16/09/2026
Da due giorni una ragazza di 28 anni viene messa alla gogna per aver detto quello che sta scritto nell'articolo 11 della nostra Costituzione.
Si chiama Virginia Libero, è la segretaria dei Giovani Democratici e domenica, dal palco della Festa dell'Unità di Reggio Emilia, ha dichiarato: "Non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra”.
Nello stesso intervento ha indicato le priorità della sua generazione: un salario dignitoso, le cure garantite a tutti. E ha chiesto alla sinistra il coraggio di scegliere.
Da quel momento, apriti cielo. Lezioni di responsabilità, di patriottismo, persino di storia. Tutti a spiegare a una ragazza quali parole dovrebbe usare per dire che non vuole un futuro di guerra.
Ho applaudito Virginia Libero. E lo rifarei.
Io penso che i giovani debbano fare proprio questo: mettere in discussione il mondo che gli adulti stanno consegnando. Alzare la voce se quel mondo prevede miliardi per le armi e sacrifici per tutto il resto.
Trovo insopportabili i moralisti da salotto che spiegano ai ragazzi quanto sia doveroso morire. Sempre che a morire siano gli altri, possibilmente.
Qui stiamo parlando delle guerre dei Trump, dei Netanyahu, dei Putin. Di chi pretende di decidere il destino di interi popoli e manda gli altri a morire per i propri deliri di potenza.
Impedire che ci trascinino in nuove guerre e tenere questo Paese lontano dai fuochi che un pugno di mitomani sta appiccando in mezzo mondo dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi ha responsabilità politiche.
A chi dice che i giovani sono indifferenti, che non partecipano, che pensano soltanto a se stessi, chiederei almeno un po’ di coerenza. Quando prendono parola, ascoltateli, magari.
Io sto con Virginia. Perché il conto dei deliri di certi adulti alquanto criminali, da che mondo è mondo, lo pagano i ragazzi di vent'anni.