03/08/2026
IL DONO DEI GRECI!
A Villafranca Tirrena ormai i Consigli Comunali si possono fantasiosamente raffigurare con dei precisi riferimenti alla mitologia greca, con tutti i poemi, le tragedie e quant’altro l’hanno fatta giungere ai nostri giorni.
Infatti annotiamo che la strategia politica per far votare la “vera maggioranza” a favore di atti della “vecchia maggioranza”, ma non condivisi, si basa su vere e proprie “trappole amministrative”, e l’espediente del “Cavallo di Troia” logico-giuridico si specchia perfettamente nelle dinamiche della nuova Odissea di Nolan.
Quando un’amministrazione si ritrova senza una maggioranza politica reale, invece che chiedere la condivisione nella stesura degli atti, per sopravvivere senza mediare, deve necessariamente trasformare ogni proposta di delibera che per legge deve transitare in Consiglio Comunale in un “obbligo istituzionale, o in un “dilemma etico” per l’opposizione.
Ed ecco che ogni atto amministrativo viene presentato all’aula come un “fatto compiuto” o, nella maggior parte dei casi, come un “dono imperdibile”.
L’inganno si perfeziona quando l’opposizione (oggi maggioranza) fa entrare l’atto nel proprio “perimetro” di voto, convinta di compiere un atto di responsabilità o di incassare una vittoria per la cittadinanza.
Questo senso di responsabilità, o qualche strizzatina d’occhio da parte di qualche “oppositore”, spesso ha consentito di fare passare dei provvedimenti anche discutibili, seppure con una grossa colata di critiche feroci.
Ma al netto di ciò, ci sono delle proposte veramente irricevibili.
Nella fattispecie ci riferiamo a quanto discusso nell’ultimo Consiglio Comunale del 31 luglio, a proposito del PEF, con inclusa l’odiata “TARI” i cui costi, pur avendo usufruito di alcune premialità, dalla proposta risultano aumentati a carico dei cittadini (questa per sommi capi la proposta da votare). E’ molto complesso entrare nei tecnicismi, ma la sostanza è proprio questa, e per l’occasione tutta l’opposizione (adesso maggioranza), ha sollevato gli scudi ed ha respinto malamente al mittente questa sciagurata delibera, diremmo noi, veramente con senso di responsabilità e a tutela dei cittadini, delle aziende, degli imprenditori, dei professionisti, e di tutti coloro che tentano con fatica di difendere il proprio reddito.
In questa guerra di logoramento istituzionale, la nuova minoranza compensa la propria fragilità politica con la destrezza procedurale che fa del Vice Sindaco, capogruppo, consigliere e assessore al bilancio un vero e proprio eroe d’altri tempi (quasi mitologico), uomo politico che non dorme pur di completare le relazioni per il Consiglio Comunale.
Il risultato finale è che l’assenza di una condivisione democratica trasforma il Consiglio Comunale in un campo seminato di mine tecniche dove l’opposizione, pur avendo i numeri per governare l’aula, si ritrova spesso prigioniera della sua stessa responsabilità istituzionale.
Potremmo chiudere qui, ma permetteteci una chicca finale… la dichiarazione “urlata e urlante” dell’assessore Ammendolia che, con grande fermezza, dichiara che “da Messina a Milazzo non c’è paese più vivibile e meglio attrezzato di Villafranca Tirrena”!
E da un paese strangolato dal traffico, senza regole, senza uno straccio di strategia e nel degrado più totale, per oggi è tutto!