Libera Biblioteca De Carlo

Libera Biblioteca De Carlo Finalmente uno spazio liberato. (RI) appropriamoci della cultura! APRIAMO SPAZI DI LIBERTA' !

Uno spazio liberato, una biblioteca autogestita dove produrre cultura e socialità, l'occasione di una ricomposizione dal basso di una comunità studentesca sotto attacco, criminalizzata fino alla nausea, repressa, indebolita dall'avanzare della crisi. Un luogo dove produrre cultura e socialità, l' occasione di una ricomposizione dal basso di una comunità studentesca sotto attacco, criminalizzata fi

no alla nausea, repressa, indebolita dall' avanzare della crisi. Da questa facoltà siamo stati sgomberati, abbiamo visto questo posto militarizzato più volte nel corso degli ultimi anni, siamo stati seguiti e identificati ad ogni iniziativa pubblica per paura di contestazioni: in sostanza si è fatto di tutto per marginalizzare, isolare ed estromettere chi fa politica nell' Università.Troppe volte, entrando in questi corridoi, abbiamo visto il deserto, l' omologazione, la riproduzione del modello culturale dominante. Il fastidio e la frustrazione si sono fatte esigenza ed è per questo che abbiamo deciso di dar vita a questo progetto, una biblioteca autogestita all' interno dell' Università. Faremo di questa biblioteca un laboratorio di emancipazione, un modello di scambio e condivisione della cultura alternativo a quello della grande distribuzione, un luogo di incontro, di studio, di autoformazione, uno spazio per chi vuole condividere percorsi di lotta tutti da costruire. In un periodo storico segnato dal regresso sul piano dei diritti, dall' ulteriore indebolimento delle fasce più deboli e della repressione di ogni forma di dissenso, rivendichiamo a maggior ragione la necessità di pratiche come la riappropriazione, la diffusione di circuiti culturali alternativi, l' esigenza di sviluppare uno spirito critico rispetto all' esistente, dentro e contro l' Università. Non possiamo quindi non accennare a quelle che sono state le esperienze della Libreria Autogestita Ex Cuem, all'Università Statale di Milano: agli sgomberi, alle intimidazioni e alla violenza agita dall' alto rispondiamo con la solidarietà e con la generalizzazione delle lotte e delle pratiche autogestionarie. Oggi rientriamo in facoltà con l' obiettivo di organizzarci e di creare collettivamente momenti di rottura rispetto alla logica aziendalistica e meritocratica di un Università che dopo essere stata svenduta e dequalificata, muore giorno dopo giorno.

LIBERA BIBLIOTECA DE CARLO SGOMBERATAQuesta mattina hanno sgomberato la Libera Biblioteca de Carlo. Un'aula e una realtà...
05/09/2020

LIBERA BIBLIOTECA DE CARLO SGOMBERATA

Questa mattina hanno sgomberato la Libera Biblioteca de Carlo. Un'aula e una realtà politica che da anni lotta e porta avanti una contronarrazione del territorio, che crea dibattito critico sulla società e sulla possibilità della sua radicale modificazione. Una biblioteca autogestita (con oltre 2000 volumi), un'aula studio libera, un luogo di socialità dove si pensava e si metteva in pratica un altro vivere assieme, dove vari collettivi, associazioni, organizzazioni si sono incontrati e creati.
Per loro "un'aula vuota", per noi uno spazio di lotta.

Il rettore Stocchi e la questura hanno approfittato della scusa dell'emergenza sanitaria per eliminare una realtà che evidentemente ha sempre dato fastidio perché luogo di dissenso all'interno di un'istituzione ormai totalmente asservita alle logiche del capitale.
Negli anni abbiamo infatti visto il progressivo deterioramento dei diritti di giovani, studenti e lavoratori, a vantaggio di privati che hanno fatto enormi profitti sulle nostre spalle. Politiche che, ben prima del virus, ci opprimevano e costringevano a una vita di precariato e insicurezza sociale.

Le motivazioni basate sul diritto allo studio, quanto quelle legate alla sanificazione e all'utilizzo degli ambienti risultano solo giustificazioni per nascondere l'intento chiaramente politico di quest'azione. Intento che negli anni si è certamente palesato attraverso minacce e varie forme di ricatto. Durante la pandemia, infatti, il rettore Stocchi è stato sempre zitto di fronte alle nostre richieste di abolizione delle tasse universitarie, così come la regione, la prefettura e la provincia sono rimasti indifferenti difronte al disagio abitativo di tantissimi studenti che rimasti in gravi condizioni economiche non riuscivano a pagare affitti e utenze.
Ecco allora che Stocchi si dimostra ancora una volta perfettamente in linea con l'operato del ministro Manfredi: invece che investire in un reale diritto allo studio in sicurezza, ha preferito adottare pratiche repressive, concedendo briciole. Sulle motivazioni legate alla mancanza di spazi: Stocchi avrebbe certamente potuto scegliere edifici vuoti e facoltà non utilizzate, ma ha preferito speculare sull'emergenza pandemica per sgomberare una realtà politica che da anni porta avanti una contronarrazione di quello che è il mondo della formazione (e non solo) in questo modello di sviluppo.

