06/11/2025
SENZA POLIZIA PERDETE, CON LA POLIZIA…ANCHE
I fatti si sanno. Lunedì 27 ottobre il sionista Fiano viene contestato in università da studentx, che impongono l’interruzione della sua triste propaganda. Una settimana di scalpore mediatico, la gente cade dal cielo quando scopre che dopo due anni di genocidio le persone se ne fregano di “diritto di parola” e “democrazia” quando questi concetti servono a giustificare quanto fa Israele, e che quindi interrompono e bloccano il sionismo senza troppe remore.
Per rispondere a noi estremistx, la Ministra Bernini, Fiano, la Rettrice di Ca’ Foscari e l’ associazione studentesca Futura decidono di rifare questa passerella politica martedì 4 novembre. Questa volta nel Rettorato, nel cuore dell’università, nel cuore dell’istituzione dove la libertà di pensiero di espressione di confronto e bla bla bla. Annunciano questo incontro come “sconfitta per gli estremisti”.
Ma chi ha perso? L’incontro era a numero chiuso, ovvero potevano partecipare delle persone già selezionate, proprio per evitare che entrassero studentx che non piegandosi alla propaganda sionista, potessero interrompere. Per poi scrivere, dopo questa giornata, che il “dissenso è il sale della democrazia”. Bella democrazia, quella in cui ti blindi in un Rettorato per paura di essere contestato di nuovo. Se la sono detta e cantata tra di loro, su quanto noi estemistx fossimo bruttx e cattivx, su quanto sia giusto collaborare con uno stato genocidario, arrivando a dire che a Gaza non c’è genocidio (Fiano); e poi ci si stupisce che noi con questa gente non vogliamo parlarci, ma solo zittirli.
Ma chi ha perso? L’incontro di ieri si è svolto completamente militarizzato. Quasi un centinaio tra celerini, polizia, carabinieri hanno bloccato tutte le vie di accesso al Rettorato -tranne l’accesso acqueo, da cui appunto sono arrivati e andati via gli ospiti-, impedendo a studentx di passare, per tenerli il più possibile alla larga da questo glorioso evento di vera democrazia. Ecco la loro apertura al dialogo e al dissenso, che, se però non è nelle forme stabilite da loro, si trova di fronte caschi e manganelli.
Ma chi ha vinto? Sicuramente non loro. Barricarsi nel Rettorato difesi da decine di poliziotti per dire le proprie cazzate nella pace e tranquillità, sicuri di aver sconfitto gli estremisti tenendoli fuori, in un evento a numero chiuso che non permetteva un contradditorio, o una voce palestinese, e nemmeno studentesca dal momento che non c’erano studentx, è difficile definirla una vittoria, se si ha un minimo di contatto con la realtà (cosa che sicuramente Futura non ha). Dimostrano come sempre la loro triste ipocrisia, ma soprattutto la loro paura. Paura nel sapere che là fuori, nelle strade, nelle calli, ci sono barbari che parlano una lingua diversa da loro. Una lingua per loro incomprensibile, che parla di solidarietà, di internazionalismo, di liberazione, mentre invece loro parlano la triste lingua del potere, del privilegio bianco ed occidentale: la lingua del genocidio, dell’oppressione, dello sfruttamento, dello spettacolo.
Abbiamo vinto noi barbari. Non perché abbiamo bloccato di nuovo, cosa che non abbiamo fatto a questo giro, ma perché non ci siamo fattx intimorire. Hanno detto che ci avrebbero sconfitto, eppure ieri eravamo lì con due presidi, uno in Calle Larga Ca’ Foscari, organizzato dal Fronte della Gioventù Comunista, e uno da noi, nel campiello dei Squelini. Grazie a questi due presidi, si è riusctx a circondare il Rettorato, costringendo alla sua militarizzazione, che ha reso evidente cosa è la democrazia per la rettrice e per Futura: polizia e allontanamento del dissenso. Tanto meglio eh, vedendo i video di questa conferenza, se fossimo entrati ci saremmo messi a vomitare, data la presenza di queste illustri figure.
Lunedì 27 eravate senza polizia, e vi abbiamo fatto saltare la vostra becera propaganda sionista. Siete andati in tutte le televisioni a far le vittime, a tacciare di antisemitismo chiunque sollevi una critica alle cazzate sioniste che dite, ma intanto in università vi abbiamo bloccato.
Martedì 4 novembre eravate con la polizia, ma vi siete barricati nel Rettorato per paura che i barbari estremisti vi ricordassero quanto il mondo reale vi odi, quanto voi siete complici del genocidio. Avete parlato del dissenso come sale della democrazia, e dal dissenso vi fate proteggere con cordoni di celere. Un’altra triste figura.
Ci rivendichiamo tutto. Dall’aver cacciato il sionismo la prima volta, dall’aver costretto ad un evento chiuso e alla militarizzazione del Rettorato la seconda volta. Ci rivendichiamo aver rovinato la festa delle forze armate, ovvero il 4 novembre, a quel centinaio di poliziotti che dovevano difendere Futura e il teatrino politico di Rettrice, Bernini, e Fiano.
Siamo tuttx antisionistx