08/10/2026
La sentenza con cui i giudici della Corte d’Appello di Roma hanno confermato le condanne, per un totale di 58 anni, ai vertici di Forza Nuova, rappresenta l’ennesimo abuso giuridico in cui il reato di “concorso in devastazione” (che di fatto scagiona gli imputati dall’aver commesso il fatto) viene equiparato a reati ben più pesanti che spesso in Italia si risolvono con pene irrisorie dopo perizie psicologiche, specie nel caso di immigrati di prima o seconda generazione.
Ma senza andare troppo lontano, nel corso di questi anni, dopo un lungo letargo proprio nel periodo pandemico (chissà come mai), l’estrema sinistra, manovrata, fomentata e finanziata dai soliti filantropi della “società aperta”, si è resa protagonista di atti ben più gravi, con coperture politiche che sono arrivate fino alla candidatura, ed altre nei tribunali con una impunità spesso imbarazzante.
Ma senza voler far del vittimismo che non appartiene al nostro essere, diciamo solo che siamo di fronte all’ennesimo caso di sentenza politica, dove la giustizia viene sacrificata sull’altare dell’odio ideologico che caratterizza gran parte dei togati.
Esprimiamo la nostra solidarietà, sicuri che la lotta non si arresta con le sentenze, ma l’ingiustizia non fa altro che alimentare il fuoco della rivolta per il riscatto di questa Patria.