Il Castello Marchesi Romagnano, testimonianza di un antico feudo medioevale e successivamente di residenza signorile, sorge nella campagna piemontese, a circa venti chilometri dalla Città di Torino, nel centro storico di un antico paese dell’omonima provincia, denominato Virle Piemonte. Il castello prende il nome dalla famiglia più importante che lo ha posseduto fino alla prima metà dell'Ottocento
, i marchesi di Romagnano, presentati nella tradizione storiografica come una delle più antiche famiglie dell'aristocrazia signorile piemontese, originata da pubblici funzionari, ramo cadetto dei marchesi di Torino, noti come Arduinici. Con la fine della dinastia dei Romagnano il fabbricato è passato prima ai conti Vercellone di Sordevolo e successivamente alla famiglia Monasterolo che lo ha adibito a residenza privata. La forma attuale del castello, con la sua conformazione planimetrica a «ferro di cavallo», i tre padiglioni angolari e le due ali laterali rivolte verso la corte interna trapezoidale, frontalmente unite da una terrazza che unisce le camere al primo piano nobile, è la piena espressione del progetto settecentesco di riedificazione di una parte del castello sulle antiche fondamenta medievali. Nelle sale storiche sono presenti pitture e affreschi, espressione delle maestranze che a inizio Settecento rinnovano il repertorio stilistico e figurativo del palazzo, con chiari rimandi agli interventi decorativi realizzati negli stessi anni in alcune dimore nobiliari della capitale sabauda. I giardini settecenteschi del castello, progettati secondo il rigore geometrico dei modelli francesi, vengono trasformati negli anni Trenta dell’Ottocento dell’architetto di origine tedesca Xavier Kurten secondo lo "pittoresco": ruderi, architetture lontane e percorsi sinuosi trasformano le passeggiate dei marchesi in percorsi emozionali ed evocativi. Ancora oggi nel giardino di mezzogiorno del castello è possibile ammirare la "casa gotica", testimonianza materiale di architettura evocativa di inizio Ottocento. Nelle vestigia attuali il castello serviva come residenza estiva per i marchesi e per i loro ospiti: Massimo D’Azeglio vi soggiornò più volte, lasciando nelle sue lettere messaggi di ringraziamento e stima al proprietario, il marchese Cesare Romagnano, e alla popolazione locale. Un aneddoto racconta inoltre che nel Novecento il principe Umberto di Savoia, soggiornò per una notte nella dimora, a causa di un guasto alla sua auto, lungo il tragitto dal Real Castello di Racconigi a Torino.