02/11/2018
“Mai come oggi l'uomo che vive in Paesi industrializzati sente la mancanza di «natura» e la necessità di luoghi: montagne, pianure, fiumi, laghi, mari dove ritrovare serenità ed equilibrio; al punto che viene da pensare che la violenza, l'angoscia, il malvivere, l'apatia e la solitudine, siano da imputare in buona parte all'ambiente generato dalla nostra civiltà.”
(Mario Rigoni Stern)
In questi giorni il Veneto è in ginocchio a causa del maltempo. A Venezia la marea è arrivata a quasi 160 centimetri sul livello del mare e l’acqua ha allagato anche la Basilica di San Marco, bagnando il millenario pavimento a mosaico di fronte all'altare della Madonna Nicopeia e inondando completamente il Battistero e la Ca****la Zen.
Nel bellunese si contano 4 morti, intere zone senza luce, acqua e gas. La Valle di San Lucano, gioiello Unesco, è annientata, annullata nelle sue caratteristiche ambientali e idrogeologiche. Il canyon dei Serrai di Sottoguda e della zona di Malga Ciapela ai piedi della Marmolada: tutto cancellato.
Nell’Asiaghese si parla di 300mila alberi caduti. Dalle zone più ad est dell’Altopiano con Marcesina fino alla Val d’Assa gran parte di boschi sono andati distrutti. E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo.
Zaia rende noto che i danni si attestano almeno sul miliardo di euro senza considerare che il patrimonio artistico, geologico, ambientale, idrico non ha prezzo. E allora proprio al Governatore del Veneto ed anche alla Giunta Rucco che chiede di aumentare la quantità di suolo "consumabile" fino a 48,45 ettari ci rivolgiamo per lanciare con forza un appello fondamentale: STOP AL CONSUMO DI SUOLO!