03/06/2026
Riguardo il palazzetto dello sport, abbiamo letto con attenzione la ricostruzione dell’ex candidato consigliere che sostiene la candidata del Partito Democratico. Al di là delle considerazioni che ciascuno può legittimamente fare sull'operazione, ci sono vari aspetti che non possono essere ignorati e che mancano completamente dal racconto.
Il post dell’ex candidato consigliere omette infatti tutto l’iter amministrativo durato tre anni, comprensivo di relazioni tecniche, valutazioni, istruttorie e due delibere di consiglio.
Si parte nel 2021 quando il Centro Giovani Calciatori propose al Comune la vendita del Palazzetto per 1,1 milioni di euro oltre IVA. A quel punto gli uffici comunali svolsero una specifica istruttoria tecnica che attribuì all'immobile un valore complessivo di 1,292 milioni di euro, comprensivo anche della valorizzazione economica della gestione per gli 8 anni successivi. Non una cifra inventata da qualcuno, ma una stima tecnica formalizzata dagli uffici, allegata agli atti e pubblicamente consultabile. Nel dicembre 2021 il Consiglio comunale approvò una prima delibera che autorizzava l’acquisizione dell’impianto.
Successivamente l’Amministrazione impose ulteriori verifiche sulla vulnerabilità sismica e sulla sicurezza. Il risultato fu una seconda delibera di consiglio, nell’aprile del 2023, nella quale il valore dell’immobile venne drasticamente ridotto a 857.000 euro, cioè oltre 435.000 euro in meno Non solo. Il gestore si assunse gli oneri delle utenze, della manutenzione ordinaria e l'obbligo di eseguire ulteriori lavori manutentivi per oltre 100.000 euro, garantiti da fideiussione.
Questi sono gli atti. Pubblici. Consultabili. Trasparenti. Sarebbe stato più corretto raccontare tutta la vicenda e non soltanto i numeri che fanno più effetto.
E qui arriviamo alla seconda domanda politica.
Nel dicembre 2021, quando la prima delibera passò in Consiglio Comunale, il Partito Democratico era parte della maggioranza che amministrava la città. L'attuale candidata sostenuta da chi oggi rilancia questa polemica ricopriva il ruolo di Vicesindaca e faceva parte di quella stessa Amministrazione.
Per questo sorprende assistere oggi a una sorta di processo retroattivo su decisioni che all'epoca vennero sostenute, condivise e approvate senza che nessuno dei protagonisti che oggi si indignano sentisse il bisogno di sollevare le stesse obiezioni.
C’è poi un aspetto molto semplice che manca completamente al racconto dell’ex candidato consigliere: il dissesto che aveva travolto la città e i suoi impianti, Porto compreso. Il Pd dovrebbe ricordarlo bene, i cittadini che per anni hanno pagato imposte al massimo e servizi inesistenti se lo ricordano sicuramente.
Il Palazzetto era stato conferito alla Viareggio Patrimonio e, a seguito del fallimento della società, era stato perso dal Comune e venduto all'asta nel 2018.
Allora la domanda è questa: chi oggi critica l'acquisto da parte del Comune avrebbe rinunciato a riportarlo nel patrimonio pubblico accettando il rischio che un impianto sportivo strategico per la città prendesse altre strade?
La politica è fatta di scelte. E le scelte comportano responsabilità. Non si può essere contemporaneamente dentro una decisione quando viene presa e fuori da quella stessa decisione quando diventa conveniente criticarla. Perché la questione non riguarda soltanto il Palazzetto dello Sport. Riguarda un principio molto più semplice: la coerenza.
Una storia raccontata a metà non è mai la verità completa e Viareggio e Torre del Lago meritano molto più di questo. Pretendono serietà, responsabilità e la capacità di assumersi fino in fondo le proprie scelte.
Noi ci siamo. Con la stessa chiarezza con cui abbiamo affrontato le sfide più difficili di questi anni e con la stessa determinazione con cui vogliamo continuare a costruire il futuro della nostra comunità.
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