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AFFITTI BREVI, VENEZIA NON PUÒ PIÙ RESTARE FERMA: AL VIA IL COMITATO PROMOTORE PER IL REFERENDUM Venezia non può continu...
16/08/2026

AFFITTI BREVI, VENEZIA NON PUÒ PIÙ RESTARE FERMA: AL VIA IL COMITATO PROMOTORE PER IL REFERENDUM


Venezia non può continuare a essere l'eccezione italiana sul tema degli affitti brevi.

Mentre un numero crescente di città turistiche italiane sta intervenendo per contenere la trasformazione delle abitazioni in alloggi destinati prevalentemente al turismo, Venezia continua a non utilizzare gli strumenti che la legge le mette a disposizione per governare il fenomeno.

Verona ha appena avviato una variante urbanistica per riordinare le destinazioni d'uso delle locazioni turistiche e tutelare il proprio centro storico. Firenze ha introdotto una disciplina specifica sulle locazioni turistiche brevi, con limitazioni nel nucleo storico UNESCO. Bologna, dopo l'annullamento della precedente disciplina da parte del Consiglio di Stato per un vizio procedurale, sta riproponendo le disposizioni sugli affitti brevi all'interno della nuova variante urbanistica.

E Venezia?

Venezia dispone addirittura di una possibilità che altre città non hanno: l'articolo 37-bis della legge 91 del 2022 consente al Comune di integrare i propri strumenti urbanistici con disposizioni specifiche sulle locazioni brevi, definendo limiti massimi e presupposti per la destinazione degli immobili residenziali a questo tipo di attività, con particolare attenzione al centro storico e alle isole della laguna.

Eppure questa possibilità non è stata utilizzata per introdurre un limite numerico alle nuove aperture o per modificare in modo strutturale la destinazione d'uso degli immobili destinati alle locazioni turistiche.

Nel frattempo, il problema abitativo cresce e la pressione turistica continua a incidere sulla disponibilità di case per chi vive e lavora a Venezia. La stessa amministrazione comunale riconosce che per le locazioni turistiche nel centro storico e nelle isole esistono specifici obblighi relativi all'adeguamento degli scarichi, ma non una disciplina comunale che limiti il numero degli alloggi destinati al mercato turistico.

Non siamo contrari al turismo. Siamo contrari a una città nella quale il turismo finisce per espellere la residenza.

Occorre promuovere un referendum comunale sulle affittanze brevi, con l'obiettivo di riportare la questione al centro del dibattito pubblico e soprattutto di restituire ai cittadini la possibilità di esprimersi sul modello di città che vogliono per Venezia.

PARTE IL COMITATO PROMOTORE

Nei prossimi giorni sarà costituito il comitato promotore formato da 100 cittadine e cittadini, primo passaggio previsto dalla disciplina comunale per avviare un referendum di iniziativa popolare.

Una volta ottenuta l'ammissibilità del quesito, partirà la raccolta delle 5.000 firme autenticate necessarie per chiedere formalmente la consultazione. Sono i numeri previsti dal regolamento del Comune di Venezia per l'iniziativa referendaria popolare.

La presentazione pubblica del comitato e dell'iniziativa si terrà durante i giorni della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, quando Venezia torna al centro dell'attenzione internazionale.

Sarà l'occasione per lanciare una campagna che non vuole contrapporre residenti e visitatori, né mettere in discussione il diritto dei proprietari di utilizzare legittimamente i propri immobili.

La questione è un'altra: quante case vogliamo che restino case?

Venezia è una città fragile, con una popolazione residente sottoposta da anni a una forte pressione. Se una parte crescente del patrimonio abitativo viene sottratta alla residenza stabile per essere destinata al mercato turistico, il problema non riguarda più soltanto i singoli proprietari o gli operatori economici: riguarda il futuro della città.

VOGLIAMO CHE SIA VENEZIA A DECIDERE IL PROPRIO FUTURO

Non chiediamo di fermare il turismo e non vogliamo mettere in discussione il ruolo economico che il turismo ha per Venezia.

Chiediamo però che il turismo sia compatibile con la vita della città. Oggi Venezia è in controtendenza rispetto a molte altre grandi città turistiche che stanno introducendo strumenti per difendere la residenza. E lo è nonostante abbia una facoltà legislativa specifica per intervenire sulle locazioni brevi.

Per troppo tempo la discussione è stata lasciata agli operatori del settore, alle piattaforme e ai proprietari. Noi vogliamo rimettere al centro chi a Venezia vive, studia, lavora e vuole continuare a vivere. Per questo porteremo la questione direttamente ai cittadini attraverso il referendum.

Durante la Mostra del Cinema lanceremo il comitato dei 100 promotori. Da lì partirà un percorso pubblico, trasparente e aperto, con un obiettivo semplice: raccogliere le 5.000 firme necessarie e chiedere ai veneziani se vogliono una città nella quale il diritto alla casa e la residenza vengano prima dell'espansione senza limiti delle affittanze turistiche.

Il futuro di Venezia non può essere deciso soltanto dal mercato. Deve essere deciso anche da chi Venezia la abita.

Un referendum comunale sugli affitti brevi a Venezia verrà lanciato dal movimento "Tutta la città insieme", che nei prossimi giorni costituirà il comitato promotore. (ANSA)

05/08/2026

Ca' Roman non si tocca: "Tutta la città insieme" aderisce alla manifestazione contro il progetto delle 77 villette


"Tutta la città insieme" annuncia la propria adesione e la partecipazione del direttivo alla manifestazione contro il progetto di edificazione di 77 villette nell'area di Ca' Roman, un intervento che riteniamo inaccettabile e contrario all'interesse pubblico.

