02/09/2025
Era il 5 settembre 2010, una sera di fine estate, di quelle meravigliose in cui il sole si tuffa nel mare del Cilento e lascia quei bagliori rossastri a galleggiare nell’aria.
𝙌𝙪𝙚𝙡 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤, 𝙚𝙨𝙖𝙩𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙪𝙣 𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙙𝙤𝙥𝙤, 𝙨𝙖𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙢𝙞𝙤 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤.
Io non lo sapevo ancora eppure certe date restano impresse nella storia e non possono essere dimenticate.
Angelo stava tornando a casa. Era in auto, era da solo (ahimè quanto era solo) nel buio della campagna cilentana, quando una vettura lo bloccò contromano e lui si fermò. Senza paura. Quella era casa sua, la sua terra, niente lo spaventava.
Qualcuno - che probabilmente lui conosceva o di cui non aveva avuto il sentore di pericolo - gli sparò nove colpi con una pi***la baby Tanfoglio calibro 9, rompendo il silenzio accompagnato dalle cicale in sottofondo.
Sette proiettili lo colpirono al cuore, alla testa, alla gola. Il primo colpo fu già letale, ma l'assassino non si fermò e continuò a sparare solo per infierire.
Così, con una freddezza spietata, fu strappata la vita a un uomo che aveva fatto della passione politica un atto d’amore verso la sua terra.
Perché Angelo, il sindaco pescatore, non era un politico qualunque. Era un uomo delle istituzioni che raccontava il suo impegno attraverso il mare: concreto, essenziale, una vita fatta di ascolto e di fatica quotidiana. La sua politica era quella degli abbracci, delle chiacchiere nei vicoli, dei piccoli gesti che fanno grande una comunità.
Era un pescatore, sì. Ma anche sognatore.
E proprio nei piccoli dettagli – una stretta di mano, uno sguardo diretto, un’attenzione sincera – ha lasciato una traccia più profonda nella storia e nel cuore di chi lo ha conosciuto; e che lo rimpiange assistendo alla pochezza umana e morale che oggi imperversa.
Quindici anni dopo (2010-2025) ricordarlo significa scegliere da che parte stare: dalla parte degli ulivi, delle alici, dei fichi bianchi che hanno il profumo della legalità, della comunità, delle cose semplici.
Io mi accomodo su una di delle panchine che guardano il mediterrano, avvolto in quel profumo. Perché il ricordo di Angelo Vassallo non è nostalgia: è un impegno che ci chiede ogni giorno di non voltare lo sguardo altrove.
"Chi è stato una vita per mare non può avere paura degli uomini." (Angelo Vassallo)
Gabriele Granato