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L'associazione politica Fronte Tricolore Veneto intende riunire quanti ancora credono nella possibilità, per la nostra Italia, di tornare ad essere indipendente protagonista della propria politica interna, estera ed economica.

25/10/2024

Linkiesta.it 01.10.2024

🪆Questo è il primo di tre articoli di Massimiliano Coccia sulla rete della russa 🇷🇺 in Italia 🇮🇹

Non c’è una strategia lineare, non c’è un unico canale di approvvigionamento e soprattutto non c’è un esecutore unico ma una galassia di sigle, piccoli gruppi formali e informali, consolati onorari, ex deputati, consiglieri regionali, giornalisti, influencer e analisti dietro all’imponente propaganda putiniana in Italia. Quello che da molti anni il nostro Paese vive e che si è acutizzato dall’invasione estesa dell’Ucraina è frutto dell’applicazione delle cosiddette «misure attive». Lo spiega a Linkiesta, un ex diplomatico russo che per anni ha lavorato a Roma e ora si occupa di protezione dei dissidenti nei Paesi del Baltico: «Le misure attive sono una serie di operazioni riservate che hanno lo scopo di rovesciare e sovvertire un Paese e la sua opinione pubblica, sono di difficile individuazione perché coinvolgono tanti piani diversi tra di loro, con soggetti lontani ma che sono unificati da uno scopo unico. Per esempio sul caso dei manifesti propagandistici questo è molto chiaro».

E ripercorrendo l’inizio di questa vicenda troviamo molti protagonisti che da almeno due anni e mezzo sono il perno di questa modalità operativa. Ad esempio il primo evento in cui il manifesto della campagna “La Russia non è il mio nemico” fa capolino è il 1 giugno di quest’anno, in occasione della conferenza sulla figura di Marco Polo promossa, tra le altre, da due entità finanziate direttamente dal Cremlino, il Movimento Russofilo Internazionale e l’Associazione Veneto Russia capitanata da Palmarino Zoccatelli.

Il Movimento è stata fondato a Mosca nel 2023 alla presenza del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, della sua portavoce Maria Zakharova, dell’oligarca-filantropo Konstantin Malofeev e il leader del movimento russofilo bulgaro Nikolai Malinov. Il movimento essendo finanziato da Malofeev è sottoposto a sanzioni, ma come racconta la nostra fonte «grazie alle matrioske associative e a un giro di soldi contanti e sponsorizzazioni di azienda in odore di sanzioni, il movimento anche in Italia fa girare molti soldi».

Aziende come la Albrigi Tecnologie che è sponsor ufficiale dell’associazione Veneto Russia di Zoccatelli, che fatturava all’ombra del Cremlino milioni di euro e che ora cerca di dare sostegno alla campagna contro le sanzioni. «Spesso le operazioni di finanziamento sono svolte direttamente dalle aziende che hanno ancora interessi in Russia o da privati che hanno partite di giro. Ma la fonte madre è sempre in via Gaeta, lì esiste una rete, anzi una ragnatela di associazioni, fondazioni, enti caritatevoli i cui nomi sono facilmente reperibili. Per esempio, il Rossotrudnichestvo, l’Istituto russo di scienza e cultura, uno degli istituti che è finanziato dall’ambasciata, con centinaia di migliaia di euro all’anno, a Roma il suo responsabile Oleg Ossipov è una sorta di bancomat per tutti i filoputiniani, fuori dalla sede c’era quasi la fila. E poi sua figlia è stata assunta al Senato, capite, al Senato della Repubblica italiana». Il riferimento è a Irina Ossipova, assunta dopo regolare concorso presso la seconda istituzione italiana; sul caso ci furono molte polemiche.

Ma come funziona, esattamente la redistribuzione delle risorse tra la galassia putiana in Italia? Dalle carte che abbiamo visionato in esclusiva si comprende la presenza di una struttura concentrica dove l’Ambasciata russa finanzia i suoi centri di cultura, le associazioni, i consolati, insomma le strutture ufficiali che provvedono a smistare a loro volta ad altre associazioni o privati cittadini somme di denaro variabili che servono per mantenere le strutture putiniane, fare convegni, lanciare campagne come quella dei 6×3.

«Questo schema è universale e difficilmente tracciabile, anche se è possibile con pazienza –dice l’ex funzionario – i soldi sono dati sotto forma di gettoni di presenza. I finanziamenti a questi enti ufficiali che danno il via a tutto il circolo di finanziamento di solito erano effettuati tramite bonifici, ma dopo l’invasione del 2022 si è tornato al vecchio metodo dei borsoni. Da qualche tempo però hanno sposato anche metodi diversi».

