FGCI Veneto

FGCI Veneto Federazione Giovanile Comunista Italiana - Veneto

26/04/2025

Altro spezzone del corteo di ieri per le vie di Verona, ora e sempre resistenza anche contro il capitale! 🇮🇹

26/04/2025

Ieri la FGCI veronese ha partecipato assieme al partito alla manifestazione cittadina tenutasi in piazza Bra a Verona. In una piazza blindata i ragazzi e le ragazze hanno intonato in coro l'importanza del 25 Aprile, non sono dal punto di vista storico, ma anche attuale. ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Ieri la FGCI, sezione di Vicenza, ha organizzato un incontro sul cessate il fuoco a Gaza, raccontando di come i Palestin...
24/02/2025

Ieri la FGCI, sezione di Vicenza, ha organizzato un incontro sul cessate il fuoco a Gaza, raccontando di come i Palestinesi stiano vivendo questa situazione, di quali sensazioni e di quale futuro sia riservato a loro. Un ringraziamento al Circolo Arci Mario Pettina di Schio per l'accoglienza.

Oggi, anche la FGCI era a Vicenza a sostegno della Palestina, contro il genocidio perpetrato da Israele
18/01/2025

Oggi, anche la FGCI era a Vicenza a sostegno della Palestina, contro il genocidio perpetrato da Israele

A gran voce la lotta in questo 2025Vogliamo la Pace, un Lavoro dignitoso e una Scuola di qualità.In ricorrenza dell’ 80°...
10/01/2025

A gran voce la lotta in questo 2025
Vogliamo la Pace, un Lavoro dignitoso e una Scuola di qualità.

In ricorrenza dell’ 80° anniversario della Liberazione d’Italia con forza ci opporremo a chi ci priva del nostro futuro, a chi distrugge il nostro diritto all’istruzione di qualità e ad un lavoro ben pagato e sicuro, privo di discriminazioni e sfruttamento.
Tutto questo per le folli di politiche di Guerra, portando repressione, morte e genocidi, a discapito del nostro avvenire.

Contro chi ogni giorno prova a farci sentire più soli e annienta il nostro diritto ad avere un futuro diverso. Un’altra società è possibile, un’altra vita è possibile.
Costruiamola assieme.

Per un futuro fatto di certezze.
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‼️ARTICOLO COMPLETO: https://www.lafgci.it/2024/11/19/2024-solo-precarieta-per-noi/ ‼️La situazione della precarietà nel...
20/11/2024

‼️ARTICOLO COMPLETO: https://www.lafgci.it/2024/11/19/2024-solo-precarieta-per-noi/ ‼️

La situazione della precarietà nel mondo del lavoro in Italia nel 2024 è catastrofica, l'instabilità e la mancanza di certezze crescono sempre di più per milioni di lavoratori, siano essi disoccupati, soprattutto per noi giovani.

La precarietà è diventata la norma, non l'eccezione, con migliaia di individui costretti ad accettare impieghi insoddisfacenti pur di andare avanti. Si prosegue invece a sperperare i soldi di noi contribuenti in spese militari, o in regali fiscali ai padroni, piuttosto che in politiche sociali o di sostegno all'occupazione, aggravando il malessere dei lavoratori.
E hanno il coraggio di affermare che "L'occupazione aumenta costantemente", ma di cosa stanno parlando?

‼️Link all'articolo completo‼️https://www.lafgci.it/2024/11/05/elezioni-usa-come-il-sostegno-allo-sterminio-puo-cambiare...
05/11/2024

‼️Link all'articolo completo‼️

https://www.lafgci.it/2024/11/05/elezioni-usa-come-il-sostegno-allo-sterminio-puo-cambiare-gli-equilibri/

Nelle elezioni del 2020, circa un milione di musulmani ha votato, con l'80% che ha espresso la preferenza per Biden. Il Consiglio sulle Relazioni Americano-Islamiche (CAIR) riferisce che circa due milioni di musulmani sono già registrati per votare nelle elezioni del 2024.
Senza limitare la situazione a una mera questione religiosa che vede contrapposto un “credo buono” contro la “religione cattiva” o all’indicare “quello bravo” tra i due peggiori rappresentati di un sistema dilaniante per l’essere umano, proviamo a trarne delle conclusioni. Alla luce delle crescenti tensioni nelle sconfinate contraddizioni del modello americano soprattutto per molti cittadini statunitensi che si oppongono all’incondizionato foraggiamento dei conflitti.

Il governo Meloni prepara un nuovo duro colpo ai diritti dei lavoratori, rendono legali le cosiddette “Dimissioni in Bia...
10/10/2024

Il governo Meloni prepara un nuovo duro colpo ai diritti dei lavoratori, rendono legali le cosiddette “Dimissioni in Bianco".

Nel ddl lavoro approvato dalla maggioranza dalla Camera infatti è prevista la possibilità per i padroni di far firmare ai lavoratori nuovi assunti un foglio di dimissioni in bianco a cui poi, alla bisogna, potrà essere aggiunta la data delle sue dimissioni “volontarie”.
La scusa addotta dal governo per reintrodurre questa pratica “criminale”, schiavista e oppressiva è quella di incastrare i furbetti che si fanno licenziare volontariamente per accedere alla Naspi (non prevista in caso di dimissioni) riuscendo incredibilmente a peggiorare il Jobs Act di Renzi; in pratica le stesse scuse con cui hanno giustificato l'abolizione del reddito di cittadinanza (altra decisione da noi ampiamente contestata) .

