24/08/2026
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Il 24 agosto 2016 il sisma devastava l’Appenino centrale con conseguenze tragiche in particolar modo per Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, provocando decine di vittime. Parte di quel territorio ricadeva all’interno del Parco, ricompreso poi interamente nel cratere a seguito delle successive scosse dell’ottobre 2016 che proseguirono la devastazione in vari comuni delle Marche e dell’Umbria.
Oggi, a 10 anni da quegli eventi, il legame tra ricostruzione materiale, rinascita sociale e tutela dell'ecosistema resta il perno fondamentale per il futuro del territorio.
«La ricostruzione» sottolinea il presidente del Parco, 𝗖𝗼𝗿𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗣𝗲𝗿𝘂𝗴𝗶𝗻𝗶, «non riguarda solo le pietre, ma la ricomposizione dell'identità di una comunità. Come Parco lavoriamo al fianco dei Comuni per far sì che la tutela del patrimonio naturale sia un volano di sviluppo sostenibile, dimostrando che la conservazione dell'ambiente e il ritorno della vita sociale ed economica devono procedere di pari passo».
A rimarcare la complessità di questo anniversario è il sindaco di Arquata, 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶, anche presidente della Comunità del Parco:
«A dieci anni dal terremoto il ricordo delle vittime resta una ferita aperta, ma Arquata dimostra che la comunità non ha perso la speranza. La ricostruzione pubblica e privata sta prendendo forma, pur tra difficoltà burocratiche. L’obiettivo è restituire ai cittadini un territorio sicuro e ricco di servizi, garantendo un futuro ai giovani in stretta sinergia con il contesto ambientale che ci circonda».
Per il Parco contribuire alla rinascita significa lavorare perché questi luoghi siano abitati, vissuti e custoditi. La presenza delle comunità è un elemento essenziale per la tutela del territorio: conservazione della natura e presenza dell’uomo, quando fondate sull’equilibrio e sulla responsabilità, possono rafforzarsi reciprocamente. Ci stringiamo ai familiari delle vittime e a coloro che ancora subiscono le conseguenze del sisma, riaffermando l’impegno comune tra area protetta e istituzioni per far sì che questi straordinari luoghi tornino a essere pienamente vissuti e valorizzati.