Un po' ce l'aspettavamo: anche a Torino e in altre città hanno approfittato dell'università chiusa e della situazione d'emergenza per chiudere spazi e reprimere, e già in passato Urbino adottò una modalità simile per sgomberare spazi di lotta, quella volta con la scusa della grande nevicata. Si trattava della vecchia C1 occupata, nata sulla cresta del periodo dell'Onda.

Siate certi comunque che non finisce qui. Che l'ideologia della mercificazione e del profitto ad ogni costo non avrà mai campo libero.

Aula sotto sgombero. Chi può venga a dare una mano.Seguono aggiornamenti.
05/09/2020

Aula sotto sgombero. Chi può venga a dare una mano.

Seguono aggiornamenti.

Diverse generazioni di studenti hanno attraversato la Libera Biblioteca De Carlo, con idee, modalità e pratiche differen...
15/05/2020

Diverse generazioni di studenti hanno attraversato la Libera Biblioteca De Carlo, con idee, modalità e pratiche differenti, ma con un filo conduttore comune. Ben prima del covid remavamo contro quel distanziamento sociale che nell’Università come fuori da essa allontana le persone e mette le une contro le altre. Ieri come oggi nell’aula liberata si respira un modo diverso di stare insieme, un modo diverso di pensarsi nel presente e nel futuro. Insomma, un modo diverso di vivere e lottare.

Oggi la nostra occupazione compie 7 anni, che saranno 100.

7 anni di esistenza, con diverse forme.

7 anni di resistenza, con obiettivi chiari.

7 anni di presenza nella nostra città.

SUI FATTI DI TORINO: REPRESSIONE E  Di questi tempi si respira una br**ta aria. Mentre il mondo subisce una pandemia glo...
22/04/2020

SUI FATTI DI TORINO: REPRESSIONE E

Di questi tempi si respira una br**ta aria. Mentre il mondo subisce una pandemia globale, la quale mette a n**o le contraddizioni strutturali della nostra società neoliberista, appare evidente, come in questa crisi senza precedenti, che a pagarne le conseguenze sono, e saranno, le fasce sociali più deboli. Questo lo si può notare dalle scelte infami intraprese dalla classe industriale che spinge per riaprire le produzioni mettendo a rischio la vita di migliaia di lavoratori: dalle fabbriche alle attività non essenziali, ritenute fondamentali per il profitto di pochi (nella sola zona di Bergamo sono circa 7000 le fabbriche rimaste aperte, nei magazzini della logistica i ritmi sono aumentati esponenzialmente e le armi continuano a essere prodotte), passando per l'estrema militarizzazione messa in atto su tutto il territorio nazionale. Quest'ultima si sta manifestando sempre più in maniera progressiva, come se la colpa della crisi fosse, di chi da sempre, vive in condizioni marginali. Lo abbiamo visto a Catania, a Rimini, dove un bagnante isolato è stato accerchiato da droni, e a Pescara, nell’inseguimento disperato di un corridore, stigmatizzato come se fosse il nemico pubblico numero uno.

L'apice di questo controllo arbitrario, per adesso, è stato raggiunto a , precisamente tra il quartiere Aurora e Barriera: zona nord della città, dove i forti interessi di speculazione stanno creando ghetti e cacciando via la popolazione che non riesce a reggere il colpo della gentrificazione. Quartieri assoggettati a dinamiche speculative, dove si tira a campare non troppo facilmente. Domenica un esagerato spiegamento di forze dell'ordine ha effettuato un fermo brutale, attirando l'attenzione di tutti gli abitanti, che hanno scelto di opporsi a un chiaro abuso di potere, scendendo immediatamente in strada. Alla vista di qualche compagno, la polizia ha fatto accorrere ulteriori rinforzi, tra cui due blindati dell'esercito, aumentando non di poco la tensione. Nella confusione venutasi a creare sono stati portati in arresto 4 compagn*, solo perché si opponevano alla brutalità poliziesca che sta diventando la norma in questo periodo di lockdown forzato. Il rischio che gli atteggiamenti violenti da parte delle forze dell’ordine possano prolungarsi anche a crisi terminata rimane una possibilità concreta, mossi dalla logica di sradicare qualsiasi voce che stia fuori dal coro della narrazione dominante.

