30/04/2026
𝐑𝐈𝐌𝐁𝐎𝐑𝐒𝐈 𝐌𝐈𝐒𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈: 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐂𝐈𝐍𝐐𝐔𝐄 𝐄𝐌𝐄𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐄 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀 𝐋𝐈 𝐇𝐀 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐈𝐍𝐓𝐈 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈
✍️Vogliamo spiegare ai cittadini di Venosa, con chiarezza e con i dati alla mano, cosa è successo oggi in Consiglio Comunale.
📌𝐈𝐋 𝐃𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀
In cinque anni da Sindaca, Marianna Iovanni ha richiesto rimborsi per circa 𝟔𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 — incluse missioni fuori regione, rappresentanze istituzionali, un viaggio a Parigi per portare il nome di Venosa dove meritava. Tutto a spese proprie, dell'amministrazione, dei consiglieri di allora. La legge consentiva i rimborsi. Abbiamo scelto di non usarli, perché ritenevamo che quelle risorse servissero ad altro.
Questa amministrazione, in un anno e mezzo, ha liquidato circa 𝟕.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 di rimborsi missioni.
I dati sono negli 𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞: determinazioni n. 153 e 154 del 27 novembre 2024, n. 161 dell'11 dicembre 2024, n. 45 del 6 marzo 2025, n. 170 del 17 novembre 2025. Atti firmati, registrati, verificabili da chiunque.
Proiettando il ritmo attuale sull'intero mandato, la spesa supererebbe i 𝟐𝟕.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨. Non contestiamo il diritto ai rimborsi. Contestiamo l'assenza di qualsiasi limite, controllo preventivo, rendicontazione pubblica dei risultati.
✍️📝𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐆𝐎𝐋𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎
Oggi la giunta Mollica ha portato in Consiglio un Regolamento per disciplinare le missioni degli amministratori. Formalmente corretto, cita le norme giuste. Ma nelle scelte che fa — e soprattutto in quelle che evita — riflette esattamente la stessa logica che ha prodotto quei 7.000 euro in 18 mesi. Non argina la disinvoltura: la legittima e la struttura.
Abbiamo proposto cinque emendamenti per colmare cinque lacune precise. La maggioranza li ha respinti tutti e cinque.
🔴𝐈 𝐂𝐈𝐍𝐐𝐔𝐄 𝐄𝐌𝐄𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 𝐑𝐄𝐒𝐏𝐈𝐍𝐓𝐈
𝟏. 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐀𝐔𝐓𝐎𝐑𝐈𝐙𝐙𝐀𝐑𝐄 𝐒𝐄 𝐒𝐓𝐄𝐒𝐒𝐎
Il testo approvato stabilisce che il Sindaco non ha bisogno di alcuna autorizzazione per le missioni: è sufficiente avvisare il responsabile finanziario che i soldi ci sono. Nessun organo collegiale valuta se la missione sia necessaria, proporzionata, utile. Il massimo potere decisionale coincide con il minimo di vincoli.
Abbiamo chiesto che la Giunta prendesse atto preventivamente delle missioni del Sindaco. Non un ostacolo burocratico: una garanzia istituzionale elementare. La maggioranza ha votato contro.
𝟐. 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐒𝐏𝐀𝐑𝐌𝐈𝐎 𝐒𝐈 𝐃𝐈𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀, 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐈 𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐑𝐀
Il regolamento consente il rimborso del mezzo proprio quando "l'amministratore dichiara che l'uso del mezzo proprio risulta economicamente più conveniente". Una dichiarazione soggettiva di chi poi incassa il rimborso, senza confronto documentato tra auto e treno.
Abbiamo chiesto che per percorrenze superiori a 100 km il risparmio fosse dimostrato con una comparazione documentale, non semplicemente affermato. La maggioranza ha votato contro.
𝟑. 𝐔𝐍 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐄𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
A febbraio 2025, tre amministratori si sono recati insieme alla BIT di Milano: Sindaco, Vice Sindaco, Assessora alla Cultura. Una sola fiera, 1.672 euro complessivi. Il regolamento limita a tre le delegazioni per le missioni all'estero. Per le missioni in Italia — dove si concentra tutta la spesa — non prevede alcun limite.
Abbiamo chiesto che per ogni evento nazionale partecipasse un solo amministratore, con eccezioni possibili solo previa delibera di Giunta motivata. La situazione BIT potrebbe ripetersi ogni anno, in piena conformità al regolamento così com'è. La maggioranza ha votato contro.
𝟒. 𝐔𝐍 𝐓𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐍𝐍𝐔𝐀𝐋𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐂𝐈𝐀𝐒𝐂𝐔𝐍 𝐀𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐄
Il regolamento fissa massimali per la singola missione, ma non prevede alcun limite complessivo annuale. Il numero delle missioni, la loro frequenza, la loro destinazione restano completamente discrezionali. Ogni singola missione può essere conforme al regolamento e la spesa totale restare fuori controllo.
Abbiamo proposto 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨 di 𝟏.𝟐𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 annui per il Sindaco e 𝟖𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 per ciascun assessore, superabile solo con delibera consiliare preventiva. La maggioranza ha votato contro.
𝟓. 𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐕𝐄 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐕𝐀𝐑𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀, 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐎𝐏𝐎
Il regolamento prevede la pubblicazione dei rimborsi nella sezione Amministrazione Trasparente. Ma non dice quando, con quale frequenza, con quale dettaglio. Non richiede alcuna relazione sulle finalità e sui risultati delle missioni. La trasparenza che arriva dopo che il denaro è già speso non è un controllo: è un archivio.
Abbiamo chiesto una relazione pubblica entro 15 giorni dal rientro, con finalità, attività svolte, risultati istituzionali e spesa totale — subordinando la liquidazione del rimborso alla sua presentazione. La maggioranza ha votato contro.
📌𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐒𝐏𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐀𝐍𝐙𝐀
Di fronte a questi cinque emendamenti, la risposta non ha affrontato il merito di nessuno dei cinque punti. Non ha spiegato perché il Sindaco debba potersi autorizzare da solo. Non ha giustificato l'assenza di un tetto di spesa. Non ha risposto alla questione della partecipazione multipla allo stesso evento. Non ha detto perché la relazione post-missione fosse un problema.
Ha invece scelto di 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨: accuse di "𝐩𝐨𝐩𝐮𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨", toni "𝐚𝐯𝐯𝐢𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢", questioni "𝐬𝐮𝐫𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢". Ha difeso le missioni come attività istituzionali serie con ritorni per la città — il che può anche essere vero, ma non risponde alla domanda. La domanda non era "le missioni sono utili?" La domanda era: perché non c'è un limite, un controllo preventivo, una rendicontazione pubblica dei risultati?
🔴𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Non abbiamo contestato il diritto ai rimborsi. Abbiamo chiesto regole chiare, un limite definito, una rendicontazione pubblica dei risultati. È questo che la maggioranza ha votato contro.
La domanda che un amministratore dovrebbe porsi ogni mattina non è: posso farlo? La domanda è: devo farlo? È necessario? È proporzionato? È il modo migliore di usare le risorse che i cittadini mi hanno affidato?
Questo regolamento non si pone nessuna di queste domande. E questa è la sua vera lacuna.
Gli atti sono pubblici. I numeri sono verificabili. La nostra porta è aperta a chiunque voglia approfondire.
📌✍️𝐕𝐞𝐧𝐨𝐬𝐚: 𝐅𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐞̀ 𝐈𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