Collettivo Sumud

Collettivo Sumud collettivo autonomo nato nel 2022 a Venezia Mestre per proporre un'alternativa a quanto già esiste

SENZA POLIZIA PERDETE, CON LA POLIZIA…ANCHEI fatti si sanno. Lunedì 27 ottobre il sionista Fiano viene contestato in uni...
06/11/2025

SENZA POLIZIA PERDETE, CON LA POLIZIA…ANCHE
I fatti si sanno. Lunedì 27 ottobre il sionista Fiano viene contestato in università da studentx, che impongono l’interruzione della sua triste propaganda. Una settimana di scalpore mediatico, la gente cade dal cielo quando scopre che dopo due anni di genocidio le persone se ne fregano di “diritto di parola” e “democrazia” quando questi concetti servono a giustificare quanto fa Israele, e che quindi interrompono e bloccano il sionismo senza troppe remore.
Per rispondere a noi estremistx, la Ministra Bernini, Fiano, la Rettrice di Ca’ Foscari e l’ associazione studentesca Futura decidono di rifare questa passerella politica martedì 4 novembre. Questa volta nel Rettorato, nel cuore dell’università, nel cuore dell’istituzione dove la libertà di pensiero di espressione di confronto e bla bla bla. Annunciano questo incontro come “sconfitta per gli estremisti”.
Ma chi ha perso? L’incontro era a numero chiuso, ovvero potevano partecipare delle persone già selezionate, proprio per evitare che entrassero studentx che non piegandosi alla propaganda sionista, potessero interrompere. Per poi scrivere, dopo questa giornata, che il “dissenso è il sale della democrazia”. Bella democrazia, quella in cui ti blindi in un Rettorato per paura di essere contestato di nuovo. Se la sono detta e cantata tra di loro, su quanto noi estemistx fossimo bruttx e cattivx, su quanto sia giusto collaborare con uno stato genocidario, arrivando a dire che a Gaza non c’è genocidio (Fiano); e poi ci si stupisce che noi con questa gente non vogliamo parlarci, ma solo zittirli.
Ma chi ha perso? L’incontro di ieri si è svolto completamente militarizzato. Quasi un centinaio tra celerini, polizia, carabinieri hanno bloccato tutte le vie di accesso al Rettorato -tranne l’accesso acqueo, da cui appunto sono arrivati e andati via gli ospiti-, impedendo a studentx di passare, per tenerli il più possibile alla larga da questo glorioso evento di vera democrazia. Ecco la loro apertura al dialogo e al dissenso, che, se però non è nelle forme stabilite da loro, si trova di fronte caschi e manganelli.
Ma chi ha vinto? Sicuramente non loro. Barricarsi nel Rettorato difesi da decine di poliziotti per dire le proprie cazzate nella pace e tranquillità, sicuri di aver sconfitto gli estremisti tenendoli fuori, in un evento a numero chiuso che non permetteva un contradditorio, o una voce palestinese, e nemmeno studentesca dal momento che non c’erano studentx, è difficile definirla una vittoria, se si ha un minimo di contatto con la realtà (cosa che sicuramente Futura non ha). Dimostrano come sempre la loro triste ipocrisia, ma soprattutto la loro paura. Paura nel sapere che là fuori, nelle strade, nelle calli, ci sono barbari che parlano una lingua diversa da loro. Una lingua per loro incomprensibile, che parla di solidarietà, di internazionalismo, di liberazione, mentre invece loro parlano la triste lingua del potere, del privilegio bianco ed occidentale: la lingua del genocidio, dell’oppressione, dello sfruttamento, dello spettacolo.
Abbiamo vinto noi barbari. Non perché abbiamo bloccato di nuovo, cosa che non abbiamo fatto a questo giro, ma perché non ci siamo fattx intimorire. Hanno detto che ci avrebbero sconfitto, eppure ieri eravamo lì con due presidi, uno in Calle Larga Ca’ Foscari, organizzato dal Fronte della Gioventù Comunista, e uno da noi, nel campiello dei Squelini. Grazie a questi due presidi, si è riusctx a circondare il Rettorato, costringendo alla sua militarizzazione, che ha reso evidente cosa è la democrazia per la rettrice e per Futura: polizia e allontanamento del dissenso. Tanto meglio eh, vedendo i video di questa conferenza, se fossimo entrati ci saremmo messi a vomitare, data la presenza di queste illustri figure.
Lunedì 27 eravate senza polizia, e vi abbiamo fatto saltare la vostra becera propaganda sionista. Siete andati in tutte le televisioni a far le vittime, a tacciare di antisemitismo chiunque sollevi una critica alle cazzate sioniste che dite, ma intanto in università vi abbiamo bloccato.
Martedì 4 novembre eravate con la polizia, ma vi siete barricati nel Rettorato per paura che i barbari estremisti vi ricordassero quanto il mondo reale vi odi, quanto voi siete complici del genocidio. Avete parlato del dissenso come sale della democrazia, e dal dissenso vi fate proteggere con cordoni di celere. Un’altra triste figura.
Ci rivendichiamo tutto. Dall’aver cacciato il sionismo la prima volta, dall’aver costretto ad un evento chiuso e alla militarizzazione del Rettorato la seconda volta. Ci rivendichiamo aver rovinato la festa delle forze armate, ovvero il 4 novembre, a quel centinaio di poliziotti che dovevano difendere Futura e il teatrino politico di Rettrice, Bernini, e Fiano.
Siamo tuttx antisionistx