Non è certamente una novità che dall'emergenzialità, presupposta o reale, condotte fortemente repressive diventino sempre più pesanti e durature nel tempo. Meglio arrestare chi viene affamato, meglio ancora se questo avviene prima che possa creare problemi, esasperati come siamo dalla sua dura condizione materiale (inasprita poi da questa epidemia).

Le/i 4 compagn* sono attualmente al carcere delle Vallette, e a loro va tutta la nostra solidarietà. Invitiamo per chi volesse a farli sentire la propria vicinanza a scrivergli un telegramma a:

Daniele Altoè, Giordana Laera, Maria Francesca, Giordano Samuele Cartoni
via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151 Torino (TO)


GIORDANA, MARIFRA, SAMU E DANIELE LIBER*!
TUTTE LIBERE, TUTTI LIBERI!

Sei uno studente fuorisede costretto a continuare a pagare l'affitto per una stanza/appartamento in cui non abiti a caus...
30/03/2020

Sei uno studente fuorisede costretto a continuare a pagare l'affitto per una stanza/appartamento in cui non abiti a causa dell'emergenza Covid-19?
Sei un disoccupato, lavoratore precario, una piccola partita IVA che in questi mesi non riuscirà a pagare l'affitto?
ORGANIZZIAMOCI PER CHIEDERE LA SOSPENSIONE DEGLI AFFITTI PER CHI NON PUÒ PAGARE!

Contattaci ai numeri 3880543692 o 345 2585574, stiamo costruendo dei coordinamenti regionali in tutta Italia per far pressione sulle istituzioni per lo stanziamento di fondi d'emergenza!

Divisi siamo niente - Uniti siamo tutto!

Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera. Bruceremo anche per te. Chi ha compagn* non muore ma...
12/03/2020

Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera.
Bruceremo anche per te. Chi ha compagn* non muore mai.
ROCCO VIVE

L’università di Torino è stata protagonista dell’ennesima rappresentazione di come le istituzioni scelgono di reprimere ...
17/02/2020

L’università di Torino è stata protagonista dell’ennesima rappresentazione di come le istituzioni scelgono di reprimere il dissenso, per motivazioni politiche, tramite le forze dell’ordine chiamate dal rettore che ancora si fanno controllo delle università attraverso la violenza:

Il fuan, collettivo vicino casapound e fratelli d’italia, ha organizzato un volantinaggio di protesta ad un evento sulle foibe, portando una revisione in chiave fascista della storia che da anni viene assunta anche dallo stato, cercando parallelamente di criminalizzare la resistenza partigiana e i valori di questa: lotta al capitalismo e alla sua società, lotta a chi sfrutta e a i suoi cani da guardia.
In risposta a questo, studenti e studentesse antifa si sono organizzati in protesta per palesare la strumentalizzazione di una storia riscritta per finalità politiche e contro alla presenza di ideologie fasciste all'interno dell'università, generando un’azione violenta da parte dello strumento di repressione dello stato a tutela della libertà d'espressione di gruppi neofascisti, ma a scapito di quella dei contestatori di essi, violenza conclusasi con 3 arresti. I tre studenti sono rimasti in carcere fino a stamattina, ma ancora soggetti a restrizioni di diverso tipo in ogni caso inaccettabili.

solidarietà per le compagne e i compagni antifa che si trovano tutti i giorni a combattere contro questi metodi repressivi, e contro la presenza di ideologie fasciste negli spazi culturali, per le strade e nelle piazze.

LA STORIA NON SI RISCRIVE!!
ANTIFA LIBER* SUBITO!!

Sono in parte italiane le armi utilizzate dalla Turchia negli attacchi iniziati ieri contro il popolo e la rivoluzione c...
10/10/2019

Sono in parte italiane le armi utilizzate dalla Turchia negli attacchi iniziati ieri contro il popolo e la rivoluzione curda. Rivoluzione che ha combattuto e sconfitto l'isis (anch'esso foraggiato da Turchia e Arabia Saudita). Il confederalismo democratico del Kurdistan è qualcosa che spaventa le potenze internazionali e mai come adesso questa esperienza ha bisogno di solidarietà e complicità.

"CON IL POPOLO CURDO! ERDOGAN ASSASSINO! L'ITALIA È COMPLICE!"

BOLOGNA PROCESS: 20 anni di deformazione dell’ istruzione universitaria.No alla competizione,Diritto all’istruzione!
26/06/2019

BOLOGNA PROCESS: 20 anni di deformazione dell’ istruzione universitaria.
No alla competizione,
Diritto all’istruzione!

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