12/12/2025
I ponti che attraversano il territorio del GAL Terre del Sesia raccontano una storia fatta di incontri, di necessità e di ingegno.
Prima che le strade moderne arrivassero a ridisegnare i collegamenti tra i paesi erano loro a permettere di superare torrenti, forre e gole scavate dall’acqua.
In Valsesia - e più in generale in tutta l’Area GAL - i ponti assumono forme diverse, modellate dalla natura dei luoghi e dai materiali disponibili: piccoli ponticelli in legno posati su tronchi scortecciati, passerelle essenziali appoggiate sulla roccia, maestosi ponti in pietra ad arco, fino ai suggestivi ponti sospesi a fune, testimonianze uniche dell’ingegnosità ottocentesca.
Ognuno di essi è un frammento di paesaggio: inseriti lungo sentieri, antiche mulattiere, percorsi verso gli alpeggi o vecchi tracciati di collegamento, questi manufatti hanno accompagnato spostamenti quotidiani, attività agricole, commerci e, a volte, intere comunità altrimenti isolate.
Molti conservano ancora la struttura originaria, altri portano i segni del tempo: usura, infiltrazioni, cedimenti o interventi impropri possono comprometterne forma e funzione. Tutelarli significa proteggere un patrimonio diffuso, che racconta come uomini e montagne abbiano imparato a dialogare nel tempo.
Nel Manuale per il Recupero Paesaggistico e Architettonico del GAL Terre del Sesia, una sezione è dedicata proprio ai ponti: uno strumento per riconoscerne le tipologie, capirne la logica costruttiva e applicare interventi di manutenzione ordinaria rispettosi dei materiali e della storia dei luoghi.
Con l’ampliamento del GAL, il Manuale abbraccia ora anche il Cusio e le Colline Novaresi, territori dove i ponti rappresentano testimonianze preziose di una lunga relazione con l’acqua.
Nelle prossime settimane continueremo a raccontare gli elementi che definiscono il nostro paesaggio: dai lavatoi alle darsene e non solo.