Viterbo Progetto Futuro

Viterbo Progetto Futuro Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Viterbo Progetto Futuro, Organizzazione politica, Viterbo.

02/03/2026
⛲Pozze Carletti, Viterbo. Turismo.😎01 marzo 2026 Ore 16:45
02/03/2026

⛲Pozze Carletti, Viterbo. Turismo.😎
01 marzo 2026 Ore 16:45

27/02/2026
20/02/2026

ROMA – È arrivata la parola fine sulla vicenda che ha scosso il vertice dell’Associazione Italiana Arbitri. La Corte d’Appello ha respinto il ricorso

17/02/2026
🚱 ACQUA NON POTABILE A VITERBO – ANNO 2026Arsenico oltre i limiti di legge.Scatta l’ennesima ordinanza di non potabilità...
05/02/2026

🚱 ACQUA NON POTABILE A VITERBO – ANNO 2026
Arsenico oltre i limiti di legge.
Scatta l’ennesima ordinanza di non potabilità.
Nel capoluogo della Tuscia si torna alle autobotti, mentre le bollette si pagano per intero.
Questa non è un’emergenza improvvisa.
È il risultato di anni di scelte sbagliate, di una gestione inefficiente e di una politica che ha fallito nel tutelare la salute pubblica.
💧 L’acqua è un diritto, non un favore.
👉 Condividi questo post
👉 Scrivi nei commenti il tuo quartiere
👉 Non restare in silenzio
Le liste civiche LA TUSCIA NEL CUORE 💛💙 e VITERBO PROGETTO FUTURO chiedono acqua davvero potabile, tariffe giuste e soluzioni definitive.
Basta arsenico. La Tuscia merita rispetto.





SICUREZZA A VITERBO: BASTANO GLI ANNUNCI, SERVONO SCELTE CORAGGIOSE.
02/02/2026

SICUREZZA A VITERBO: BASTANO GLI ANNUNCI, SERVONO SCELTE CORAGGIOSE.

SICUREZZA A VITERBO: BASTANO GLI ANNUNCI, SERVONO SCELTE CORAGGIOSE.

Le liste civiche La Tuscia nel Cuore e Viterbo Progetto Futuro tornano a porre con forza il tema della sicurezza cittadina, una questione che da anni interessa Viterbo e che, negli ultimi tempi, sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, in particolare nel centro storico e in altri quartieri della città.
Le aree del Sacrario, San Faustino, piazza della Rocca, Corso Italia, via San Lorenzo, il quartiere di San Pellegrino e viale Trento sono ormai teatro ricorrente di episodi che generano insicurezza e paura tra residenti, commercianti e visitatori. Eventi che non possono più essere minimizzati o liquidati come casi isolati.
Durante la campagna elettorale, l’attuale amministrazione aveva promesso un rafforzamento della sicurezza attraverso i cosiddetti “vigili di quartiere”, indicati come punto di riferimento e deterrente sul territorio. Oggi questi servizi risultano formalmente attivi, ma con compiti poco chiari e, soprattutto, con risultati sotto gli occhi di tutti: ciò che accade quotidianamente dimostra che questo modello, così come è stato concepito e attuato, è sostanzialmente inefficace.
È però doveroso essere chiari: la sicurezza dei cittadini non può essere affrontata solo a livello comunale. Il vero nodo è nazionale e riguarda la certezza della pena, oggi di fatto assente. In un sistema in cui prevale una percezione diffusa di impunità, ogni intervento locale rischia di essere solo un palliativo.
I gravi fatti accaduti recentemente a Torino, dove un poliziotto è stato colpito violentemente a martellate durante il servizio, rappresentano un segnale allarmante che non può essere ignorato. Episodi di questo genere dimostrano quanto le forze dell’ordine siano sempre più esposte, spesso lasciate sole e senza adeguate tutele, mentre chi delinque agisce con la consapevolezza di conseguenze minime.
Se non si cambiano le leggi, se non si regolano seriamente i flussi migratori, se non si assumono nuove forze dell’ordine e, soprattutto, se queste non vengono adeguatamente tutelate nello svolgimento del loro lavoro, il problema non può essere attribuito alla magistratura. La responsabilità è politica e ricade su un governo che continua a rimandare riforme necessarie, a partire da pene più severe e realmente applicabili.
Occorrono anche accordi internazionali chiari, che consentano a chi è clandestino e condannato per reati di scontare la pena nel proprio Paese di origine. Solo così si può ristabilire un principio di legalità credibile.
Appaiono invece sterili e strumentali alcune proposte avanzate da esponenti cittadini, come l’ipotesi di impiegare ulteriormente le forze dell’ordine in chiave puramente simbolica: operazioni più utili alla visibilità personale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che alla reale sicurezza dei viterbesi. Allo stesso modo, è del tutto inutile – e persino offensivo nei confronti delle donne e degli uomini in divisa – parlare di “gabbiotti” come deterrente urbano.
La sicurezza non si costruisce con slogan o trovate mediatiche. Servono leggi nuove, pene certe, condanne esemplari, un serio piano di assunzione di forze dell’ordine e una presenza costante sul territorio, anche con pattugliamenti a piedi nelle zone più sensibili della città.
Viterbo merita risposte serie, non propaganda. I cittadini hanno diritto a vivere e lavorare in una città sicura, e chi indossa una divisa ha diritto a essere rispettato, tutelato e messo nelle condizioni di operare con efficacia.
La Tuscia nel Cuore
Viterbo Progetto Futuro


