04/07/2026
PEDEMONTANA PIEMONTE: basta con la gara a chi mette il cappello: le opere pubbliche appartengono ai CITTADINI, non alle segreterie di partito.
La nota di Simona Paonessa, Consigliere Regionale Partito Democratico.
«Il 29 giugno Fratelli d’Italia ha organizzato una conferenza stampa con Galeazzo Bignami, già Viceministro alle Infrastrutture, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, nella quale il succo è stato “è tutto merito suo se la Pedemontana vede la luce”. Poche ore dopo, arriva l’invito per il taglio del nastro per lunedì 6 luglio, a Ghislarengo, insieme al Ministro Salvini. L'avvio dei lavori della Pedemontana Piemontese rappresenta una notizia attesa da decenni da cittadini, imprese e amministratori del territorio. Proprio per questo sorprende assistere, nelle ultime ore, a una surreale competizione interna alla maggioranza di governo su chi possa rivendicare la paternità dell'opera.
La chiarezza e la correttezza devono ve**re prima di tutto: le infrastrutture di questa portata non nascono in una conferenza stampa né per iniziativa di un singolo partito o governo. Sono il risultato di un percorso lungo, complesso e spesso travagliato, che ha visto susseguirsi governi, amministrazioni, tecnici e rappresentanti istituzionali di diverso colore politico. Come ben ricordato dal Consigliere PD biellese Paolo Rizzo, la realizzazione della Pedemontana rientra tra le infrastrutture strategiche prioritarie di interesse nazionale e regionale inserite nel 2016 nel “Piano operativo fondo sviluppo e coesione Infrastrutture 2014-2020” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Delibera CIPE 25 del 10/08/2016), per 124,7 milioni di euro. Altri 79,55 milioni di euro arrivano da fondi statali assegnati alla Regione Piemonte con lo “Sblocca Italia”, per un totale di quasi 205 milioni di euro. Per contestualizzare, il Presidente del Consiglio era Renzi, il Presidente della Regione era Chiamparino, l’Assessore ai Trasporti era Balocco, amministratori che hanno dato la priorità della Regione Piemonte a quest’opera.
Rivendicare il lavoro svolto, da qualsiasi forza politica, è legittimo. Trasformare un'opera pubblica in un trofeo di partito lo è molto meno. Oggi ciò che conta è che i cantieri partano, rispettino tempi, i costi e consegnino finalmente un'infrastruttura importante per lo sviluppo del territorio. Da parte nostra continueremo a vigilare affinché, dopo gli annunci e le fotografie, seguano i fatti. Tuttavia, invitiamo senza polemica tutte le forze della maggioranza ad abbandonare la logica della bandierina e a ricordarsi che le opere pubbliche appartengono ai cittadini, non alle segreterie di partito».