ANPI sezione di Vaprio d'Adda

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Stasera e domani… vi aspettiamo!!!
24/04/2026

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Il 24 ed il 25 aprile avete un appuntamento con noi🔥🔥🔥
16/04/2026

Il 24 ed il 25 aprile avete un appuntamento con noi🔥🔥🔥

‼️ Attenzione ‼️ Tesseramento 2026! Vi aspettiamo tutti!!!!
05/04/2026

‼️ Attenzione ‼️ Tesseramento 2026! Vi aspettiamo tutti!!!!

Il 22 e 23 marzo barrate il NO sulla scheda
14/03/2026

Il 22 e 23 marzo barrate il NO sulla scheda

Dai compagni di Bussero, a cui esprimiamo solidarietà e vicinanza per quanto accadutoNella notte tra il 10 e l’11 marzo,...
13/03/2026

Dai compagni di Bussero, a cui esprimiamo solidarietà e vicinanza per quanto accaduto

Nella notte tra il 10 e l’11 marzo, per la seconda volta nello spazio di pochi giorni, è stata imbrattata con scritte di chiara matrice fascista e mafiosa, segno di odio razziale, la cabina Enel posta all’angolo tra Viale Europa e Via Neruda che qualche tempo fa cittadini di Bussero avevano dipinto con i colori della pace e che già in passato era stata oggetto di analoghe azioni.
Questa volta si è andati ben oltre, superando un confine che non possiamo accettare venga valicato: Curzio Rusnati, consigliere comunale e componente del Comitato di Sezione ANPI Bussero è stato insultato e minacciato.
Diamo la nostra convinta adesione all’appello del nostro Sindaco ed esprimiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà e vicinanza a Curzio. Condanniamo nella maniera più ferma e risoluta il gesto che, ben lungi dal poter essere attribuito a una bravata teppistica, è un inquietante sintomo della deriva reazionaria ed eversiva verso la quale azioni e dichiarazioni di esponenti di primo piano delle Istituzioni nazionali e provvedimenti legislativi ci stanno trascinando ma che incontrerà sempre la nostra resistenza.
Gli autori dell’ignobile gesto devono avere ben chiaro che una minaccia a Curzio è una minaccia a tutti noi, che Curzio Rusnati non è solo, ma ha vicino a sé tutti coloro che ne apprezzano qualità e capacità e che eserciteremo sempre la massima attenzione e vigilanza, affinché gesti analoghi, che offendono i profondi sentimenti democratici e antifascisti dei cittadini di Bussero, non trovino spazio nella nostra comunità, che invitiamo ad esercitare pari attenzione e vigilanza.
​​​​​Comitato di Sezione ANPI Bussero
Bussero, 12 marzo 2026

10/02/2026

La Festa della Liberazione in Italia - 25 aprile - corrisponde al giorno della definitiva cacciata dei nazisti e della caduta del regime fascista.
Il Giorno della Memoria - 27 gennaio - corrisponde alla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell'Armata Rossa.
Allo stesso modo 8 marzo e 1° maggio - le feste internazionali delle donne e dei lavoratori - sono diventate tali a seguito di un processo storico di lotte, scioperi e rivendicazioni politiche e sindacali.
Sono ricorrenze e feste che ci parlano di liberazione e emancipazione.

Fa eccezione proprio il Giorno del Ricordo.
Il 10 febbraio infatti non ricorre nessun evento del genere.
Il 10 febbraio è il giorno in cui nel 1947 viene firmato il Trattato di Parigi che stabilisce quali siano i nuovi confini, anche sul fronte orientale italiano, dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
L'Italia ha scelto quella data in senso irredentista. L'Italia ha scelto quella data perché rivendica ancora come italiane le terre slave occupate e sottoposte alla "italianizzazione forzata" dal Fascismo.
L'Italia ha scelto quella data perché non riconosce legittima la firma di quell'accordo.
Non a caso, nelle cerimonie delle "medaglie al valore" consegnate il 10 febbraio a familiari di "esuli e infoibati", 300 sono state consegnate proprio a repubblichini e fascisti.

Non a caso, questo sentimento irredentista tornò a farsi sentire ancora più forte in occasione della guerra che smembrò la Jugoslavia, quando la NATO bombardava Belgrado.
Non a caso dopo la fine di questa il governo Berlusconi istituì questa giornata.
Non a caso il primo indagato nell'inchiesta "cecchini del weekend" è proprio un neofascista che nei fine settimana dal '92 al '96, metteva il fucile in spalla, si appostava nella Sarajevo sotto assedio e uccideva civili, compresi bambini e anziani.

