25/04/2026
25 aprile del 1945: Italia liberata!!!
Il tributo di sangue pagato è stato altissimo: 350mila soldati alleati e oltre 44mila partigiani caduti.
Insieme a chi ha combattuto con le armi in pugno vogliamo ricordare anche il contributo degli operai italiani che, tra il 1943 e il 1944, organizzarono scioperi imponenti nelle città industriali del Nord.
Non a caso c’è chi ha posto l’accento sulle tre guerre di Resistenza: quella patriottica di liberazione nazionale dai nazisti tedeschi; quella della guerra civile combattuta tra italiani fascisti e antifascisti e quella degli scioperi simbolo di quella guerra dei lavoratori al regime dittatoriale mussoliniano e ai “padroni”, agrari e industriali, che li sfruttavano.
Se uno degli obiettivi del sistema corporativo fascista era soggiogare la manodopera, non deve sorprendere che proprio dalle fabbriche, sia venuto il primo consistente segno di cedimento del fronte interno nazionale.
Tra il marzo del 1943 e il marzo 1944, a circa diciotto anni dalla legge sindacale Rocco (n. 563 del 3 aprile 1926, una delle “leggi fascistissime”) che riconosceva un unico sindacato fascista cancellando la libertà di sciopero, i lavoratori tornavano a riprendersi quello che è da sempre il loro principale strumento di resistenza, difesa e lotta.
Gli scioperi sono la rottura definitiva tra la classe operaia e il regime fascista. Portano a un indebolimento del regime e della figura del suo capo: Mussolini che verrà destituito, pochi mesi dopo, il 25 luglio 1943.
L’azione degli operai scosse dalle fondamenta prima il fascismo nel 1943 e poi, coraggiosamente, anche il dominio tedesco nel ’44 aiutando la Resistenza partigiana interna e l’azione militare degli Alleati.
Dietro rivendicazioni sindacali – orari massacranti, paghe misere e in ritardo a fronte di una compressione salariale importante durante il Ventennio – ci fu la volontà di dare una spallata al regime liberticida.
Se l’Italia è oggi fieramente una Repubblica fondata sul lavoro, lo deve anche agli operai e al loro coraggio.
Viva il 25 aprile. Viva la nostra libertà!