A gennaio 2022 è iniziata un’emozionante e irripetibile avventura culturale e artistica: il restauro dei due capolavori di Giambattista Tiepolo che saranno restituiti in tutto il loro splendore cromatico e luministico alla comunità e a tutti gli amanti dell’arte. Alle porte di Brescia, poco distante dalle sponde del fiume Oglio c’è un paese che custodisce un patrimonio scrigno di opere di cui poch
i sono a conoscenza: si tratta di Verolanuova, una cittadina dalla forte caratterizzazione medievale e rinascimentale che per almeno quattro secoli, a partire dai primi decenni del Quattrocento, è stata governata da una delle stirpi nobili più importanti e influenti di Brescia: la famiglia Gambara. Proprietari terrieri di grande prestigio, con le ingentissime ricchezze accumulate promossero la costruzione di ville, palazzi e della maestosa Basilica di san Lorenzo, la cui prima pietra fu posata il 10 agosto 1633. Questo sacro tempio a navata unica e pianta a croce latina è uno scrigno di preziosi tesori, tra cui magnifiche pale d’altare dei pittori barocchi Andrea Celesti, Pietro Liberi, Francesco Maffei e Pietro Ricchi. Ma è solo varcando la soglia del transetto sinistro che scopriamo che qui, a Verolanuova, sono conservati da oltre 250 anni due capolavori assoluti di Gianbattista Tiepolo, uno dei più grandi pittori europei del Settecento. La Raccolta della manna e Il sacrificio di Melchisedech sono infatti i due dipinti di più ampio formato che il maestro veneziano abbia mai eseguito in vita sua: alti oltre 10 metri per 5 metri di larghezza; si pensi che la loro dimensione è pari alla metà della superficie di un campo da tennis.