28/02/2024
Le riconferme, lo stupore e la mela
Le riconferme della crudeltà preterintenzionale e sistemica, della profonda e storica matrice fascista degli organi di polizia sono ancora davanti a noi, come un ca****re caldo che ha appena finito di spasimare. Evidente e brutale ed impossibile da negare.
Le manganellate elargite a Napoli, Torino, Milano fino alle “dispersioni” e agli “alleggerimenti” infami di Pisa e Firenze passando per i corridoi stretti dei CPR invasi dagli scudi, scarponi e manganelli hanno acceso i riflettori sui protocolli scellerati della gestione di piazza e più in generale dell’uso e metodi dei reparti mobili.
Ciò si aggiunge alla notizia della presa in carico da parte della CEDU delle denunce di due ragazzi abusati e seviziati in commissariato dopo l’archiviazione sommaria e frettolosa di queste da parte della procura, la precede di poco la notizia del ricovero in prognosi riservata di un ragazzo di nemmeno 25anni a seguito di un pestaggio in carcere a Venezia ad opera di agenti della Penitenziaria.
Lo stupore della società civile è incredibile: In concerto con l’indignazione da mercato anche le istituzioni, il Presidente Della Repubblica rilascia dichiarazioni sconvolgenti per la loro ovvietà. L’opposizione l’indomani della vittoria alle elezioni regionali in Sardegna altrettanto sciorina slogan da perfetti e limpidi europeisti “i Sardi hanno risposto con le matite ai manganelli”, per poi scendere alle marchette delle organizzazioni sociali “di sinistra” che prendono a dimostrare educatamente il disappunto. Mentre da parte del governo arrivano prese di posizione prevedibili per quanto aberranti, richiamando alla difesa dello Stato Di Diritto.
Lo stupore per la mela marcia e la presa di posizione in questi termini è disgustosa nei confronti delle vittime e della storia. I frutti marci sui rami del governo, rami appendici dell’albero marcio del sistema non sono cambiati negli anni: dalle camere degli orrori Sabaude e Garibaldine, a quelle della Banda Ca**tà, ai metodi del funzionario di PS “De Tormentis”, alle sevizie su Franca Rame e le altre compagne, passando per Bolzaneto, Per Carlo Giuliani, per Stefano Cucchi, Federico