Potere al Popolo Versilia

Potere al Popolo Versilia Sezione versiliese di Potere al Popolo, per ora attivi maggiormente su Viareggio, in via d'espansion

ROMPERE CON ISRAELE E CON IL BUSINESS DELL'AGRIVOLTAICOIl business dell'agrivoltaico, tanto caro al presidente Giani, at...
25/08/2026

ROMPERE CON ISRAELE E CON IL BUSINESS DELL'AGRIVOLTAICO

Il business dell'agrivoltaico, tanto caro al presidente Giani, attira appetiti crescenti nella nostra regione. Il primo progetto di questo tipo approvato in via preliminare dalla Regione riguarda un impianto da 20 MW nel comune di Ribolla (GR) ed è stato presentato da un'azienda controllata dal gruppo Shikun & Binui, inserito fin dal 2020 nella black list ONU delle aziende implicate nella colonizzazione illegale dei territori palestinesi; un'azienda che ha partecipato alla costruzione del muro della vergogna attorno alla striscia di Gaza.
Un'altra controllata dello stesso gruppo ha presentato un progetto, anch'esso approvato, nel comune di Casciana Terme Lari, progetto questo che coinvolgerebbe anche parte di un'area faunistica protetta.
Di fronte alla giusta indignazione mostrata dai comitati locali i balbettii della giunta regionale sono incentrati sulla rivendicazione della validità delle procedure di approvazione, cercando di spostare l'attenzione dalle ben più importanti questioni etiche ed ambientali sollevate da chi protesta.
Da un lato la Regione consente l'utilizzo dell'agrivoltaico da parte delle multinazionali come un'opportunità per trarre profitto dallo sfruttamento ambientale, nel disprezzo dei territori e di chi ci vive.
Dall'altra queste multinazionali sono le stesse che traggono profitto dall'apartheid e dal genocidio di un popolo e, nonostante persino l'ONU le abbia inserite in una black list ufficiale, sono considerate partner economici accettabili dalla Regione.
La garanzia del profitto è la stella polare che guida le politiche dell'amministrazione regionale come di quelle del governo.
È necessario mettere al centro gli interessi della popolazione e la tutela dell'ambiente.
Rompiamo ogni rapporto con Israele e con il genocidio, basta con la complicità!
Costruiamo l'alternativa alle politiche di guerra e riarmo di destre e campo largo.
Cambiamo tutto!

21/08/2026
14/08/2026

SOSTENIAMO LO SCIOPERO DEL TRASPORTO AEREO CHIAMATO DA USB

Domenica 13 settembre 2026 negli aeroporti di Pisa e di Firenze

Denunciamo da anni il sistema di sfruttamento legato agli appalti del handling aeroportuale toscano.
Lo sciopero di USB si rivolge direttamente contro le aziende Toscana Aeroporti, amministrata dal sionista Marco Carrai, insieme a GH Toscani, e Consulta, le quali si occupano della gestione dei servizi a terra nei due scali toscani.

Ciò che il sindacato denuncia, è quello che da anni sappiamo grazie ai numerosi scioperi e vertenze che abbiamo sostenuto negli anni, e cioè che i rapporti di lavoro interni agli scali, sono gestiti tramite un sistema a Matrioska fatto da appalti e subappalti, tramite cui i lavoratori vengono inquadrati con CCNL che non rispecchiano le mansioni da loro realmente svolte, andando in questo modo ad abbassare salari e tutele.

Queste sono le conseguenze della liberalizzazione di un settore fondamentale come quello dei trasporti aerei, che macina miglioni di utili all'anno, ma che offre situazioni precarie e salari da fame ai suoi lavoratori.
Sosteniamo quindi lo sciopero del 13 settembre indetto da USB, e ci uniamo nel rivendicare condizioni lavorative migliori, denunciare le responsabilità delle tre aziende coinvolte nella gestione degli scali.

È necessario un cambio di rotta strutturale sul sistema aeroportuale Toscana, che deve essere ripubblicizzato e nazionalizzato, contro le logiche di privatizzazione che pendono sul settore grazie ai vincoli esterni dell'unione europea che ha messo in mano il sistema a multinazionali, la cui fame di profitti sulla pelle dei lavoratori, trova la piena complicità delle istituzioni locali e regionali, dal centrodestra al centrosinistra.

