29/03/2023
Oggi la nostra comunità perde il proprio Padre Spirituale, colui che all'alba del 10 ottobre 1963 insieme a tutti i sopravvissuti ed i superstiti del Disastro del Vajont sperimentò nella maniera più feroce l'abisso della perdita.
Si ritrovò improvvisamente sbalzato a raccogliere le membra sparse di una popolazione devastata, restituire un senso al futuro e trovarne uno per ciò che era accaduto.
Quale pastorale poteva essere all’altezza del loro dolore?
I sopravvissuti avevano lasciato il cuore nelle loro case ed erano stati trasferiti a Vajont. Vi erano ammassati tutti i superstiti dei vari paesi colpiti, più alcune famiglie immigrate dal resto d’Italia e un gruppo di statunitensi della base di Aviano, la frammentazione e l’alienazione erano assolute.
Proprio quando si sentì perduto, la Provvidenza gli venne incontro facendogli incontrare a Roma padre Giovanni Battista Cappellaro, friulano ma emigrato a Buenos Aires da bambino e cresciuto nella diocesi di papa Bergoglio. Faceva parte del "Movimento per un Mondo Migliore" e lo affiancò nell’impresa di costruire “una comunità”.
Si partiva da persone distrutte e arrabbiate con Dio, con almeno metà delle famiglie in stato di provvisorietà, le anime di adulti e bambini segnate a livello psichico dalla tragedia e dalle sue conseguenze.
Si è arrivati ad una comunità che aiuta a crescere le giovani generazioni con l’esempio dei più grandi, dove tutto ruota intorno alla condivisione dell’amore di Gesù e alla condivisione fin da piccoli dei grandi compiti necessari per “mandare avanti” la parrocchia.
Le difficoltà non mancano e nemmeno le scaramucce, in fondo ahimè siamo umani ma è questa una nuova umanità che ci hanno insegnato Don Gastone e Padre Cappellaro attraverso la Pastorale in cui tanto hanno creduto, a rendere il nostro Vajont così speciale.
A te caro Don Gastone la promessa che come non hai mollato tu non molleremo nemmeno noi.