25/08/2026
ROMPERE CON ISRAELE E CON IL BUSINESS DELL'AGRIVOLTAICO
Il business dell'agrivoltaico, tanto caro al presidente Giani, attira appetiti crescenti nella nostra regione. Il primo progetto di questo tipo approvato in via preliminare dalla Regione riguarda un impianto da 20 MW nel comune di Ribolla (GR) ed è stato presentato da un'azienda controllata dal gruppo Shikun & Binui, inserito fin dal 2020 nella black list ONU delle aziende implicate nella colonizzazione illegale dei territori palestinesi; un'azienda che ha partecipato alla costruzione del muro della vergogna attorno alla striscia di Gaza.
Un'altra controllata dello stesso gruppo ha presentato un progetto, anch'esso approvato, nel comune di Casciana Terme Lari, progetto questo che coinvolgerebbe anche parte di un'area faunistica protetta.
Di fronte alla giusta indignazione mostrata dai comitati locali i balbettii della giunta regionale sono incentrati sulla rivendicazione della validità delle procedure di approvazione, cercando di spostare l'attenzione dalle ben più importanti questioni etiche ed ambientali sollevate da chi protesta.
Da un lato la Regione consente l'utilizzo dell'agrivoltaico da parte delle multinazionali come un'opportunità per trarre profitto dallo sfruttamento ambientale, nel disprezzo dei territori e di chi ci vive.
Dall'altra queste multinazionali sono le stesse che traggono profitto dall'apartheid e dal genocidio di un popolo e, nonostante persino l'ONU le abbia inserite in una black list ufficiale, sono considerate partner economici accettabili dalla Regione.
La garanzia del profitto è la stella polare che guida le politiche dell'amministrazione regionale come di quelle del governo.
È necessario mettere al centro gli interessi della popolazione e la tutela dell'ambiente.
Rompiamo ogni rapporto con Israele e con il genocidio, basta con la complicità!
Costruiamo l'alternativa alle politiche di guerra e riarmo di destre e campo largo.
Cambiamo tutto!