01/11/2025

L’interruzione della propaganda sionista che Fiano voleva portare a Venezia con “Sinistra per Israele” ha generato un’inaspettata attenzione mediatica. Giornali, canali youtube, media mainstream hanno fatto un gran parlare dell’azione in sé, concentrandosi magari su aspetti specifici (come il gesto della p38 e qualche coro) lasciando -ovviamente- moltissimo spazio alla parte offesa, Fiano, e al teatrino politico di solidarietà da destra e sinistra. Nulla di nuovo, che però a noi è servito per capire meglio le questioni che questa azione ha sollevato. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare questa “auto-intervista”, per poter dire la nostra rispetto alle varie domande che più giornalisti ci hanno posto, senza paura di essere strumentalizzatx.
MOTIVAZIONI DELL’AZIONE.
Per quanto questa azione possa essere difficile da comprendere e leggere, noi facciamo una domanda. Dopo due anni di genocidio in diretta social, dopo un mese in cui tutta Italia si mobilita per la Palestina con picchi di conflittualità che non si vedevano da anni, cosa pensavate potesse succedere ad un aperto sostenitore del sionismo, ovvero di quell’ideologia alla base del genocidio in corso, che viene a parlare in università pretendendo di giustificare una “pace” nelle stesse aule in cui si è data la mobilitazione dal basso, come nella sede di San Sebastiano, occupata per quasi due mesi durante le intifade studentesche, e luogo iniziale dove si doveva tenere questa conferenza? Davvero ci stupiamo se la gente scende in strada incazzata, se studentx bloccano queste iniziative, e così via, dopo due anni di bombe, fame come strumento di morte, complicità istituzionali con quanto succede?
Le motivazioni che ci hanno portato ad interrompere sono semplici. Noi pensiamo che la propaganda sionista non possa trovare spazio in università e in nessun luogo, perciò abbiamo messo in campo delle pratiche -blocco ed interruzione- per fare sì che questo non avvenisse. Non ci interessava lui, chi l’ha invitato o altre questioni; semplicemente di fronte al genocidio, al finto cessate il fuoco e al massacro incessante di civili e bambini, chi si fa portatore di questa ideologia deve essere contestato e zittito.
LIBERTA’ DI PAROLA.
Hanno detto che abbiamo leso la libertà di parola. Beh certo, se la tua libertà è quella di difendere uno stato assassino, basato sul colonialismo d’insediamento, ed espressione massima dell’imperialismo, che vive dell’espropriazione di terre altrui, di esodi forzati, pensiamo che forse questo tuo diritto passa in secondo piano. Un’ovvietà: in Palestina non c’è diritto di parola, non c’è democrazia, per via del colonialismo d’insediamento e dell’apartheid israeliano; rifugiarsi in queste categorie, quali il diritto di parola e la democrazia, non è che sintomo del privilegio occidentale e borghese, che noi vogliamo attaccare. Rivendichiamo senza problemi il non essere democraticx e l’aver leso il diritto di parola a chi difende il genocidio, perché la vostra democrazia significa morte tanto quanto pace, significa bombe e guerre. Di fronte a questa democrazia non ci facciamo problemi a dire che siamo contro. Libertà borghese e democrazia liberale sono espressione di privilegio, non valori universali; i nostri valori, che ci spingono a fare azioni come queste, sono quelli della solidarietà, dell’internazionalismo, dell’autodeterminazione, della lotta di classe contro l’oppressione.
