08/05/2026
Bando “Attiviamo il futuro”: precisazioni.
Per chiarezza, la Vicesindaca e Assessora alle politiche Sociali e Istruzione Veronica Peracchi interviene sulle ‘critiche’ al bando 'Attiviamo il Futuro' che il consigliere Margutti ha affidato alle pagine della Gazzetta dell’Adda.
“Comincio col dire - dichiara Peracchi - che l’iniziativa è piaciuta alle associazioni: ci si è confrontati e sono pervenute domande di partecipazione. Leggere le dichiarazioni del consigliere Paolo Margutti su questa iniziativa mi ha lasciato perplessa e anche per rispetto a tutte le persone coinvolte, i giovani per primi, è necessario chiarire alcuni punti che gettano ombre ingiuste sulla faccenda.
Bando estremamente fumoso. Il bando è volutamente semplice, chiaro e concreto, promuove progetti concreti costruiti partendo dai bisogni reali delle associazioni del territorio. È rivolto esclusivamente alle associazioni formalmente registrate in Comune, fissa regole precise di partecipazione e valutazione delle proposte. Quali punti non sono chiari?
Non si capisce cosa devono fare. Il bando permette a un giovane, nuovo o già inserito nella associazione che lo presenta, di vivere un’esperienza estiva pratica contribuendo alla realizzazione di un progetto utile alla Comunità.
Possono partecipare ragazzi maggiorenni e fino a 25 anni che decidono di dedicare del loro tempo all’associazioni, che studiano o lavorano, o magari no, ma non per questo hanno bisogno di guide particolari.
Servono professionalità ben precise. Sorprende il riferimento alla mancanza di “professionalità” all'interno delle associazioni. A cosa si fa riferimento? Spero, non alla serietà, competenza, esperienza e dedizione delle tante persone che da anni mandano avanti questo mondo, e che di per sé basterebbero a formare chiunque. ‘Attiviamo il futuro’ non nasce con finalità didattiche o formative, ma promuove la partecipazione da parte dei giovani ad attività concrete sul territorio. Non è un percorso di recupero, è un'esperienza libera di giovani adulti che si mettono volontariamente in gioco: di quale "professinista"dovrebbero avere bisogno? Un riferimento esperto del mondo giovanile è comunaue previsto, per supportare le associzioni e fare da coordinamento, ed è rappresentato da Evo Lab e dagli educatori del Centro Giovani che incontrano i ragazzi quotidianamente.
Il finanziamento non consentirà più di 8 partecipanti. E vi sembrano pochi? Qui occorre essere chiari: 400 euro per un percorso estivo non sono un elemento scontato. Dunque, qual è la critica: sono troppi, troppo pochi, inutili? È vero, il mondo sta cambiando, dunque perché non prevedere forme di riconoscimento economico, per avvicinare i ragazzi ad un mondo che ha bisogno di loro e a cui magari scoprono di voler appartenere. Non dimentichiamo che comunque ogni riconoscimento produce un' attività per la Comunità.
Mi sento infine di rassicurare sul fatto che la realtà è migliore di come alcuni la vogliono dipingere: le associazioni, che ringrazio, hanno compreso perfettamente il senso dell’iniziativa e si sono messe in gioco. Alcune sono riuscite a presentare la propria proposta, altre avrebbero voluto ma hanno incontrato difficoltà nel rintracciare giovani disponibili. Ed è esattamente qui il punto da cui scaturisce il nostro obiettivo: la fatica del coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita comunitaria e le strategie da adottare per farle fronte. Le politiche giovanili non si inventano dall’oggi al domani ma si costruiscono attraverso tentativi, ascolto, dialogo e collaborazione con le reti territoriali già esistenti, cercando di rafforzarle e di generarne di nuove, con il tempo e tanta determinazione. Le critiche sono sempre utili a patto che vengano mosse sulla base di una approfondita conoscenza, specialmente se chi le muove siede in Consiglio comunale.
I giovani e il loro coinvolgimento nella Comunità non dovrebbero essere oggetto di strumentalizzazione politica ma una priorità condivisa da qualunque Amministrazione.
Veronica Peracchi, Vicesindaca e Assessora alle politiche sociali e istruzione.