Il Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale è un Movimento Politico promosso da PINO APRILE, che combatte le iniquità che oramai da decenni caratterizzano il nostro paese! I Principi del Movimento 24 Agosto Equità Territoriale
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Movimento 24 AGOSTO è un'associazione politico culturale che si ispira ai principali e valori della Costituzione Repubblicana e della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo. La stella polare del Movimento è l'Equità, intesa non solo come effettiva uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini, ma quale compito prioritario dello Stato, delle istituzioni e dell'intera comunità, secondo quanto detta la Costituzione, perché si realizzino le condizioni morali e materiali per offrire a tutti, uomini e donne, ovunque vivano, le stesse opportunità di sviluppare le proprie doti. Il valore dell'Equità è irrinunciabile, specie in questa fase del percorso umano, perché se con la globalizzazione diminuiscono le disuguaglianze fra gli Stati, quelle interne crescono sino a generare profonda ingiustizia e tensioni che portano a scontri sociali. L'Equità è il principio ispiratore del Movimento, che si propone di raggiungere i suoi fini, organizzando attività culturali e azioni politiche nonviolente, per rendere palesi e moralmente intollerabili le disuguaglianze e effettiva e concreta l'eguaglianza. L'Equità è un valore Universale e la condizione di minorità di diritti e possibilità degli abitanti del Mezzogiorno d'Italia costituisce il più ampio e duraturo divario al Mondo fra aree di uno stesso Paese, frutto di una iniqua politica ultrasecolare che ha distrutto in modo squilibrato le risorse comuni. Ma questo non vuol dire che il Movimento sia territoriale: il principio vale per qualsiasi area e popolazione penalizzata rispetto ad altre. Il fine del Movimento non è privilegiare un territorio, ma eliminare il ritardo imposto e, ove l'equità si raggiungesse, tutelarla; una politica territoriale, invece, diviene di fatto razzista, mirando a ottenere sempre più per alcuni, anche a svantaggio di altri e il limite di una tale politica è tutto ad alcuni, niente agli altri. La natura del Movimento, pertanto, non è ideologica, ma pragmatica: mira all'equità, con l'apporto di chi, di volta in volta, condivide le iniziative, per consentire a tutti l'esercizio alla pari dei diritti costituzionali, lo sviluppo delle proprie doti a vantaggio proprio e della comunità, l'espressione delle proprie idee per arricchirla con la diversità. Perché un Paese ha ragione e diritto di esistere in quanto tale, solo se garantisce tutti i suoi cittadini allo stesso modo; in caso contrario, i discriminati vengono costretti o ad accettare la propria discriminazione quale dato costitutivo del Paese, o a rifiutare l'apprendimento al Paese che li vuole discriminati. Ecologia
Movimento 24 Agosto, per la tutela del territorio e del futuro delle nuove generazioni è contraria agli investimenti in fonti fossili e sostiene il ricorso a quelle rinnovabili, nel più breve tempo possibile. Un programma di investimenti si sposa perfettamente con le idee ecologiste. Questo comporterebbe ingenti investimenti pubblici, da veicoli elettrici a nuove rete ferroviarie ad alta velocità da realizzare nelle zone disagiate, assenti principalmente al Sud Italia. Gli investimenti pro-ambiente, comprese le bonifiche di aree inquinate, porterebbero la creazioni di milioni di posti di lavoro qualificati, che andrebbero soprattutto a beneficio di comunità svantaggiate e vulnerabili. In Italia, in particolar modo in Meridione, la prevenzione del dissesto idrogeologico richiede investimenti aggiuntivi rispetto agli attuali. Vi è bisogno inoltre di piani di protezione delle coste e dei porti, e di prevenzione di inedificabilità per tutte le aree a rischio a causa dell'innalzamento del livello del mare, che la scienza considera come evento ineluttabile. La battaglia per la verità
L'Equità si nutre di verità e conoscenza, anche storica; per questo il Movimento promuove la ricerca e la diffusione delle vicende che hanno portato al cumularsi delle disuguaglianze, sino a farle apparire quasi stato di natura o responsabilità, persino antropologica, di chi è costretto a subirle. Senza verità, la libertà e la democrazia saranno sempre in pericolo.