Questa ultima “geniale idea“ del governo si aggiunge ai già grandi disastri fatti in materia di lavoro da questo governo, padronale e nemico delle lavoratrici e dei lavoratori. Restano così da un lato la miseria dei salari bassi in favore di una politica di guerra, e dall’altro la possibilità ai padroni di tenerci sotto ricatto.

Il 28 Luglio si sono tenute le elezioni presidenziali nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Le urne hanno parlato ...
02/08/2024

Il 28 Luglio si sono tenute le elezioni presidenziali nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Le urne hanno parlato chiaro: col 51,20%, il popolo venezuelano ha riconfermato la fiducia a Nicolás Maduro, del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), eletto per un secondo mandato. Da anni, le posizioni del presidente bolivariano e la sua lotta contro le liberalizzazioni massicce nel Paese, specialmente nel settore petrolifero, si scontrano con gli interessi degli States, che da sempre vedono l’America del Sud come il proprio “giardino di casa”.

Come successo in passato, dal Cile all’Argentina, fino di recente in Bolivia, gli Stati Uniti e i loro oligarchi (uno su tutti, in questo caso, Elon Musk) hanno sostenuto e sostengono personaggi di qualunque schieramento, purché all’opposizione (dalla destra fascista a quella liberista): in questo caso Edmundo Gonzalez, favorevole alle privatizzazioni di massa, così da aprire le porte del Paese ai capitali americani. Il piano in Venezuela è fallito, ma, come da tradizione, l’imperialismo statunitense non si è rassegnato: negli ultimi giorni, infatti, molte persone e figure politiche hanno gridato allo scandalo, denunciando brogli e atti di corruzione, fino ad accusare il PSUV di aver falsificato la percentuale finale dei voti di Maduro.

Inoltre, altri Paesi, come l’Argentina, in mano all’ impresentabile l’ultraliberista Javier Milei, e il Perù, il cui presidente legittimo, Pedro Castillo, è stato rovesciato nel 2022 da un altro golpe sostenuto dagli USA, si sono rifiutati di riconoscere il risultato elettorale.

Infine, bande di narcotrafficanti e militanti di estrema destra destabilizzano la situazione in varie zone del Paese: come ci si poteva aspettare, queste rivolte sono state subito appoggiate dagli Stati Uniti, i cui media si sono subito adoperati per mistificare la situazione portando avanti la narrazione a loro utile, anche attraverso notizie false.

Sosteniamo e difendiamo il risultato elettorale, auspicando una pacificazione tra tutte le forze antimperialiste del paese, il voto popolare non può e non deve essere deciso a tavolino da potenze straniere.

La National Samsung Electronics Union (NSEU), l'organizzazione dei lavoratori dell’azienda simbolo della Corea del Sud, ...
12/07/2024

La National Samsung Electronics Union (NSEU), l'organizzazione dei lavoratori dell’azienda simbolo della Corea del Sud, ha deciso di proclamare uno sciopero di 3 giorni (dall'8 al 10 luglio) in occasione dell'evento semestrale che l'azienda organizza per presentare i suoi nuovi dispositivi (l' Unpacked 2024).

Le ragioni della mobilitazione sono l'ottenimento di maggiori giorni di ferie, interazione di un rapporto più paritetico tra vertici e sindacato e una maggiore trasparenza e chiarezza sui bonus aziendali.

Il sindacato guidato da Son Woo-mok conta decine di migliaia di iscritti e ha vissuto una rapida crescita sin dal 2020, cioè da quando Samsung ha scelto di impegnarsi per dismettere ogni azione che potesse scoraggiare l’organizzazione di un sindacato dei propri lavoratori.

Se diversi analisti di mercato sono scettici sull’effettiva riuscita della missione, considerando che la maggior parte dell’attività di Samsung si basa su processi completamente automatizzati: ad esempio, per il ricercatore senior del Korea Institute for Industrial Economics and Trade Kim Yang-Paeng, «la produzione di chip non può procedere con lavoratori sostitutivi» in caso di assenza prolungata dei responsabili «a causa della specificità e della competenza del lavoro».

Questa notizia a nostro parere non è solo sensazionale per il fatto che sta avvenendo uno sciopero in una delle aziende simbolo dell'ultracapitalismo mondiale (il primo in assoluto di questo tipo per la Samsung), ma soprattutto perché testimonia che anche in un paese semicoloniale da sempre afflitto da enormi squilibri sociali tra chi ha tutto e chi non ha niente come la Corea del Sud, la classe operaia si può organizzare e pretende i suoi diritti anche a costo di bloccare per giorni il mondo della telefonia mobile.

Questo sciopero deve essere un esempio per tutti i lavoratori, in primis per quelli del mondo dell'elettronica da sempre iper-sfruttati per cominciare a pretendere diritti e sicurezza sul lavoro.

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