05/08/2026
Nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai una soluzione. Tanto più quando non si tratta di polvere ma di persone ...
04/08/2026

Nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai una soluzione. Tanto più quando non si tratta di polvere ma di persone con gravi disagi economici e sociali.
“EX SARS, SGOMBERATA E BONIFICATA L’AREA. CHIUSI GLI ACCESSI PER IMPEDIRE NUOVE OCCUPAZIONI” così recita il post dell’amministrazione comunale dopo l’intervento di stamane. Ma ciò non ha risolto il problema di chi lì aveva trovato una dimora temporanea, non avendo altre possibilità, e difatti anche negli ultimi anni quello spazio continuava a dare risposta a chi si trovava senza una casa e che, in cambio, continuava a presidiarlo cercando di sottrarlo all’abbandono.
Il centro sociale, ormai in disuso da anni, ha rappresentato per tanti e tante un luogo di politica, cultura, risposta all’emergenza sociale e abitativa, costruzione dell’alternativa a una politica che negli anni ha sempre più marginalizzato e svenduto il territorio.
Da oggi le persone che avevano al SARS il proprio tetto non avranno un posto dove andare: alla faccia di chi grida al degrado e all’emergenza sicurezza adesso alimenteranno il numero dei senza tetto che a Viareggio ha ormai raggiunto e superato il numero delle 200 unità. Un’emergenza abitativa verso la quale non è stata fatta da decenni alcuna politica attiva contribuendo a generare e amplificare il disagio, la marginalità e, inevitabilmente, la disperazione.
E quando si è disperati si è inevitabilmente facile preda dello sfruttamento anche a fini illeciti. Non tutti ovviamente cedono, ma per evitare che ciò accada un’amministrazione illuminata mette in campo risorse e programmi per prevenire e creare alternative.
Reprimere non risolve il problema, semplicemente lo sposta altrove. Oppure genera situazioni di ancora maggior gravità come accaduto alo stabile occupato di viale Kennedy Torre del Lago che dopo essere stato sgomberato è diventato anch’esso dimora e centrale di distribuzione dello spaccio.
L’unica risposta possibile, che sempre meno la politica intende intraprendere, è quella delle politiche sociali, delle risposte concrete e reali, della riqualificazione di spazi aggregativi e abitativi.
Come Potere al Popolo Versilia ci uniamo a chi sta chiedendo quali sono le alternative abitative messe in campo per le venti persone sgomberate, se al di là dell’azione dimostrativa vi siano i presupposti per un concreto impegno, se questa amministrazione, dopo che la precedente ha sempre rifiutato l’apertura di un tavolo sull’emergenza abitativa, voglia prendere atto dello stato emergenziale e sia disponibile ad un confronto che porti alla definizione di un piano concreto.

02/08/2026

CEUTA E' LA DIMOSTRAZIONE CHE IL SISTEMA NEO-COLONIALE EUROPEO E' IRRIFORMABILE E VA ABBATTUTO SENZA COMPROMESSI

Diciamolo chiaramente: chi di fronte alle immagini di Ceuta e a 84 morti ancora caldi a terra, chi parla di invasione e prova a seminare il panico collettivo è una MISERIA UMANA.

Vox accusa il "permissivismo" di Sanchez. Trump accusa l' "estrema sinistra globalista". Meloni, addirittura sospende l'accordo di Schengen con la Spagna.
Siamo di fronte a un'azione propagandistica coordinata sul piano internazionale senza precedenti, orchestrata prima di tutto sulla pelle della popolazione marocchina e del proletariato immigrato europeo.

Chi dice che è una macchinazione geopolitica degli USA ha ragione, ma coglie solo una parte della verità.

È vero che la polizia marocchina ha favorito il passaggio di enormi quantità di persone.

È anche vero che del Marocco è totalmente legato a Trump e Netanyahu, e quindi ha permesso ai migranti di invadere la Spagna, per punire Sanchez delle sue posizioni sulla Palestina, di quelle sulla guerra in Iran e dei suoi accordi con l’Algeria.

Quello che va urlato forte è chiaro è che è esattamente la politica migratoria neocoloniale europea, voluta tanto dalla destra quanto dal centrosinistra, ad aver dato questa arma geopolitica in mano al Marocco.

I paesi europei erigono ovunque muri e barriere contro i migranti, e poi finanziano e sostengono con miliardi di euro dittature o semidittature per gestire questi flussi al posto nostro. La monarchia dittatoriale marocchina sta alla Spagna come i signori della guerra libici stanno all'Italia. Ed è precisamente per questo motivo che Almasri è stato riportato tranquillamente a casa da Nordio.

Le migrazioni infatti, rappresentate per consenso elettorale come una emergenza, sono in realtà un elemento strutturale dell’attuale società capitalistica, la cui produzione e riproduzione dipende oggi dalla mobilità forzata di milioni di persone.

Prima, attraverso guerre, export di armi, rapina di risorse naturali, cambiamento climatico e lo strangolamento economico attraverso il debito contribuiamo in maniera determinante allo spostamento di milioni di persone.

Poi gestiamo questi flussi attraverso accordi criminali, finanziati con le tasche di noi lavoratori, con semidittature e con la militarizzazione delle frontiere.

Infine, una volta costrette a emigrare e ad attraversare l'inferno, trasformiamo queste persone in forza lavoro altamente ricattabile attraverso legislazioni in materia di immigrazione (vedi la Bossi Fini), concepita come strumento di repressione e controllo. Un vero apartheid lavorativo.

La differenza tra destra e centrosinistra è che la prima su questo sistema fa propaganda mentre lo gestisce. Il centrosinistra lo gestisce silenziosamente.

Questo sistema però è irriformabile non si può gestire. E Ceuta lo dimostra.