I metodi di cui parla la nostra fonte sono messi in evidenza anche dalle dichiarazioni di questi giorni dei responsabili della campagna romana di affissioni e vanno dalla cosiddetta colletta fino al metodo hawala ovvero il prestito d’onore. Potendo contare su una rete imprenditoriale molto vasta, garantita anche dai numerosi uffici dei consoli onorari su tutto il territorio nazionale, che a loro volta hanno nel corso del tempo aperto associazioni tra imprese, una delle tecniche più usate di finanziamento consiste nel versamento di piccole società, cooperative o professionisti, che vengono rifondate successivamente da commesse parallele maggiorate della parte investita. E poi c’è la rete, Telegram e le criptovalute, un universo di cui si avvalgono soprattutto i propagandisti travestiti da giornalisti.
(1. continua)

20/10/2024

[…noi (Russia) abbiamo subito un fallimento militare strategico quest’estate, autunno..]
IGOR STRELKOV, ex FSB (KGB), l’uomo che ha iniziato la guerra nel Donbas e ora da un anno e mezzo prigioniero politico del regime di putin scrive riguardo alla situazione sul fronte:

“In generale, nella prima decade di ottobre non è successo nulla di inaspettato (per me): il nemico ha lasciato parte della città di Ugledar, che gli è diventato troppo difficile difendere (a causa del bypass del fianco settentrionale). Anche in questo caso il nemico si è ritirato da solo, senza essere sconfitto o circondato.

Manca pochissimo tempo prima dell'inizio del disgelo autunnale e, a quanto pare, la campagna estate-autunno può essere considerata finita. Possiamo riassumere alcuni risultati (anche se, forse, gli ucraini potrebbero inventarsi qualcos'altro prima della stagione dei “temporali autunnali”):
1) in generale, la campagna è stata un “pareggio” dal punto di vista militare. Le forze armate russe non sono state in grado di creare la cosiddetta "zona cuscinetto" nella regione di Kharkov e superare qui le difese nemiche. Non è stato possibile catturare nemmeno l'obiettivo immediato dell'offensiva, la città di Volchansk, e creare attorno ad essa una testa di ponte stabile per minacciare Kharkov. D'altra parte, durante l'estate siamo riusciti a far avanzare il fronte in direzione di Donetsk di 20-25 km e (in alcuni punti) più in profondità, liberando dal nemico un'area abbastanza ampia. A loro volta, le forze armate ucraine hanno invaso la regione di Kursk, catturando Sudzha (un villaggio-centro regionale), che ha “annullato” tutti i nostri successi e creato una vasta nuova area di confronto armato. Pertanto, le “nostre conquiste” sono Ugledar e circa altri 40 insediamenti, mentre le nostre “perdite” sono un distretto e mezzo della regione di Kursk occupata dal nemico. Sembra un "pareggio tattico".
— 2) Tuttavia questo “pareggio” è solo “apparente”. In effetti, noi (Russia) abbiamo subito un fallimento militare strategico quest’estate/autunno. NON ABBIAMO REALIZZATO il piano per un'ampia offensiva su Kharkov, per il quale già da un anno preparavamo forze, mezzi e riserve. E poi abbiamo "perso" un colpo non troppo forte, ma molto doloroso con il trasferimento delle operazioni di terra sul nostro territorio. Ma LA COSA PIÙ IMPORTANTE ABBIAMO PERSO TEMPO. Che ora è sia per noi che per i cosiddetti. “L’Ucraina” (che, di conseguenza, l’ha vinta) “vale tanto oro quanto pesa”. Il nemico ha avuto tempo per preparare ulteriori forze e riserve e ha dimostrato l’impossibilità di sconfiggerlo con “l’insieme di strumenti” che la Russia può utilizzare nell’ambito del Distretto Militare Settentrionale senza passare ad una guerra su vasta scala e alla piena mobilitazione per ottenere vittoria. Cioè: il nemico ha raggiunto i suoi obiettivi durante la campagna estate-autunno: 1) ha respinto la nostra offensiva con piccole perdite territoriali; 2) ha sferrato un forte contrattacco; 3) mantenuto le riserve inutilizzate per continuare le operazioni difensive e offensive attive; 4) sostenne nella sua popolazione e nel suo esercito la fede nella vittoria e la disponibilità a sopportare le difficoltà nella speranza di essa. Ma noi (Russia) non abbiamo raggiunto affatto i nostri obiettivi: 1) il nostro attacco a Kharkov è stato “bloccato” con successi territoriali molto insignificanti; 2) la nostra offensiva nella Repubblica popolare di Donetsk si è limitata a “spostare” il fronte nemico, ma non si è nemmeno avvicinata a schiacciarlo; 3) le nostre riserve sono state spese per respingere l'invasione nemica della regione di Kursk (che non è stata mai completamente respinta dopo 2 mesi di pesanti combattimenti); 4) cosa fare ora con l'esercito nemico e la guerra in generale - nel quadro della continuazione della operazione militare speciale non è del tutto chiaro…”

