20/05/2026
Desertificazione bancaria a Vernio: la rincorsa tardiva di un’amministrazione fuori tempo massimo
Il silenzio fa danno? Certamente. Ma il ritardo e la memoria corta fanno ancora peggio.
Fa quasi sorridere vedere l’amministrazione comunale svegliarsi solo adesso, parlando improvvisamente dell'urgenza di "non ignorare il problema dello spopolamento bancario" e invitando la cittadinanza a partecipare a un incontro pubblico.
Un tempismo perfetto, se non fosse che l’appuntamento è stato fissato per un martedì pomeriggio alle 16:30: un orario tutto meno che consono per la gente che lavora, per i commercianti, per i lavoratori dipendenti e per gli anziani che avrebbero avuto bisogno di essere accompagnati. Chi desidera davvero la massima partecipazione della comunità non sceglie il pieno pomeriggio di un giorno lavorativo.
Ma d’altronde, quando il problema andava affrontato con fermezza, le priorità erano altre.
Come lista civica Rilanciamo Vernio, siamo stati i PRIMI a muoverci concretamente sul territorio. Ci abbiamo messo la faccia, promuovendo una raccolta firme che ha raccolto oltre 300 adesioni di cittadini preoccupati e penalizzati. Quella petizione è stata regolarmente depositata in Consiglio Comunale. Il risultato? Il vuoto. Non abbiamo mai ricevuto risposta: il nulla istituzionale.
Troppo facile agire ora. È una mossa furbesca organizzare tavoli pubblici oggi, dopo che è passato abbastanza tempo da far sbiadire i sensi di colpa per non aver vigilato a dovere. Muoversi in ritardo non cancella il fatto che il danno sia già stato fatto, e questa passerella tardiva non basta a ripararlo. Bisognava pensarci prima. Bisognava fare pressione quando gli sportelli stavano chiudendo, non adesso che i buoi sono già scappati dalla stalla. Oggi si cerca di far passare per "grande impegno" quello che è solo il tentativo di rincorrere un problema gestito male fin dall'inizio.
Nonostante le perplessità, ieri pomeriggio abbiamo partecipato correttamente, come forza politica civica e in mezzo alla gente, al convegno sulla desertificazione bancaria promosso dal Comune e dal neonato comitato. Il parterre era di quelli importanti: dall'assessore regionale Marras ai sindaci ANCI, fino alla nostra Sindaca. La maggior parte dei partecipanti si aspettava novità salienti, obiettivi precisi, o quantomeno la prospettiva che un istituto – nella fattispecie Intesa Sanpaolo – dotasse la nostra comunità di uno sportello finanziario evoluto per soddisfare le esigenze di base del territorio.
Invece, abbiamo assistito a lunghe e soporifere disquisizioni sui massimi sistemi. Ci è stato spiegato, con dovizia di dettagli, che le banche fanno utili per gli azionisti e che negli ultimi vent'anni c'è stata una tendenza generale all'accorpamento delle filiali. Informazioni note a tutti. E qual è stata, alla fine, la proposta "innovativa" presentata dalla nostra Sindaca? La creazione di un'ennesima "Antenna", un tavolo di osservazione per percepire – insieme a Regione e ANCI – le evoluzioni della problematica.
Vogliamo ricordare ai nostri concittadini che iniziative come quella di ieri, pur giuste nel merito, arrivano con 2 anni di ritardo.
Come sosteniamo fin dalla campagna elettorale, bisognava intervenire prima che lo sportello chiudesse definitivamente e prima che l'immobile della ex Intesa fosse messo in vendita. Allora si poteva fare pressione per obbligare la banca a mantenere almeno un presidio evoluto, un negozio finanziario digitale, anche senza personale o con un solo dipendente.
Così facendo, non si sarebbero abbandonati al loro destino anziani, commercianti e imprenditori locali.
Noi saremo sempre a fianco di chiunque voglia dare risposte concrete al territorio. Ma questa volta non possiamo che puntare il dito contro chi, negli anni passati, aveva il dovere istituzionale di fare di più e meglio, e ha preferito voltarsi dall'altra parte.