Poi dai, con le reti unificate che hanno dato spazio a Fiano &co. per dire la loro dopo quanto accaduto, davvero pensiamo che sia venuto a mancare il diritto di parola per una contestazione universitaria?
ANTISEMITISMO O ANTISIONISMO.
L’antisemitismo e la censura, di cui veniamo accusatx, possono solo essere il risultato di politiche calate dall’alto che discriminano le persone su base etnica per alimentare odio e divisione sociale. Ciò che noi rivendichiamo sono l’antisionismo, la contestazione ed il blocco, come strumenti di lotta internazionalista di classe dal basso e solidale alla Palestina al suo popolo e alla resistenza.
Non abbiamo contestato Fiano in quanto ebreo, ma in quanto sionista. Lo diciamo perché noi abbiamo già bloccato iniziative come queste. Anni fa, avevamo contestato la presenza in università di un’esponente della Marina Militare legato alla NATO, mentre qualche mese fa abbiamo bloccato momentaneamente la conferenza di Antonio Scurati, intellettuale che ha preso posizioni pro-guerra e pro-riarmo. In entrambi questi casi gli invitati sono stati contestati per le loro idee, per il ruolo e le loro posizioni politiche guerrafondaie, non per la loro soggettività ed identità . Stessa cosa successa con Fiano.
MODALITA’
Ci si chiede se non ci potevano essere altre modalità, dicendo che si voleva creare dibattito, di lasciare il contradditorio, che l’università è un luogo sacro per il confronto. Beh per tutti i motivi detti prima, non pensiamo ci sia nessuno spazio per parlare con chi difende la cancellazione algoritmica di un popolo, ma solo spazio per bloccare. L’università non è un’istituzione separata dal mondo, ma ne è anzi un ingranaggio particolare e centrale. Noi abbiamo messo in atto un’azione che cerca di essere all’altezza delle indicazioni della Resistenza palestinese e del tempo del genocidio, il tempo che noi viviamo. Le modalità non vanno viste in quello che abbiamo fatto noi, ma vanno valutate in relazione al momento storico in cui ci troviamo.
REAZIONI
L’obiettivo dell’interruzione era di bloccare l’evento per bloccare la propaganda sionista, e noi ci rivendichiamo questa cosa qua. Ma ha anche senso vedere le reazioni, per capire la giustezza di quanto fatto. Se gli esponenti di tutti i partiti, da destra e da sinistra, ci condannano ed esprimono solidarietà ad un sionista, pensiamo che questa sia la cartina tornasole della validità dell’atto. Le condanne dall’alto non contano nulla rispetto a una solidarietà e approvazione più diffusa e dal basso.
CONCLUSIONI
Ci rivendichiamo quanto successo e quanto fatto, come rivendichiamo l’antisionismo e condanniamo l’antisemitismo. Ci sembra triste e becera la strumentalizzazione dell’antisemitismo per fare campagna politica.
Ci teniamo a rilanciare la contestazione del 4 novembre, contro il ritorno di Fiano e la presenza della Bernini. Proprio perché ci rivendichiamo quanto abbiamo fatto una volta, siamo prontx a rifarlo: i motivi sono gli stessi, opposizione dal basso al sionismo e al militarismo che si celebra quel giorno con la festa delle forze armate, solidarietà internazionalista e di classe alla lotta palestinese.
PRECISAZIONE
È uscito un articolo sul corriere del veneto in data 30 ottobre in cui tra le righe sembra che qualcun del nostro collettivo, o noi come collettivo, ci dissociamo da quanto fatto, o dal termine estremista, o che ci può essere da parte nostra un interesse nel confronto con un sionista. Non è così, quell’articolo non c’entra nulla con noi, noi ci rivendichiamo la totalità di quanto fatto.