MUSSOLINI SULL'UCRAINA NEL 1919"I russi sono stranieri in Ucraina e l'occupazione di Kiew in nome nella Grande Russia è ...
18/09/2024

MUSSOLINI SULL'UCRAINA NEL 1919

"I russi sono stranieri in Ucraina e l'occupazione di Kiew in nome nella Grande Russia è un abominevole attentato alla libertà dei popoli."

— Benito Mussolini, Il Popolo d'Italia del 6 settembre 1919

18/08/2024

Dal wall di Roberto Casalone
Una boccata di fondato ottimismo. Grazie Roberto Casalone.

LA SITUAZIONE

Politica
E' molto semplice, dopo avere, per quasi tre anni, tentennato a schierarsi contro un paese dittatoriale, illiberale, antidemocratico, xenofobo, omofobo, sessista, popolato da analfabeti funzionali servi della nuova gleba di un tiranno omicida, ora l'Italia, proprio quando è concreta la speranza di liberare l'Europa e il mondo intero dal più pericoloso regime dai tempi dello stalinismo e del nazifascismo, si scopre agnello pauroso, all'interno di un consesso dove sono richiesti lupi e predatori Alfa.

Il governo Draghi, a trazione europeista solo grazie alla figura personale del primo ministro, aveva, incredibilmente, va detto, mostrato un po' di coraggio a prendere una posizione.
Il governo successivo, tirato per la giacchetta da accordi pregressi, non ha voluto, all'inizio, cambiare rotta, evidentemente sperando che la guerra d'invasione russa si fermasse con l'annessione delle regioni prese con le armi e, quindi, si ottenesse una "pace coreana" e stop, la classica guerricciola di confine che "sì, spiace, ma meglio così che peggio".

Gli invii di armi, tanto odiati dai dipendenti CoCoCo di Mosca (Lega, 5Stelle, Sinistra Estrema, Verdi e alcuni Forzaitalioti), invero poca roba a confronto di ciò che hanno fatto tutti gli altri paesi (tranne altri CoCoCo di Mosca - NDR), dovevano evidentemente servire a tamponare eventuali brutte figure internazionali per poter dire "vedete, ci abbiamo provato ma non è servito".

Va detto, per onestà, che, in ambito militare, quasi tutti (almeno a livello di ufficiali operativi), fatta eccezione per alcuni "commentatori televisivi" a libro paga di media putiniani o assimilabili (e titolari di pensioni d'oro), sono sempre stati a favore di un aiuto deciso e non solo figurato, concreto e risolutore, per porre fine alla guerra in modo razionale, cioè con la cacciata dell'invasore russo.

Ora, la maschera è stata gettata apertamente, come già fatto, sin dall'inizio, dall'Ungheria di Orban e, successivamente, dalla Slovacchia di Fico.
E' stata gettata perchè è successo l'inaspettato, cioè un Ucraina che contrattacca davvero, in modo deciso e diretto, e porta la guerra sul suolo dell'attaccante, mettendolo in imbarazzo davanti al mondo intero, mostrando che, in fondo, "l'impero russo" è un guappo di cartapesta, mostrando le debolezze di un regime che vive di sangue e morte, che si nutre di paura e che spera, con questa paura, di trasmetterla anche in occidente, per mezzo dei media asserviti, di fake news, dei partiti satelliti e amici e per mezzo di qualche opinion leader accademico o culturale.

Adesso la paura di vincere davvero sul campo attanaglia i vigliacchi politici europei e, soprattutto, italiani.

Viviamo momenti di paradossi assurdi, dove la stessa stampa nazionale, così prodiga nel diffondere le menzogne del regime e dei suoi collaborazionisti, ora, si prodiga a difendere l'inviata RAI che si è messa, giustamente, e in modo professionale, a seguire le truppe ucraine nella loro avanzata in terra russa, senza fare del male ad alcuno.

