08/09/2025
Sulla traccia della carriera Alias, la tessera Alias è solo l’ennesima trovata inutile e dannosa spinta da questa amministrazione, probabilmente fatta per assecondare quella parte dell’elettorato che tra una settimana sfilerà in città per il gay pride.
La tessera è rivolta soprattutto ai ragazzi che usano i mezzi pubblici per andare a scuola, ed in particolare alla fascia degli adolescenti: proprio perché in una fase delicata della propria vita, sono maggiormente manipolabili e strumentalizzabili per il cambio di sesso tramite social e media mainstream, da parte dei soliti personaggi che mirano alla distruzione dell’identità e di una corretta forma di sessualità. Pensiamo solo al noto caso di Luka Hein, ragazza americana spinta in adolescenza dalla propaganda LGBT e dai propri insegnanti ad affrontare un percorso di transizione, salvo poi abbandonarla ed ostacolarla quando ha deciso di interrompere il percorso, perché intenzionata a riprendersi la propria sessualità e a sentirsi a proprio agio nel corpo d’origine.
Mentre vengono investite risorse per la tessera Alias, permangono i problemi di insicurezza e degrado, nelle stazioni come sugli autobus. Ne sono una riprova le frequenti aggressioni degli ultimi anni, sia rivolte ai conducenti che ai mezzi di trasporto; una situazione che ricade anche sui cittadini, i quali, per paura di ve**re aggrediti o di assistere a scene non degne di una città come Verona, preferiscono prendere la macchina per muoversi o per accompagnare i figli, pagando quindi un costo maggiore per il trasporto.
Invece di sprecare risorse economiche per la tessera Alias, non si potrebbero utilizzare per o assumere più personale di sicurezza nelle stazioni o sugli autobus, nelle corse più a rischio?