Lunedì 27 ottobre Emanuele Fiano di "Sinistra per Israele"  e del Partito Democratico ha provato a tenere una conferenza...
30/10/2025

Lunedì 27 ottobre Emanuele Fiano di "Sinistra per Israele" e del Partito Democratico ha provato a tenere una conferenza chiamata "due popoli due stati", organizzata da Futura, dentro l'università Ca' Foscari. Questo evento è stato interrotto e annullato grazie a una contestazione studentesca che si era data l'obiettivo di impedire al sionismo di propagarsi dentro l'università.
Il teatrino vittimistico e mediatico è la cifra del nostro tempo: dopo due anni di genocidio, di fame come strumento di morte, di complicità universitarie con Israele, chiediamo ai buon pensanti di sinistra che urlano al fascismo e all'antisemitismo alla prima critica che si solleva, cosa potevamo fare? Cosa vi aspettate che succeda, al tempo del genocidio, quando un sionista parla in università?
Il vero odio nei confronti di chi ha contestato è la semplice realizzazione di un dato di fatto: la democrazia non è un qualcosa da difendere, la pace significa genocidio. Queste verità che irrompono con striscioni e megafoni feriscono e fanno cadere il castello della democrazia.

Noi ci interessa la vostra democrazia, la vostra pace è genocidio. Vi abbiamo contestato una volta, non vediamo l'ora di farlo di nuovo.

Martedì 4 novembre, in concomitanza con la festa delle forze armate, la ministra Bernini e Fiano parleranno a Ca' Foscari. Una simpatica coincidenza, che lega militarismo e sionismo.

In quanto antimilitaristx e antisionistx, martedì contesteremo sia la Bernini che Fiano. Contro la loro passerella politica, contro lo smantellamento dell' Università, contro il sionismo.

A breve aggiornamenti.

L'ANTISIONISMO SI FA COSÌ INTERROMPI IL LORO EVENTO, E POI RIMANI LÌ SIONISTI MUTI Lunedì 27 si riunivano a Ca’ Foscari ...
29/10/2025

L'ANTISIONISMO SI FA COSÌ
INTERROMPI IL LORO EVENTO, E POI RIMANI LÌ

SIONISTI MUTI

Lunedì 27 si riunivano a Ca’ Foscari due esponenti di "Sinistra per Israele" e del PD, come Emanuele Fiano, e gli organizzatori della giovanile Futura all'iniziativa "due stati-due popoli" per discutere su come continuare l’occupazione delle terre palestinesi e il genocidio del loro popolo nel modo più democratico e pacifico possibile. E infatti oggi la pace equivale al genocidio, come dimostrano i patti di pace portati avanti da Trump, e come ha dimostrato la complicità cieca del Partito Democratico durante questi due anni di genocidio. Dialogare con i sionisti per noi é impossibile: queste posizioni non possono che essere zittite, stigmatizzate, espulse dall’università e da tutti gli spazi che attraversiamo. Per questo ieri, mentre in Palestina ancora piovono le bombe, ci siamo impegnati a cacciare questo circo di sionisti dalla nostra università.
I giornali già si affannano a progettare le modalità più efficaci per distogliere l’attenzione dal contenuto di questa azione, pur di non affrontare le vere implicazioni della complicità democratica con “Israele”.

Ci accusano di non essere democratici, sconvolti dalla nostra “mancanza di rispetto” e la voglia di fare solo casino e sono convinti di ferirci nel profondo con queste accuse.
Ma non hanno capito
In Palestina non esiste la democrazia e non è mai potuta esistere perché calpestata da un’ideologia, quella sionista, che si fonda sulla considerazione di un altro popolo, il popolo palestinese, come inferiore e non degno di esistere.
In Palestina, nello stato di apartheid, pulizia etnica e infine genocidio che da decenni Israele perpetra, non esiste la possibilità della democrazia: in poche parole un privilegio borghese che, solo quei privilegiati figli dei governi occidentali direttamente complici del genocidio, hanno la faccia di ti**re in ballo a questo punto della storia.
I palestinesi non hanno mai avuto modo di intrattenersi in cortesi dibattiti in cui si discutono le “prospettive di pace”
L’unica opzione è sempre e solo stata la resistenza
Speravano di soffocare “pacificamente” la determinazione conflittuale del popolo palestinese e di chi si posiziona al suo fianco, ma non ci sarà né dialogo con i sionisti né pace finché le bombe non smetteranno di piovere sul Levante e finché l’IDF non si ritirerà dalle terre occupate.
Ci rivendichiamo le modalità di blocco e interruzione perché non ci preoccupa inimicarci chiunque spinga per guerra e genocidio, austerità e repressione, e chiunque dedichi la sua vita politica a difendere gli oppressori, che si parli della destra meloniana tanto quanto il "centrosinistra" di Minniti e Fiano.
Se questo vuol dire rinunciare alla rispettabilità accademica, e renderci illeggibili agli occhi di chi il genocidio lo perpetua o lo difende, allora accettiamo di essere irrispettosx, volgari, fastidiosx.
Non accetteremo mai che antisionismo e antisemitismo vengano usati allo stesso modo, Israele non è e non sarà mai la rappresentanza del popolo ebraico, ma solo di un becero imperialismo di occupazione e sterminio.
Vergogna a chi si rintana in queste accuse per facilmente ripulirsi le mani e le coscienze.
Non più una parola per il sionismo.
Alle accuse di "atteggiamenti fascisti" millantati da giornalisti, pseudo-compagnx e tali "sionisti di sinistra" rispondiamo con un bel coro partito spontaneamente durante l'interruzione:
Siamo tuttx antifascistx
Siamo tuttx antisionistx.