Dove era la stampa nazionale quando tutti i propri microfoni ripetevano solo ciò che il Cremlino ordinava di dire?
Perchè si è permesso ai vari Bianchi, Lilin ecc, di spargere notizie false che tutelavano solo i crimini di guerra commessi dai russi in un paese sovrano?
Solo ora si corre ai ripari, perchè il governo russo ha disposto un mandato di arresto per la nostra reporter?

Militare.
C'è poco da aggiungere a quello che è stato detto già da tutti quei tecnici e analisti di buon senso che hanno scritto, qui e altrove.

Vi è una serie di manovre meccanizzate veloci ucraine, volte a conquistare il massimo numero di kmq di estensione territoriale russa, privando il nemico di quello spazio idoneo a spostare MLRS, missili di teatro e vettori aerei, al fine di colpire le città ucraine e specifico LE CITTA', perchè di obiettivi militari puri non ne ricordo, almeno in tempi recenti........

Non solo privandolo di questa possibilità, ma anche, ed è ben più grave per i russi, obbligandoli a ricorrere al trasferimento di unità per tamponare questa falla, facendole arrivare da molto lontano (e ci vuole tempo), con mezzi inadeguati (e ci vogliono ferrovie ottime o migliaia di camion) e, soprattutto, con effettivi inadeguati (perchè ci vogliono soldati addestrati e con esperienza).

Il tempo è prezioso per un regime che si basa solo sulla propaganda e sull'immagine di una grandezza finta.
I mezzi costano e vanno a carburante prezioso.
Le ferrovie dovrebbero funzionare alla perfezione, ma non è così.
I soldati adesso scarseggiano, soprattutto per capacità ed esperienza.

Pensate davvero che basti prendere dei carri armati in Siberia e mandarli in Ucraina o a Kursk così?
Prendendoli da qualche campo, lavandoli e mettendoci dentro un equipaggio?
Sapete che un carro armato DEVE arrivare vicino alla zona d'operazione su di un camion portacarri o su di un pianale ferroviario, per via della sua scarsa autonomia e della altissima probabilità che si rompa qualcosa durante il viaggio su strade (che magari non si conoscono ancora)?
Sapete che molti ponti non reggono il peso di un carro pesante 30 o 40 tonnellate, semplicemente perchè progettati per far passare altri mezzi?
Sapete che i russi stanno mandando al fronte artiglieria trainata, sì dico bene: TRAINATA, ossia cannoni trainati da camion, pezzi degli anni '50 (o anche prima, come gli ZiS 76mm del 1944), sistemi d'arma che necessitano di ore per essere riposizionati, vulnerabili a tutto, scoperti in caso di intemperie?

Sapete che, invece, gli ucraini, molto più intelligenti, stanno avanzando utilizzando mezzi più leggeri, adatti a colpi di mano veloci, ben armati di armi anticarro e droni da attacco e da ricognizione, proprio per evitare di dover ricorrere ad una logistica massiccia, inutile per adesso?

Sapete che gli ucraini, in caso di sforzo russo per riprendere il terreno perduto, saranno più vicini ai propri confini, già ben fortificati nei mesi passati, quando tutti i piagnoni lamentavano il "fallimento della controffensiva ucraina a sud", trovando quindi già pronti depositi di carburante, munizioni e, guarda un po', supporto aereo tattico ?

Sapete che i villaggi russi conquistati NON sono stati rasi al suolo, ma resi utilizzabili, sia dai civili che dai militari, in termini di infrastrutture e servizi?

Sapete che un villaggio intatto può fornire negozi, ambulatori, servizi postali, energia, strade e abitazioni?
(i russi non lo sanno evidentemente........)

Sapete che i russi, se vogliono davvero tentare di riprendere il Kursk, dovranno davvero togliere truppe da sud, ma togliere le migliori che hanno, e quindi lasciare paurosamente sguarnito il saliente di Tokmak?
(andate a vedervelo....-)

Sapete che se il saliente di Tokmak si libera, in quella zona i campi minati sono minimi e l'intera area è infestata sa partigiani ucraini che hanno base a Melitopol?

Sapete cosa succederebbe, se avvenisse uno sfondamento ucraino in direzione sud?

E soprattutto, sapete che i russi non useranno MAI armi nucleari, vero?
(sì è così cari putiniani, ma sognate pure voi.......i sogni sono gratis....)

Detto questo, tornate a seguire i TG per nuovi importanti avvenimenti.

Che sono:
-"Bambini ucraini salvati dagli italiani reclamati da Kiev" (scritto proprio così)
-"Mosca avanza nel Donetsk"
-"No all'uso di armi italiane in Russia" (ma quando i prodotti italiani e francesi venivano usati dai russi nella blitzkrieg fallita a febbraio 2022 andava benissimo..........)