Ca' Roman rappresenta uno degli ultimi grandi spazi naturali integri della nostra laguna, un patrimonio ambientale e paesaggistico di valore straordinario che non può essere sacrificato per un'operazione immobiliare. Di fronte alla crisi climatica, al consumo di suolo e alla crescente fragilità del nostro territorio, è incomprensibile che si continui a proporre nuovi insediamenti residenziali in un'area così delicata, anziché investire nel recupero dell'esistente e nella tutela dei beni comuni.

Siamo convinti che questo progetto non risponda ai bisogni della comunità, ma privilegi interessi privati a discapito di un patrimonio che appartiene a tutti. Costruire 77 nuove villette significa aumentare la pressione antropica su un ecosistema già fragile, alterare irreversibilmente il paesaggio e compromettere un'area riconosciuta per il suo elevato valore naturalistico, con conseguenze che ricadranno sulle generazioni future.

La tutela di Ca' Roman non è una battaglia di pochi ambientalisti: è una questione di responsabilità politica, di visione del futuro e di rispetto verso un territorio che non può essere considerato una riserva di suolo da urbanizzare ogni volta che se ne presenta l'occasione. Le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di difendere il paesaggio e l'ambiente, non di favorirne la progressiva compromissione.

Per questo siamo insieme ai cittadini, ai comitati, alle associazioni a chiedere con forza il ritiro di questo progetto e l'avvio di un percorso di valorizzazione e tutela di Ca' Roman fondato sulla sostenibilità, sulla conservazione della biodiversità e sulla partecipazione della comunità.

Difendere Ca' Roman significa affermare un principio chiaro: ci sono luoghi che, per il loro valore ambientale, storico e paesaggistico, devono rimanere patrimonio di tutti e non diventare l'ennesima occasione di speculazione edilizia.

Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione. La difesa del territorio riguarda tutti e richiede una mobilitazione ampia, determinata e consapevole.

24/07/2026

Casa e lavoro. Le ricette del nuovo Sindaco? Parole. Annunci. Il nulla.

Due citazioni di Fabrizio de André aprono i libri sul G8 di Genova di Roberto Ferrucci e di Gianluca Prestigiacomo.“Cosa...
15/07/2026

Due citazioni di Fabrizio de André aprono i libri sul G8 di Genova di Roberto Ferrucci e di Gianluca Prestigiacomo.

“Cosa cambia” di Ferrucci si apre così:

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Fabrizio De André

“G8. Genova 2001. Storia di un disastro annunciato” di Prestigiacomo inizia così:

Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato vicino al compimento del 35º anno di età: e non è poco, anzi forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti noi di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei carrugi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le “graziose” di via del Campo. I fiori che sbocciano dal letame e senza Dio per i quali chissà che Dio non abbia un piccolo ghetto ben protetto, nel suo paradiso, sempre pronto ad accoglierli.
Fabrizio De André

Due libri molto diversi, con in apertura, entrambi, le parole di De André.

Del contenuto dei libri, del G8 di Genova, dell’Italia di 25 anni fa e di oggi, ne parliamo con loro, con gli autori, martedì 21 luglio ai Calegheri a Venezia.

Stesso giorno e sempre al Lido.Grazie al Museo del Mare, la presentazione “negata” di “Venezia non mi ama” si farà. Verr...
11/07/2026

Stesso giorno e sempre al Lido.
Grazie al Museo del Mare, la presentazione “negata” di “Venezia non mi ama” si farà.
Verrà ospitata proprio negli spazi del Museo del Mare il 23 luglio alle 21.
Beh, una bella soddisfazione per autrici, autori, curatore, casa editrice e cittadinanza tutta 😊
È proprio una br**ta cosa bloccare la presentazione di un libro.
Amici, cittadini, tante voci in coro l’hanno impedito.
Occorre comunque non dimenticare.

Con sorpresa e rammarico apprendiamo che è stata cancellata la data di presentazione dell’antologia curata da Roberto Ca...
08/07/2026

Con sorpresa e rammarico apprendiamo che è stata cancellata la data di presentazione dell’antologia curata da Roberto Camatti in quanto sono stati utilizzati format di pubblicità non previsti dal cartellone de “Le città in festa”.

Non vogliamo pensare ad una scelta di censura perché sarebbe molto grave che si decida di non presentare un libro perché, magari, riporta pensieri non in linea con l’amministrazione e interventi di autori forse non graditi alla nuova giunta.

Certo, “Venezia non mi ama” è un libro scomodo. È una raccolta di racconti che toccano, in modo diretto o sfumato, progetti e provvedimenti adottati in città.

“Venezia non mi ama” può essere un libro scomodo. Ma decidere di annullare la presentazione di un libro è molto grave.

Se una modalità di pubblicizzazione non piace se ne può discutere, ma da questo a cancellare l’evento ce ne vuole.

Il libro, tra l’altro, destina i diritti d’autore all’Associazione Italiana Persone Down, e la cancellazione della data va a danneggiare anche una realtà importante per il tessuto sociale cittadino.

Se la cultura diventa un nemico da combattere non siamo più in un contesto democratico.

Indirizzo

Venice

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