Semmai l'Italia avesse davvero voglia di ricordare, la barbarie fascista e tutta la storia del confine orientale, dovrebbe farlo parlando della confisca delle terre ai contadini slavi, del divieto di parlare lingua slava, dei campi di concentramento per slavi come quello di Arbe.
Ecco che allora questa ricorrenza, in linea con le altre, avrebbe dovuto essere fissata il 6 aprile in quanto giorno della Liberazione della Jugoslavia dal nazifascismo e ad essere premiati avrebbe dovuto essere gli italiani che si unirono alla lotta di liberazione e alla Resistenza jugoslava.

Tutta questa verità storica però viene completamente rimossa e sovrascritta dal sentimento nazionalista, revanscista e suprematista che rappresenta proprio l'embrione di nuove guerre e barbarie.
Non ci possiamo però aspettare niente di diverso specialmente da un governo come quello attuale, figlio legittimo di quelle pagine buie della storia, che non perde occasione per riscriverla e per descrivere il fascismo, oltre che il neofascismo, come vittima, tanto della lotta partigiana come degli antifascisti nella storia della Repubblica.

Se vogliamo ricordare, allora ricordiamo tutto!
Perché dobbiamo ricordare anche che i patrioti furono i partigiani, i traditori furono invece i fascisti che consegnarono la patria all'occupante nazista per poi addirittura provare a fuggire mascherati proprio con la sua uniforme.

Viva i Partigiani.
Viva la lotta di liberazione nazionale.

Un caloroso grazie a Giuliano per aver condiviso con noi la storia della sua famiglia, del suo grande padre, per averci ...
30/01/2026

Un caloroso grazie a Giuliano per aver condiviso con noi la storia della sua famiglia, del suo grande padre, per averci fatto emozionare e per averci permesso di "ascoltare insieme" in silenzio, ciò che è passato ma che riecheggia oggi. La tua narrazione è "quelle" fotografie, così intime e preziose, ci hanno riempito il cuore. Per non dimenticare e per non essere MAI INDIFFERENTI. Semplicemente GRAZIE ! 🌹🌹

Venerdì sera alle 21.00, all’auditorium della biblioteca, Giuliano Manzotti racconterà la storia di suo papà Giulio, alp...
26/01/2026

Venerdì sera alle 21.00, all’auditorium della biblioteca, Giuliano Manzotti racconterà la storia di suo papà Giulio, alpino in Russia e deportato in Germania dopo l’8 settembre. Ingresso libero, vi aspettiamo!

19/01/2026

Dopo 423 giorni Alberto Trentini è libero

423 giorni: mai un ostaggio italiano è rimasto in carcere per un periodo così lungo. Fermato ad un posto di blocco il 15 novembre 2024, mentre si stava recando a Guasdualito, per conto della ong francese Humanité & Inclusion, Alberto Trentini non ha potuto svolgere la sua missione: assistere persone disabili in un paese segnato da una grave povertà e dove gli ultimi sono relegati ai margini estremi della società e abbandonati. Il rifiuto delle autorità venezuelane di una visita consolare in carcere è stato l'inizio di un'odissea segnata da errori, ritardi e sottovalutazioni della vicenda da parte del nostro Governo. Solo tre volte Alberto ha potuto chiamare i genitori, due le telefonate della presidente del consiglio Giorgia Meloni alla signora Armanda Colusso, madre di Trentini. Passano 9 mesi e Alberto è rinchiuso in una cella da 2 metri per 2, quando un funzionario del regime bolivariano accusa il nostro esecutivo di non avere mai chiamato Caracas. La Farnesina incarica Luigi Maria Vignali per le trattative in Venezuela, ma la mission dell'inviato speciale si rivela un fallimento e Vignali viene rispedito a Roma. Alcuni spiragli si aprono: due visite consolari dell'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito in carcere e l'incontro in piazza San Pietro tra le delegazioni di Italia e Venezuela, in occasione della canonizzazione di importanti figure della chiesa venezuelana, fanno sperare in una svolta che non arriva. L'inerzia del Governo si intreccia con lo scarso interesse dei media, che solo negli ultimi mesi iniziano a dare risalto alla storia di Trentini. Arriviamo ai giorni nostri: la destituzione di Nicolas Maduro cambia il quadro a Palazzo Miraflores e le scarcerazioni diventano priorità del corso di Delcy Rodriguez, presidente ad interim sotto tutela USA. Fino all'epilogo di queste ore con Alberto Trentini finalmente libero e pronto a riabbracciare la sua famiglia e i suoi amici: un ritorno a Lido di Venezia che chiude una br**ta pagina.

🖋 Lorenzo Marcandalli

16/01/2026
La Sezione ANPI di Vaprio d'Adda rivolge i suoi migliori auguri per delle feste serene ⭐️ANPI sezione di Vaprio d'Adda
24/12/2025

La Sezione ANPI di Vaprio d'Adda rivolge i suoi migliori auguri per delle feste serene ⭐️
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