Buonanotte ai pagliacci e agli Amici.

12/08/2024

La Russia è il paese più potente del mondo. La prova è che sono seduto a scrivere questo post con il mio avanzatissimo computer russo, dotato dell'ultimo e ultraveloce microprocessore russo e tutto supportato dall'ultimo software russo. La sera, ho intenzione di guardare un film premiato di fantascienza russo con i notissimi a livello internazionale attori russi, sul mio oled russo da 70 pollici collegato all'ultimo impianto audio russo, dove ascolterò anche la nuova hit di cantanti e band russe ai primi posti mondiali. Ma prima, salterò sull’ultimo modello della mia auto russa e andrò in uno dei famosi supermercati russi dove gli scaffali sono pieni di migliaia di blasonati prodotti russi, così potrò acquistare eccellenze russe per cucinarmi famosissime ricette russe. Poi farò un giro in centro e acquisterò borse, scarpe, profumi, gioielli, vestiti, all’ultima moda di rinomati marchi russi che tutto il mondo invidia. A volte sogno che sarebbe bello andare a vivere in Russia, in un micro-appartamento nei loro fantastici condomini alveare con il bagno in comune e con il balcone di un metro quadro e poter scambiare quattro chiacchiere e fare gare di rutti con il mio vicino alcolizzato in canottiera e con il ventre abnorme. Sogna anche di avere una carta di credito russa, andare lì e lavorare in qualche solida azienda russa, risparmiare un po’ di rubli in qualche solida banca russa e vivere degli interessi. E mi dispiace pure per gli americani e i francesi! In molti posti del mondo hanno smesso di riconoscere i loro euro e dollari inutili carta straccia. I loro sistemi di pagamento sono stati bloccati e questi stupidi ora possono andare in vacanza solo in Florida e in Costa Azzurra. E bere succo d'uva fermentato. Marco Milanesi

26/07/2024

🤬💔"Hanno cercato di farci diventare russi": i bambini rubati da putin.
Migliaia di bambini ucraini furono rapiti e indottrinati per diventare “mini-soldati”. 30 minuti per fare le valigie e due giorni per viaggiare attraverso la Crimea fino ad Anapa. Questa è la strada che i russi usano per portare i bambini ucraini nel paese aggressore. Inizia quindi una campagna mirata per distruggere l’identità ucraina, utilizzando pressioni psicologiche, bugie e propaganda. In un campo militare-patriottico, i russi costrinsero i bambini ucraini a cantare l'inno russo e li punirono se menzionavano l'Ucraina. L’obiettivo era “trasformarli in soldati”.

La storia del lavoro di organizazione "Save Ukraine" qui 👇:

Quando i soldati russi hanno detto al 14enne Vova Petukhov che lui e il fratello minore Sasha avevano 30 minuti per fare i bagagli e trasferirsi in Russia, lui ha pensato che non avrebbe più rivisto l'Ucraina.
"Allora pensavamo che non saremmo mai più tornati a casa", ha detto.
I ragazzi, la cui madre era morta pochi mesi prima della guerra, erano tra i 200 bambini bloccati nel collegio di Novopetrivka, una struttura per bambini svantaggiati, vicino a Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale, quando i russi occuparono la zona il 12 marzo 2022, 16 giorni dopo la loro invasione su vasta scala.

Mentre la maggior parte degli alunni è stata salvata dai genitori o dai parenti, Vova e Sasha erano tra i 15 orfani rimasti nascosti nel seminterrato per tre mesi senza elettricità né acqua e con scorte in diminuzione. Con loro c'erano la preside e alcuni membri dello staff.

"È stato terrificante", ha detto Sasha che all'epoca aveva 11 anni. "Avevamo paura delle esplosioni e delle sparatorie e quando abbiamo sentito gli elicotteri siamo corsi in cantina e non siamo riusciti a uscire".
Vova Petukhov, ora 16enne, e suo fratello Sasha, 13enne, sono tornati dai parenti dopo essere stati salvati dalla Russia.

La loro situazione sarebbe presto peggiorata. Come migliaia di bambini ucraini, i ragazzi vennero rapiti e portati in Russia, come parte di un programma per rieducarli e trasformarli in russi.
L'anno scorso la Corte penale internazionale ha dichiarato questo crimine di guerra, emettendo mandati di arresto per il presidente putin e per Maria Lvova-Belova, la sua commissaria per l'infanzia, che si vantava di aver rapito 720.000 bambini ucraini, tra cui uno da lei adottato.
Nessuno conosce la cifra esatta perché molti erano orfani, senza parenti o i cui genitori erano stati uccisi; l'Ucraina stima una cifra molto più bassa, circa 20.000.
Meno di 600 sono stati salvati. I ragazzi Petukhov sono tra i fortunati, tornati all'inizio di questo.

