31/08/2026
DALLE REGOLE SULLA CARTA AI FATTI IN VALMARECCHIA
Cosa succede quando i controlli della Sanità Pubblica e quelli sul Biologico non comunicano tra loro?
Nel nostro recente post vi abbiamo mostrato come, sulla carta, funziona il sistema dei controlli sul biologico in Italia: regole europee, vigilanza pubblica e Organismi di Controllo autorizzati.
Oggi facciamo un passo avanti e torniamo su un fatto concreto emerso nell’ambito delle verifiche che stiamo conducendo sull’allevamento di Cavallara, a Maiolo.
L’AUSL della Romagna ha sostenuto formalmente di non avere un obbligo di legge di trasmettere all’Organismo di Controllo del biologico, CCPB, i verbali relativi ai propri sopralluoghi e ai rilievi effettuati nell’allevamento.
Di fronte a questa posizione avevamo chiesto anche l’intervento del Difensore Civico regionale, proprio per ottenere un chiarimento sul corretto funzionamento del sistema.
E OGGI, A CHE PUNTO SIAMO?
Il procedimento davanti al Difensore Civico è stato archiviato.
Prendiamo atto dell’archiviazione, ma riteniamo importante chiarire una cosa:
l’archiviazione non risponde automaticamente alla domanda che abbiamo posto sul funzionamento del raccordo tra controlli veterinari pubblici e controlli sulla certificazione biologica.
Ed è proprio questa la questione che continuiamo a voler comprendere.
NEL FRATTEMPO È PASSATO UN ANNO
Il primo accasamento a Cavallara è avvenuto il 5 agosto 2025.
È quindi trascorso ormai un anno di attività dell’allevamento.
Per questo, il 15 agosto 2026, abbiamo chiesto formalmente alle Regioni Emilia-Romagna e Marche copia della relazione relativa all’attività di controllo svolta dal CCPB sull’allevamento.
Una richiesta semplice e precisa:
quali controlli sono stati effettuati dall’Organismo di Controllo nel corso del primo anno di attività e quali sono stati i relativi esiti?
Riteniamo che, dopo un anno dal primo accasamento, conoscere questa documentazione sia particolarmente importante per comprendere se e come siano stati verificati nel concreto i requisiti della certificazione biologica.
IL PROBLEMA È SEMPLICE DA SPIEGARE
Se l’Autorità Sanitaria Pubblica effettua un sopralluogo e documenta ciò che trova realmente sul posto, mentre l’Organismo di Controllo deve verificare il rispetto delle condizioni previste dalla normativa biologica, come vengono messe in relazione queste informazioni?
In quali casi un rilievo effettuato dalla Sanità Pubblica viene portato a conoscenza dell’Organismo di Controllo?
Esiste un protocollo?
Esiste una procedura?
Esiste un flusso informativo formalizzato?
Oppure la comunicazione avviene soltanto in presenza di determinate circostanze?
NON STIAMO ACCUSANDO. STIAMO CHIEDENDO DI CAPIRE.
Non sosteniamo che i controlli non vengano effettuati.
Non sosteniamo che il CCPB non svolga i propri compiti.
Stiamo ponendo una domanda molto precisa:
quando due sistemi di controllo diversi acquisiscono informazioni potenzialmente rilevanti sullo stesso allevamento, come vengono fatte circolare queste informazioni tra i soggetti competenti?
Perché il consumatore che acquista un prodotto certificato biologico non vede i singoli controlli.
Vede un marchio.
E quel marchio rappresenta una garanzia di conformità a precise regole europee.
Per questo, secondo noi, il sistema deve essere non soltanto rigoroso, ma anche trasparente e verificabile.
ORA ASPETTIAMO I DOCUMENTI
L’archiviazione del procedimento davanti al Difensore Civico chiude quel passaggio istituzionale.
Non chiude però le nostre domande.
Adesso attendiamo dalle Regioni Emilia-Romagna e Marche la documentazione che abbiamo richiesto sull’attività di controllo del CCPB nel primo anno di funzionamento dell’allevamento.
Perché non basta sapere chi controlla.
È altrettanto importante sapere che cosa è stato controllato, con quali esiti e come le informazioni vengono condivise tra i diversi soggetti competenti.
Comitato PER la Valmarecchia
Associazione Amici della Valmarecchia – ODV