05/10/2025
Un no di responsabilità di Varallo Oggi per il Futuro alla variante del Motel Agip: Amministrazione Comunale senza visione che prende decisioni con rassegnazione, senza cercare alcuna alternativa - Di seguito dichiarazione di voto di Mario Casaccia:
Questa sera il consiglio comunale è chiamato a esprimere un voto pesante. Ogni singolo consigliere comunale esprimerà il proprio voto che stasera è molto pesante. Non soltanto per il contenuto urbanistico della variante al PRGC che è all’odg, ma per il significato politico amministrativo e culturale che porta con sé.
Perché non si sta decidendo solo se riconvertire un immobile in disuso.
Stiamo decidendo se accettare una visione della città fondata sulla rassegnazione, sul “meno peggio” su ”l’unica opportunità e proposta concreta” e sull’assenza di alternative cercate e costruite.
La proposta di variante prevede la trasformazione di un edificio abbandonato in un CIPIR – una struttura fuori scala rispetto al tessuto urbano esistente che stravolge gli equilibri commerciali, un qualcosa che appare come provvedimento privo di visione integrata al tessuto urbano esistente
Quello che mi ha colpito di più durante il precedente consiglio comunale è l’atteggiamento con cui alcuni hanno difeso questa variante
“È l’unica proposta concreta.
E’ la meno peggio
Come dire
“Non è perfetta, ma è meglio di niente.”
“Non possiamo perdere quest’occasione.”
Questo non è essere realisti, perché una variante al Piano Regolatore non nasce da un bisogno generico, ma da scelte strategiche e da visioni territoriali condivise.
E se quelle visioni non sono state condivise e quel dibattito non c’è stato, visto che ….. il progetto è meno peggio …. è l’unica proposta concreta ….. si è di fronte pertanto ad un decisionismo rassegnato che produce scelte affrettate e soluzioni mediocri, non risolvendo i problemi
Scusatemi, ma questo non è amministrare, non è politica.
Questo è cedere alla paura di decidere in modo diverso, la paura di prendere posizione secondo la propria opinione.
È confondere la necessità di agire con l’obbligo di approvare ciò che ci viene messo davanti, accettando ciò che passa il convento anche se ritenuto inadeguato e/o sbagliato.
Quando una proposta diventa l’unica solo perché non si è creato uno spazio vero per alternative, il problema non è l’opposizione che critica o che è faziosa.
Il problema è la maggioranza che governa senza visione, che accetta l’inevitabile, che si affida alla logica del “tanto comunque si deve fare qualcosa”.
Non voterò questa variante, non perché non riconosca i problemi dell’immobile in disuso, non perché io non capisca che servano risposte, ma perché questa non è la risposta giusta.
E perché accettare il meno peggio oggi vuol dire abituarsi a scegliere sempre il meno peggio domani.
L’alternativa a questa scelta irreversibile da cui non si torna più indietro, che per l’amministrazione è anche facile, semplice ed immediata, l’alternativa c’è ed è l’acquisizione da parte del Comune dell’area, adibendola almeno in una fase transitoria, a parcheggio pubblico, ad area camper attrezzata che rappresenterebbe comunque una forma coerente di accoglienza turistica leggera, ad area libera in attesa di un effettivo sviluppo turistico-ricettivo mantenendo così la flessibilità di intervenire in futuro con un progetto più strutturato. Un parcheggio o un’area camper oggi, possono diventare la base di un progetto turistico più ampio domani, se le amministrazioni saranno capaci di investire con visione e responsabilità.
Chiedo a questa maggioranza: davvero ritenete che l’unica strada per riqualificare sia questa?
Davvero pensate che un CIPIR costruito in queste condizioni sia la sola via per restituire valore a quell’area?
E soprattutto: è questa la città che vogliamo? Una città in cui si decide così, per mancanza di alternative e con la rassegnazione negli occhi?
Il PRGC è uno strumento vivo. Cambiarlo significa decidere chi siamo e dove vogliamo andare.
Io credo che la nostra città meriti progetti migliori, processi decisionali più aperti e condivisi, e scelte più coraggiose.
E credo che dire “no” a questa variante, oggi, sia un atto di responsabilità e di rispetto verso la città, i cittadini, la tradizione della nostra Varallo e della nostro Valsesia, rispetto ai commercianti che questa variante rischia di schiacciare.