Ma Mykola Kuleba, a capo di "Save Ukraine", l'organizzazione che li ha riportati indietro e ha salvato 414 bambini la scorsa settimana, ritiene che molti di questi bambini non torneranno mai più.

"Ora è quasi impossibile far uscire i bambini", ha detto. "Il nostro governo sta provando con la mediazione del Qatar e degli Emirati, ma è molto lento perché Putin sta cercando di bloccare qualsiasi ritorno. Lui capisce chiaramente che ogni bambino rapito è testimone di crimini di guerra".

Ma non è tutto. L'indottrinamento funziona. "Sono due anni e mezzo che vanno nelle scuole russe e imparano ogni giorno che la Russia è un grande paese e l'Ucraina è cattiva. Più li lasciamo, più si assimilano e più è difficile farli tornare. Alcuni ci contattano tramite la nostra hotline dicendo che vogliono tornare a casa. Ma abbiamo sempre più bambini ucraini che quando li rintracciamo dicono 'vogliamo restare in Russia perché l'Ucraina è in guerra e abbiamo ricevuto la cittadinanza russa e non vogliamo tornare'".

Maria Lvova-Belova, commissaria per l'infanzia di putin, ha parlato della Russia che ha portato via 720.000 bambini ucraini.

Vova e Sasha, ora 16 e 13 anni, dicono di aver pianto di felicità per il loro ritorno. Seduti su un letto sotto una bandiera ucraina blu e gialla, nella casa dello zio Roman dove ora vivono nel tranquillo villaggio di Dobre, vicino a Mykolaiv, hanno raccontato il loro calvario.

A metà luglio 2022, i soldati russi sono arrivati ​​nel seminterrato del collegio, li hanno contati tutti e hanno costretto i bambini a salire sui veicoli militari, insieme alla direttrice della scuola, Natalia Lutsyk. Li hanno portati a Kherson, la più grande città ucraina a essere occupata.
"Ci hanno filmato e hanno fatto un video dicendo che ci stavano evacuando in sicurezza", ha detto Vova. In realtà li stavano portando contro la loro volontà e vicino alla linea del fronte.

Gli orfani terrorizzati, 11 ragazzi e quattro ragazze di età compresa tra i sette e i 16 anni, sono stati collocati in un centro di riabilitazione sociale e psicologica per bambini nel villaggio di Stepanivka, appena fuori Kherson, una città che nel frattempo l'Ucraina ha liberato.
Quella struttura era vuota perché il suo direttore, Volodomyr Sahaidak, aveva nascosto i bambini ad amici e colleghi, temendo che i russi li prendessero.

"Abbiamo visto i propagandisti russi dire che avevano bisogno di prendere i bambini per mandarli alle scuole militari, indottrinarli e lasciarli combattere per la Russia", ha detto al Sunday Times l'anno scorso. "Sapevo che avevano preso i bambini nel 2014 dopo l'annessione della Crimea e del Donbass e capivo che sarebbe successa la stessa cosa".

Aveva ragione. Il 30 settembre 2022, putin ha dichiarato trionfalmente che Kherson e Zaporizhzhia facevano ora parte della Federazione Russa insieme alla cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk e alla Repubblica Popolare di Luhansk, che la Russia aveva occupato dal 2014.

I bambini, rapiti da Mariupol, si sono presentati a una manifestazione a favore della guerra allo stadio Luzhniki di Mosca.

La prima cosa che fecero gli occupanti fu aprire le scuole. Un altro ragazzo salvato di recente, Zhenya, 15 anni, raccontò che nella sua scuola a Kherson dovevano cantare l'inno ogni giorno, era proibito usare la parola guerra e, nel Giorno dei difensori russi, veniva detto loro di fare calzini per i soldati russi e di scrivere loro cartoline.

Un giorno gli ufficiali di reclutamento militare vennero a scuola e consegnarono loro le tessere militari. "Ci dissero che avremmo avuto case gratis, uno stipendio fino a un milione di rubli e che quando avrebbe fatto più caldo sarebbero tornati e avrebbero portato noi bambini nei campi a scavare trincee".

