24/06/2026
21 Giugno 2026-FERRAMONTI DI TARSIA:
TRA STORIA, MEMORIA E INCLUSIONE
Domenica 21 giugno 2026, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), sezione territoriale “Giovanni Barberio” e il Centro di Aggregazione Sociale (CAS) di Vibo Valentia sono stati in visita presso il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, provincia di Cosenza.
Partenza dalla nostra sede UICI alle 07:30 in pullman. Dopo la sosta caffè a Tarsia, l’accoglienza delle guide e dell’Assessore del Comune che ci ha introdotti in un luogo che parla ancora. Tra storia da non dimenticare e scorci di umanità che hanno, in questo luogo, nonostante le precarie condizioni di un campo di internamento, reso possibile il vivere quotidiano pur se tra tante difficoltà e ristrettezze.
Ferramonti non fu in alcun modo un campo di transito per i lager tedeschi. Per questa sua peculiarità lo storico ebreo inglese Jonathan Steinberg ha definito il campo di Ferramonti come “il più grande kibbutz del continente europeo”.
La guida, con grande sensibilità ci ha fatto entrare nella vita quotidiana del campo narrando le baracche affollate, il freddo d’inverno e il caldo soffocante d’estate. Ha descritto, minuziosamente, la mensa comune, i giorni come si scandivano nel campo, le lunghe attese per un pezzo di pane, i turni per l’acqua. E ancora, i bambini nati qui, dove si celebrarono matrimoni e l’umanità non venne meno. La nascita di scuole improvvisate, grazie a chi viveva nel campo stesso, accanto ai tentativi di normalità strappati alla paura.
Per noi con disabilità visiva è stato un viaggio fatto di voci, suoni, mani che toccano i muri delle baracche. Abbiamo “visto” attraverso le parole: il filo spinato che circondava la staccionata, luoghi malsani e malariche fatti di polvere e capannoni freddi e umidi d’inverno, ma anche la solidarietà tra internati e addetti; i piccoli concerti musicali, i momenti d’aggregazione, i giochi dei bimbi tutto in silenzio dove la vita doveva per necessità nascondersi, ma al contempo illuminata dalla speranza che resisteva. Anni di dolore, sì, ma anche di dignità che non si è piegata.
Alle 12:00 ci siamo spostati al ristorante “Osteria del Lago” per il pranzo. Un momento di leggerezza condiviso tra amici per raccontare ed elaborare insieme emozioni tra storia e memoria. Chiusura con un ottimo gelato per poi rientrare a Vibo Valentia per le 18:30.
Una giornata intensa vissuta tra memoria a conclusione della settimana contro i discorsi d’odio. Non solo memoria, ma anche inclusione, perché la storia insegna che siamo umani e tutti uguali nel pieno rispetto dell’altro verso una società sempre più giusta.
La storia non è, solo, date e luoghi, bensì è vita vissuta e insegnamento; raccontarla oggi significa difendere la libertà di domani.
VIDEO RAI NEWS