTÀ.
Non lasciamoli soli: bastano 30 secondi per cambiare il loro destino.

👉 FIRMA SUBITO QUI: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4100011

⚠️ NON ASPETTARE: Più firme raccogliamo, più forza avremo in Parlamento. Condividi, tagga chi ama la natura, facciamo rumore!



Ogni firma è un passo verso un’Italia dove la natura vive senza paura. Grazie per combattere con noi! 🌿✊





>>>>>>> TORINO, ASSOLTO CACCIATORE!     VERGOGNA!!!https://www.nelcuore.org/torino-assolto-cacciatore-che-uccise-due-can...
23/01/2025

>>>>>>> TORINO, ASSOLTO CACCIATORE! VERGOGNA!!!

https://www.nelcuore.org/torino-assolto-cacciatore-che-uccise-due-cani/
L’assoluzione del cacciatore che ha sparato e ucciso Argo e Fiamma, due cani che passeggiavano nei boschi con il loro proprietario, è un ennesimo esempio di come la caccia venga tutelata a discapito della giustizia, della sicurezza pubblica e del rispetto per la vita. La decisione di archiviare il caso, accogliendo la tesi dell’errore, è non solo un grave insulto ai proprietari dei cani ma anche un pericoloso precedente che legittima comportamenti irresponsabili e potenzialmente criminali.

Questa vicenda mette in luce come il sistema giudiziario e legislativo italiano continui a proteggere chi imbraccia un’arma, trascurando le conseguenze devastanti di questa attività sulla fauna, sugli animali domestici e persino sugli esseri umani. È inaccettabile che la legge venga interpretata in modo così superficiale, permettendo che chi uccide si nasconda dietro la scusa di un “errore”.

Inoltre, il governo italiano, anziché intervenire per regolamentare severamente la caccia e aumentare i controlli, continua a favorire la lobby dei cacciatori, assecondandone le richieste e ignorando le grida di chi chiede giustizia e sicurezza. Quante altre vite devono essere spezzate prima che si ponga un freno a questa violenza ingiustificata?

La caccia non è solo una pratica obsoleta, ma è diventata una minaccia per tutti. È tempo di agire per mettere fine a questa complicità istituzionale e difendere il diritto alla vita e alla sicurezza di chiunque, umano o animale, scelga semplicemente di vivere o passeggiare nei nostri boschi.













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30/12/2024

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██ Morti altri 2 cacciatori in Sardegna  ██
16/12/2024

██ Morti altri 2 cacciatori in Sardegna ██

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