Vova e Sasha non sono andati a scuola perché avevano con loro degli insegnanti. Erano nel centro da quattro mesi quando il 19 ottobre è arrivato un autobus. "È stato tutto molto improvviso. Stavamo per pranzare quando la preside ci ha detto che avevamo 30 minuti per fare i bagagli perché avremmo attraversato il fiume Dnipro per una vacanza di due settimane", ha detto Vova. "Non le ho creduto".

Aveva ragione. Non sono mai tornati. "Solo dopo che ce ne siamo andati ci hanno detto che saremmo andati in Russia", ha detto.
Fu un viaggio di due giorni, in barca attraverso il Dnipro, poi su strada fino alla Crimea, poi in treno. Finirono in un sanatorio ad Anapa, un resort sulla costa settentrionale del Mar Nero noto come la Perla della Russia.

Lì trovarono circa 200 altri bambini di Kherson. C'erano lezioni di patriottismo. Non avevano vere lezioni, ha detto Vova, solo cose basilari, canti delle tabelline e controllo della grafia. Ogni riferimento all'Ucraina era negativo. "Volevano che diventassimo russi", ha detto Sasha.

Vova temeva che sarebbe stato mandato alla scuola militare per combattere. Alcuni bambini furono portati a Mosca per impressionarli con la grandezza e le dimensioni della città e gli fu detto che avrebbero potuto andare in grandi università. Vova si rifiutò di andarci.
Erano tra i fortunati che riuscirono a uscire. Prima dell'invasione russa, una famiglia americana aveva fatto le pratiche per l'adozione di uno del loro gruppo di 15. In qualche modo rintracciarono il gruppo e alla fine li portarono tutti in Georgia.

Fin dall'inizio, lo zio Roman dei fratelli aveva cercato di trovarli. Avevano perso i contatti quando la corrente era andata via poco dopo l'invasione. Ma setacciando i gruppi su Facebook e altri social media sui dispersi, aveva visto una fotografia quando erano stati trasferiti a Kherson.

Alla fine ha contattato "Save Ukraine" che li ha fatti tornare dalla Georgia, insieme ad altri tre, gli altri non hanno tutori. "Sono così felice di averli di nuovo qui", ha detto fuori dalla casa in rovina dove sopravvive con lavoretti saltuari come il giardinaggio e la coltivazione di patate.

Come in gran parte della regione, la corrente elettrica è saltata dopo gli attacchi alle infrastrutture energetiche e la casa era soffocante a 38 °C.
Ma non è facile. Anche se hanno avuto un po' di tempo in Georgia per riprendersi, dice che hanno degli incubi. Sono stati così traumatizzati dalla loro esperienza che il sibilo dell'apertura di una bottiglia di acqua frizzante fa sobbalzare Sasha.

Gli effetti duraturi di tutto ciò sono stati fin troppo evidenti in un campo speciale nei pressi di Lutsk, nell'Ucraina nordoccidentale, per bambini salvati da rapimenti forzati o da occupazioni.
Cinquanta bambini di età compresa tra sette e 17 anni, la maggior parte dei quali ha trascorso da uno a due anni sotto il controllo russo, sono stati riuniti a metà luglio per 11 giorni di sport, attività, film di Harry Potter e psicoterapia intensiva.

Da lontano sembravano bambini qualunque mentre facevano la fila per lo zucchero filato e poi saltavano per prendere le stelle filanti blu e gialle che cadevano a cascata da un soffiatore. Ma la maggior parte era pallida e aveva il viso magro, risultato, dicono i terapisti, di lunghi periodi di privazione e mancanza di sonno a causa dei bombardamenti.
I responsabili del campo affermano che gli otto campi precedenti in cui hanno lavorato erano rivolti a bambini che stavano elaborando il lutto dopo la perdita di uno o entrambi i genitori, spesso mentre erano a guardare.

"Questo è il nostro campo più duro finora", ha detto Oksana Lebedeva, che ha fondato Gen Ukrainian, che gestisce i campi. "Questi ragazzi hanno qualcosa nei loro occhi che è diverso, ti guardano come se fossero adulti con occhi molto vecchi.

"Sotto occupazione e durante la deportazione venivano costantemente controllati e puniti", ha aggiunto. "Accettano tutto, è una sottomissione al limite della disperazione. Qui abbiamo regole e orari rigidi, niente telefoni, andiamo in terapia di gruppo e fanno tutto senza protestare, persino gli adolescenti".