Va sostituito con un modello alternativo, basato regole chiare per i flussi di ingresso. Che preveda la sottrazione della gestione dei flussi alle semidittature africane e alle bande criminali, attraverso visti di formazione-lavoro e corridoi umanitari. E che si fondi sulla costruzione di un'eguaglianza dei diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici in Europa.

È un sistema che questa classe politico-imprenditoriale criminale non attuerà mai. Loro sono parte del problema.

Dobbiamo essere noi lavoratori, che siamo di prima, seconda o terza generazione, a organizzarci per impedire la barbarie dei pogrom, delle frontiere, del colonialismo, e costruire una nuova Italia e una nuova Europa.

Quella vecchia è destinata comunque al declino, se non al collasso.

01/08/2026

DA OGGI IL BIGLIETTO URBANO COSTA DUE EURO.

Dal 1° agosto entrano in vigore gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico locale in Toscana. Una scelta che, ancora una volta, fa pagare il conto a pendolari, studenti e famiglie.

L'aumento delle tariffe deciso da Autolinee Toscane, dal novembre 2021 gestore privato unico dei trasporti pubblici locali in tutta la Regione, era stato annunciato da Giani in prima persona lo scorso giugno, da un lato prendendo le distanze perché "il contratto di servizio con AT non l'ha firmato lui", e dall'altro difendendo la decisione dell'azienda.
Non solo, Giani ha dichiarato che è meglio accettare gli aumenti, piuttosto che rischiare un contenzioso con il gestore del servizio.

Questo è ciò che succede quando si affida ad un privato un servizio pubblico essenziale.
Questo avviene anche nella Toscana "progressista", dove la maggioranza di centrosinistra - da Italia Viva a Avs - a novembre ha votato compattamente a sostegno del programma di mandato Giani prevedendo grandi opere come l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola o gli assi viari della Piana di Lucca, che comportano spese faraoniche e sottraggono ingenti risorse pubbliche a politiche per una mobilità alternativa e sostenibile.

Intanto chi usa autobus e tram ogni giorno deve fare i conti con salari fermi, caro vita e un servizio che troppo spesso continua a essere insufficiente.

Per noi la direzione da seguire è un'altra:

👉Trasporto pubblico sotto gestione pubblica.
👉Più investimenti nel TPL e nella mobilità sostenibile.
❌ Meno risorse per grandi opere che consumano territorio e non rispondono ai bisogni quotidiani delle persone.

Domani 29/7 saremo alla festa del PCI alla Gulfa  con la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare sulla ...
28/07/2026

Domani 29/7 saremo alla festa del PCI alla Gulfa con la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare sulla casa. Vi aspettiamo

28/07/2026
26/07/2026

Tutto l'establishment politico e mediatico condanna le violenze in Val di Susa. Tutti, dalla destra di Governo all' "opposizione". Tutti coloro che hanno governato negli ultimi trent'anni, devastando questo paese, rimandando la transizione ecologica, le opere utili e puntando su grandi opere inutili e dannose.

Basterebbe questo per porsi qualche domanda su chi sia nel giusto in questa storia.
Siamo di fronte allo stesso viscido meccanismo che si è messo in atto dopo il 7 ottobre 2023, quando i pochi che all'epoca osavano alzare la voce contro il genocidio dei palestinesi erano bollati tanto da Libero e il Giornale quanto da Repubblica come "violenti" o "amici dei terroristi".

Eppure la più grande violenza è devastare una bellissima valle montana, per farne un'opera dannosa e totalmente INUTILE, visto che, la linea già esistente è totalmente sottoutilizzata.

L'unica utilità del Tav Torino Lione è il suo costo esorbitante, parliamo di oltre 15 miliardi di euro, che finiranno tutti nelle tasche degli azionisti delle grandi corporation del cemento.

Con i soldi già spesi per il Tav senza che ne fosse costruita un centimetro, soldi finiti in consulenze, progettazioni, penali, avremmo potuto costruire decine di migliaia di case popolari, avremmo potuto avviare quelle centinaia di opere utili, di manutenzione, di miglioramento, di riconversione, di cui il nostro paese ha dannatamente bisogno.

Chi accusa le manifestazioni di essere minoranza, sa che il movimento No Tav è maggioritario in Val di Susa.

Chi le accusa di essere violente sono gli stessi, a partire dai Cinque Stelle, che quando, al Governo, eletti con percentuali altissime dal popolo No Tav, avrebbero potuto intervenire, hanno tradito le richieste di un territorio per garantirsi la poltrona.

Chi accusa i valsusini di essere Ninby, cioè di non volere il "progresso" per questioni di campanilismo, nasconde le centinaia di studi, convegni, documenti prodotti in tutta Italia, che dimostrano l'inutilità dell'opera e l'enorme danno che arrecherebbe alle casse pubbliche e alla Valle.
Per questo noi saremo sempre e comunque dalla parte giusta. Si parte e si torna insieme.
Pieno sostegno alla lotta No Tav.

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Viareggio

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