03/12/2023
ADDIO A MARISA RODANO!
L'A.Do.C. rende onore a Marisa Cinciari Rodano, una vita vissuta con straordinario impegno e passione, dalla Resistenza antifascista alla lunga e intensa attività politica, culturale e sociale, sempre dalla parte delle classi lavoratrici e delle donne!
Nata a Roma il 21 gennaio 1921, è stata attiva nella resistenza antifascista fin dagli anni del liceo e dell’Università. Viene arrestata nel maggio 1943 per attività sovversiva e detenuta per qualche tempo nel carcere femminile delle Mantellate. Entra nei Gruppi di difesa della donna che nel periodo della lotta di liberazione nazionale svolgono attività di controinformazione, assistenza ai combattenti partigiani e alle famiglie dei caduti, mobilitazione delle donne nei luoghi di lavoro, organizzazione di manifestazioni e scioperi contro la guerra e contro la fame.
Marisa è attiva nella lotta clandestina della capitale nel periodo dall’8 settembre 1943 al 4 giugno 1944 in quella che, nella sua autobiografia Memorie di una che c’era, definisce la sua “resistenza senza armi”. Nel 1944 sposa l’intellettuale comunista Franco Rodano e dopo la liberazione si iscrive al Partito Comunista Italiano.
Nel dicembre 1945 è la più giovane tra le delegate italiane al congresso fondativo della Federazione Democratica internazionale delle Donne (FDIF), a Parigi, insieme a Camilla Ravera, Ada Prospero Gobetti e numerose altre donne che negli anni seguenti sarebbero divenute altrettante protagoniste della storia politica italiana.
Dopo la nascita della repubblica, viene dapprima eletta consigliera comunale a Roma e poi entra in Parlamento come deputata (dal 1948 al 1968) e senatrice (fino al 1972). È la prima donna nella storia italiana a ricoprire la carica di vice presidente della Camera dei deputati (dal 1963 al 1968).
Viene eletta parlamentare europea (dal 1979 al 1989) e svolge un lavoro politico intensissimo occupandosi prevalentemente della politica comunitaria verso le donne, dei diritti delle donne e cooperazione allo sviluppo.
È stata rappresentante del Parlamento Europeo alla Conferenza del decennio della donna dell’ONU a Nairobi (1985), ha fatto parte della delegazione italiana alla quarta Conferenza mondiale della donna dell’ONU a Pechino (1995) e alla Commissione per lo Status della donna dell’ONU a New York (dal 1996 al 2000). Ha raccontato il suo lungo impegno di comunista e femminista nel libro autobiografico "Memorie di una che c'era".