15/03/2023
L’intervista del nostro segretario Piernicola Pedicini su Cronache di Napoli dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio ⤵️
La mia intervista su Cronache di Napoli dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio ⤵️
❓Il Governo spinge per portare avanti la bozza per l'attuazione dell'autonomia differenziata. Perché la ritiene incostituzionale?
🗣️”Il punto di partenza del progetto di legge Calderoli, che agisce esclusivamente al servizio del Partito dei governatori del Nord, è la garanzia dei Livelli essenziali di prestazione. Già la prima delle cinque bozze del ddl metteva in luce un’evidente malafede di questo Governo, laddove si leggeva che i Lep avrebbero dovuto essere “definiti” e non “garantiti”. Il che equivaleva a procedere, intanto, con il criterio della spesa storica, continuando quindi a dare più soldi a chi ha già avuto di più. Oggi si vorrebbe affidare un tema così delicato e importante per il futuro del Sud e del Paese a un organo nominato da questo Governo, quando toccherebbe al Parlamento, dunque ai rappresentanti del popolo, esercitare la funzione legislativa. Tutto questo è una palese violazione della Costituzione. Per questa ragione, con il fondatore del MET Pino Aprile , abbiamo scritto al Capo dello Stato, che della nostra Carta costituzionale è il garante, e che può e deve impedire tutto questo. Senza dimenticare che di questa fantomatica cabina di regia fanno parte personaggi che collaborano, che hanno collaborato o che sono legati a doppio filo con governatore veneto Zaia e con personaggi di spicco della Lega Nord e di Forza Italia. È più che evidente che si sta tentando di dare vita a quella che non a caso è stata definita “secessione dei ricchi”.
❓Sarà sufficiente determinare prima i Livelli essenziali delle prestazioni per rendere accettabile il testo del ministro Calderoli?
🗣️”I livelli essenziali di prestazione devono essere garantiti dal Parlamento, ma sulla base di parametri europei, che si rifanno a criteri ben definiti di coesione territoriale. Ma tutto questo non basta. Perché si possa soltanto cominciare a parlare di autonomia differenziata, bisognerebbe redistribuire la spesa pubblica in maniera finalmente equa, iniziando a restituire alle regioni del Sud quanto è stato loro sottratto nell’ultimo ventennio. Parliamo di oltre mille miliardi di euro, grazie ai quali il Mezzogiorno d’Italia sarà finalmente libero di gestire i propri fondi, ottimizzando al massimo le proprie risorse naturali e i propri talenti. Infine, se veramente ci fosse stata la volontà di affrontare la questione meridionale, si sarebbe dovuto investire il Pnrr interamente al Sud. Per farlo, sarebbe bastato avere un atteggiamento mirato realmente all’unificazione socio economica del Paese, come è stato fatto in Germania”.
❓Ritiene che le forze politiche di opposizione stiano agendo nella maniera corretta per evitare che questa legge diventi un colpo mortale per la ripresa del Mezzogiorno?
🗣️”Parliamo di quelle stesse forze politiche che, quando erano al Governo del Paese, non hanno mosso un dito per impedire che si desse vita al processo di autonomia differenziata, mettendo mano a una riforma che impedisse ogni progetto autonomista e che cancellasse la vergogna della spesa storica, di cui oggi tutti si riempiono la bocca. Non dimentichiamo che era il febbraio del 2018 quando fu firmato l’accordo preliminare per l’autonomia differenziata tra governo e le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. E al governo del Paese c’erano Paolo Gentiloni e quello stesso Pd che oggi alza la voce contro Calderoli e co”.
❓E le amministrazioni locali? Comuni, Regione, ritiene stiano facendo abbastanza, al di là delle pubbliche dichiarazioni, per evitare che il Sud venga ancora una volta penalizzato?
🗣️”Come Movimento Equità Territoriale siamo in contatto ogni giorno con tanti sindaci e tantissimi amministratori coraggiosi, che si battono a testa alta per ottenere le risorse necessarie, a partire da quelle umane, per poter concorrere ad armi pari con i Comuni del Nord nelle gare per i progetti da finanziare con i fondi del Pnrr. Con il fondatore del MET, Pino Aprile, siamo stati i fautori della nascita della Rete dei sindaci Recovery Sud. Io stesso ho portato a Bruxelles una petizione organizzata con i sindaci della Rete, ottenendo che il Parlamento Europeo vigilasse sulla spesa equa del Pnrr. Stiamo dimostrando che il bene del Mezzogiorno d’Italia travalica ogni appartenenza di bandiera. Siamo in tanti, cresciamo di giorno in giorno, aggregando tantissime realtà che da anni svolgono un lavoro egregio sui territori”.
❓Ha deciso di rivolgersi al Capo dello Stato. Vi aspettate da Mattarella un intervento deciso come quello che il Presidente ha messo in campo sulla questione balneari?
🗣️Ci aspettiamo che il Presidente della Repubblica eserciti il suo ruolo di garante e che salvaguardi i diritti di tutti i cittadini italiani, a partire da quei territori per troppi anni emarginati e che oggi rischiano di pagare a un prezzo sempre più caro di una politica che mira a fare gli interessi di una sola parte del Paese. Allo stesso tempo diciamo al Capo dello Stato che siamo pronti, ovemai questo Governo e questa maggioranza riuscissero ad attuare la tanto agognata “secessione dei ricchi”, a costituire una macroregione del Sud, chiedendo le nuove competenze, come previsto dalla Costituzione. Si tratterebbe di una soluzione necessaria, così da limitare i danni provocati dal progetto secessionista voluto da Veneto e Lombardia. In caso contrario, ci batteremo per una riforma costituzionale attraverso la quale attuare realmente una separazione. Sarà nostro dovere difendere il Sud, dopo la secessione che il Nord ha voluto”.