"I bambini che tornano dall'occupazione russa sono come dei mini-soldati", ha detto Vannui Martyrosian, 33 anni, la psicologa capo seduta con il suo labrador nero Lola, che scherzando definisce la terapeuta principale.
Ma anche su Lola, la guerra ha lasciato il segno. È diventata grigia e ha sviluppato l'epilessia a causa dello stress dei bombardamenti e delle sirene antiaeree.

"Si comportano tutti molto bene in modo negativo, hanno paura di arrivare anche solo un minuto in ritardo. È doloroso vederlo."
A differenza dei campi precedenti, ha detto, "questa volta ci è voluto molto più tempo per sviluppare un contatto con questi bambini, poiché gli adulti sono una fonte di pericolo per loro".

Hanno anche impiegato molto più tempo per sviluppare gruppi di amicizia. "Non si fidano di nessuno, nemmeno degli altri bambini. Hanno visto insegnanti e vicini diventare collaboratori".

All'inizio, a ogni bambino viene dato un quaderno con la scritta "segreto" su cui scrivere i propri sentimenti e le proprie speranze, ma questi bambini erano nervosi all'idea di mettere qualsiasi cosa per iscritto.

Martyrosian mostra una serie di dipinti realizzati dai bambini, uno dei quali è semplicemente dipinto di nero. "Persino l'arte, quando abbiamo dato loro i colori, hanno aspettato che gli venisse detto cosa fare: è come se la loro immaginazione fosse bloccata".
Per contrastare la propaganda a cui erano stati sottoposti, Lebedeva chiamò un professore di storia per quella che lei chiama “deoccupazione cognitiva”.

"Per due anni gli è stato detto: 'L'Ucraina non esiste, noi [la Russia] siamo un grande e bellissimo paese che vi ha salvati'", ha detto.

Gradualmente al campo i bambini si sono aperti. "Lo abbiamo fatto sotto forma di giochi e quiz, non vogliamo solo che la propaganda sostituisca la propaganda", dice Lebedeva.

Un ragazzo di Kherson, ora quindicenne, ha raccontato di essere stato calpestato dai soldati russi e di essere stato informato: "Farai proiettili con cui uccidere gli ucraini".

Un altro Max, 17 anni, di Zaporizhia, che vuole diventare filosofo, ha raccontato che non molto tempo dopo che i russi avevano preso il controllo della loro zona, suo padre, un saldatore, è finito fuori durante il coprifuoco ed è stato preso, interrogato e picchiato selvaggiamente. Pochi giorni dopo ha avuto un infarto ed è morto, Max ha cercato di salvarlo con un massaggio cardiaco perché i medici non sono arrivati. Sua nonna è morta di dolore all'inizio di quest'anno.

Sotto l'occupazione, le sue lezioni al liceo divennero ideologia russa. "I nostri libri cambiarono completamente e alcuni dei nostri insegnanti locali divennero molto filo-russi. Ci insegnarono che la Guerra Fredda era colpa dell'Occidente e che Krusciov era un traditore che aveva ceduto la Crimea all'Ucraina". (Il leader sovietico trasferì la pen*sola dalla repubblica sovietica russa a quella ucraina nel 1954, una storia complessa che la Russia usa per giustificare la sua annessione del 2014.)

Ai bambini vennero offerti tour delle università russe. Preoccupato di dove potesse essere mandato, Max contattò la zia dalla parte ucraina che organizzò la sua partenza con il nonno. Prima andarono a Rostov dove gli ufficiali della sicurezza gli setacciarono il telefono, poi a Minsk in Bielorussia, poi a Kyiv prima di prendere un treno per Zaporizhia, controllata dagli ucraini, un'incredibile deviazione per finire a poche miglia da dove era partito.

Ha detto che non era sicuro del campo di terapia, ma lo ha trovato "divertente" e "molto utile, in particolare il supporto psicologico".
Alcuni non si sono mai uniti.

Un ragazzo che è stato tenuto per un anno sotto il controllo russo, essendo stato ingannato nel credere che sarebbe andato in un campo estivo in Crimea, ha detto che quando è stato salvato ed è tornato, ha scoperto che le persone nella sua zona si erano rivoltate contro sua madre, chiedendo perché hai mandato tuo figlio in Russia?

Tuttavia, l'ultima sera, molti si sono aperti. Ci sono state lacrime e abbracci mentre ai bambini venivano dati braccialetti con incise le parole "Speranza, tutto andrà per il meglio per te" e si riunivano attorno a un falò.

Una ragazza che aveva perso i genitori e i nonni in un attacco russo che aveva spazzato via un terzo del suo villaggio e temeva di non essere riuscita a piangere, alla fine scoppiò a piangere.

Indirizzo

Venice

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