17/06/2026
«La sconfitta ha qualcosa di positivo: non è mai definitiva. In cambio, la vittoria ha qualcosa di negativo: non è mai definitiva.» — José Saramago
Con il primo Consiglio Comunale della legislatura, Alleanza Verdi e Sinistra entra per la prima volta nell'aula consiliare di Venaria Reale, rappresentata dal consigliere comunale Alessandro Cubello.
Una nuova voce e una nuova possibilità di rappresentanza per chi non si riconosce nell'attuale governo della città. 👇🏻
Con il Consiglio Comunale del 15 giugno 2026, Alleanza Verdi e Sinistra entra nell'aula consiliare di Venaria Reale con il proprio consigliere, Alessandro Cubello
Lo fa nel rispetto di un risultato elettorale netto, ma anche con la consapevolezza che chi è all'opposizione ha il dovere di interrogarsi sulle ragioni della sconfitta e quindi sulla necessità di un radicamento più profondo del campo progressista nel territorio.
Da questa riflessione occorrerà ripartire.
Analizzando il programma di governo della maggioranza, ci colpisce che parole come povertà, disuguaglianza e fragilità siano quasi assenti da un programma che dovrebbe descrivere la città dei prossimi cinque anni.
Colpisce l'assenza di una visione forte sulla sanità territoriale, sulla Casa di Comunità e sui servizi di prossimità.
Colpisce una concezione della sicurezza che continua a puntare quasi esclusivamente sul controllo e sulla videosorveglianza, senza affrontarne le cause sociali e senza investire abbastanza su quartieri, servizi, manutenzione e spazi di aggregazione.
Colpisce infine la frammentazione delle deleghe sociali nella nuova giunta: casa, disabilità, terza età, famiglia e sanità distribuite tra assessori diversi, senza che emerga una vera regia complessiva del welfare cittadino.
E preoccupa un capitolo ambientale che appare fatto più di interventi episodici che di una strategia capace di affrontare davvero la transizione ecologica, la tutela del territorio e la qualità della vita delle future generazioni.
Noi continueremo a sostenere una visione diversa di città.
Una città che non giudica il proprio successo dal numero delle opere inaugurate o delle telecamere installate, ma dalla capacità di ridurre le disuguaglianze, tutelare i più fragili, garantire diritti e costruire partecipazione.
Con spirito costruttivo quando sarà possibile.
Con una opposizione ferma quando sarà necessario.