Scuola Primaria di Ellera: la sicurezza dei bambini non può attendereLA TUSCIA NEL CUORE – VITERBO PROGETTO FUTURO
29/01/2026

Scuola Primaria di Ellera: la sicurezza dei bambini non può attendere
LA TUSCIA NEL CUORE – VITERBO PROGETTO FUTURO

Scuola Primaria di Ellera: la sicurezza dei bambini non può attendere.
LA TUSCIA NEL CUORE – VITERBO PROGETTO FUTURO
La sicurezza dei bambini dovrebbe essere una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione. E invece, ancora una volta, a Viterbo assistiamo a una situazione inaccettabile, che riguarda l’ingresso e l’uscita degli alunni della Scuola Primaria di Ellera, oggi resi pericolosi e indegni di una città che si definisce “capoluogo”.
I lavori PNRR, ancora in corso all’interno del plesso scolastico, avrebbero dovuto rappresentare un’occasione di miglioramento complessivo. Al contrario, l’area esterna è stata lasciata senza adeguate soluzioni di sicurezza: ingressi allagati e impraticabili nei giorni di pioggia, percorsi fangosi, assenza di un corretto drenaggio delle acque e nessuna protezione per bambini e genitori.
Le immagini parlano chiaro: l’accesso principale alla scuola si trasforma in una vera e propria zona a rischio, costringendo i più piccoli a camminare tra pozzanghere e fango, con un concreto pericolo di cadute e incidenti. Una situazione che non può essere liquidata come “disagio temporaneo”.
A tutto questo si aggiunge un altro problema noto e mai risolto: parcheggi insufficienti e mal dislocati, che aggravano ulteriormente il caos negli orari di ingresso e uscita, aumentando i rischi per la sicurezza stradale dei bambini.
Non a caso, i genitori hanno avviato una petizione ufficiale per chiedere la messa in sicurezza dell’ingresso della scuola. Un atto civile, responsabile, che dimostra come le famiglie siano stanche di promesse e rinvii e chiedano interventi concreti e immediati.
Questa vicenda non è purtroppo un caso isolato. Molte strade di Viterbo versano nelle stesse condizioni, tra allagamenti, manutenzione carente e lavori lasciati a metà. È il segno evidente di una gestione inefficace del territorio e di una classe dirigente comunale che continua a rincorrere le emergenze senza una visione né una reale capacità di programmazione.
Come LA TUSCIA NEL CUORE e VITERBO PROGETTO FUTURO, chiediamo con forza:
interventi immediati per la messa in sicurezza dell’ingresso della Scuola Primaria di Ellera;
soluzioni strutturali e non rattoppi temporanei;
una gestione dei lavori PNRR più attenta alle esigenze quotidiane delle famiglie;
maggiore responsabilità politica e amministrativa da parte di chi governa oggi la città.
La sicurezza dei bambini non è un favore e non può essere rinviata. È un dovere preciso delle istituzioni.
Viterbo merita di più. Le famiglie meritano risposte. I bambini meritano rispetto.

LA TUSCIA NEL CUORE
VITERBO PROGETTO FUTURO

MERCOSUR: il tradimento dei contadini italiani e della Tuscia.L’accordo UE–MERCOSUR è l’ennesimo trattato scritto lontan...
15/01/2026

MERCOSUR: il tradimento dei contadini italiani e della Tuscia.

L’accordo UE–MERCOSUR è l’ennesimo trattato scritto lontano dai territori e pagato da chi lavora la terra.
Un accordo che favorisce le multinazionali e le importazioni a basso costo, mettendo in ginocchio noccioleti, castagneti e uliveti della Tuscia e di tutta l’Italia.
I politici italiani eletti al Parlamento Europeo hanno votato o taciuto.
I governi nazionali hanno accettato.
I rappresentanti locali, salvo rare eccezioni, non hanno fatto nulla per opporsi.
Il risultato?
➡️ Prezzi agricoli schiacciati
➡️ Concorrenza sleale da Paesi con regole ambientali e sanitarie più deboli
➡️ Agricoltori lasciati soli
➡️ Territori condannati all’abbandono
Mentre ai nostri contadini si chiedono sacrifici, burocrazia e sostenibilità, si aprono le porte a prodotti che non rispettano gli stessi standard. Questa non è Europa dei popoli, è Europa dei mercati.
La Tuscia non è una merce di scambio.
Chi rappresenta il territorio deve difenderlo, non chinare la testa.
Noi stiamo dalla parte dei contadini italiani,
della terra,
delle produzioni locali,
contro un trattato scellerato e contro chi lo ha permesso con il silenzio o con il voto.
La Tuscia nel Cuore
🌱 Dalla parte di chi lavora la terra, non di chi la svende.

DECORO URBANO
13/01/2026

DECORO URBANO

Indirizzo

Viterbo
01100

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Viterbo Progetto Futuro pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi