07/09/2026
Prima che si parlasse di tannini o di note fruttate, il vino rosso veniva chiamato semplicemente "Vin Nero" e la sua qualità veniva misurata attraverso un preciso equilibrio di quattro "anime": acuto (fresco), dolce, lene (delicato) e austero. A rivelarlo è un affascinante testo poetico del Cinquecento, il "Capitolo in lode del vino di Lucolena" (nella zona del Chianti), in cui il medico fiorentino Piero Petrei descrive questo nettare come una vera e propria cura per il corpo. All'epoca si riteneva infatti che un vino "ben purgato" potesse riscaldare lo "stomaco freddo" e infondere una vitalità pari a quella di un nutriente brodo di gallina. Era una bevanda capace di "baciare e mordere" al tempo stesso, pensata per risvegliare i cuori gelati e alimentare l'ingegno dei poeti. Tra acuto, dolce, lene e austero, quale di queste quattro antiche qualità non deve mai mancare nel vostro calice? Raccontatecelo nei commenti!
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