Collettivo autonomo Sumud

Un tentativo
08/12/2024

Un tentativo

Giovedì 5 dicembre ore 17 aula 0F san Basilio, università ca' Foscari.Assemblea pubblica con Carlo Tombola per approfond...
28/11/2024

Giovedì 5 dicembre ore 17 aula 0F san Basilio, università ca' Foscari.
Assemblea pubblica con Carlo Tombola per approfondire produzione e logistica di guerra nei territori!
Esserci che poi si parla di che fare ma soprattutto aperitivo prezzi pop appena finisce!

Riceviamo e più che volentieri diffondiamo la chiamata al corteo di domenica 23 giugno a Venezia fatta da student che da...
20/06/2024

Riceviamo e più che volentieri diffondiamo la chiamata al corteo di domenica 23 giugno a Venezia fatta da student che da 40 giorni occupano la sede San Sebastiano dell'università Ca Foscari in solidarietà alla Palestina.

La lotta della Resistenza palestinese continua, e noi con lei. Dopo più di un mese di acampada la nostra volontà di combattere il sistema che legittima e trae profitto dal genocidio del popolo palestinese non è diminuita. Non abbiamo intenzione di smettere di denunciare l’occupazione coloniale sionista che da 76 anni opprima la Palestina e la sua gente.
Abbiamo deciso di costruire un corteo aperto alla cittadinanza che attraversi le calli di Venezia, città vetrina per eccellenza ormai ridotta a un guscio vuoto ad uso e consumo dei turisti, per dare un segnale forte alla nostra università, alla nostra città, alla nostra regione e al nostro stato. Venezia sta con la resistenza palestinese. Domenica 23 lo dimostrerà.
Vi invitiamo a partecipare da tutte le acampade vicine a questa giornata di lotta per dimostrare che l'intifada studentesca non è finita e non finirà finché la Palestina non sarà libera!

Continuiamo il percorso di assemblee pubbliche in università, per discutere del ticket d'accesso e delle sue implicazion...
15/04/2024

Continuiamo il percorso di assemblee pubbliche in università, per discutere del ticket d'accesso e delle sue implicazioni.
Venerdì 19 aprile a IUAV

TICKET D'ACCESSO: QUALI IMPLICAZIONI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?Il 25 aprile inizierà la sperimentazione del ticket d’...
08/04/2024

TICKET D'ACCESSO: QUALI IMPLICAZIONI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Il 25 aprile inizierà la sperimentazione del ticket d’accesso. Andrà avanti fino al 5 maggio, per poi ripetersi ogni weekend fino a luglio. Se funzionerà, questa misura entrerà in vigore completo nel 2025.
È una misura che influisce ben poco sul turismo di massa, ma le sue implicazioni impatteranno negativamente la vita quotidiana, individuale e collettiva, di chi a Venezia abita.
Una prima implicazione della nuova misura è l'attacco alla privacy: diventerà nostro obbligo registrarci su una piattaforma online, regalando dati personali al comune di Venezia (e altre aziende) per poter ottenere un “biglietto d’ingresso” in città. La minaccia della sanzione servirà a implementare nuove forme di controllo e repressione, mentre le dichiarazioni del sindaco cercano di venderci una finta gestione del malessere cittadino.
Ma l'implicazione più evidente sarà sulle nostre relazioni sociali, che verranno strettamente vincolate dall’obbligo di pagare un contributo d’accesso per chi ci vuole ve**re a trovare senza stare in una delle costosttime strutture ricettive. Lo stress mentale sarà pesante, sia per noi che per amici, amiche e parenti che ospitiamo da fuori regione: pagare, regalare dati personali, oppure girare con la paura di essere sanzionati/e. Un modo ansiogeno di vivere nella città, un chiaro attacco alla nostra vita sociale e relazionale.
Le principali istituzioni (in primis le università) si lamentano dello spopolamento, della mancanza di giovani, e al contempo promuovono questa misura che va a colpire lo stare in città.
A questa ipocrisia, a questo attacco alla vita sociale e cittadina, la necessità di opporsi è evidente. Incontrarsi per parlarne è il primo passo per prendere atto di questa misura e non farsela scivolare addosso senza riflettere sulle implicazioni che avrà sulla nostra vita.

Lunedì 8 aprile a Venezia Tour guidato auto organizzato auto gestito, ma soprattutto autonomo, dei luoghi di Venezia dov...
06/04/2024

Lunedì 8 aprile a Venezia
Tour guidato auto organizzato auto gestito, ma soprattutto autonomo, dei luoghi di Venezia dove è stato ambientato il romanzo "Q".
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