13/06/2026
Care lettrici e cari lettori,
martedì 𝟭𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 per presentare il libro 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 (Il Saggiatore), in dialogo con il commissario straordinario 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗮.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTORE
𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 (Roma, 1952) è saggista e critico letterario. Insegna alla Scuola Holden e alla LUISS, collabora con numerose testate giornalistiche, tra cui «la Repubblica» e «l’Unità», ha una rubrica su «Left» e su «l’immaginazione» e nel 2024 ha realizzato per Rai Radio 3 il podcast 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘶𝘮𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢. Fra le sue più recenti pubblicazioni ricordiamo 𝘓’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 «𝘤𝘶𝘳𝘢» 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 (2021), 𝘚𝘱𝘭𝘦𝘯𝘥𝘰𝘳𝘪 𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 (2023) e 𝘓’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘳𝘪𝘢𝘴𝘴𝘶𝘯𝘵𝘰 (2024).
IL LIBRO
𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮, 𝙀𝙡𝙤𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙖, 𝗜𝗹 𝗦𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲
E se, in un’epoca in cui ci si aspetta che ogni esistenza sia eccezionale e degna di essere raccontata, la vera ribellione fosse restarsene sul proprio sofà, senza voler dimostrare nulla? Con profondità e ironia, 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 ci invita a sottrarci al culto della visibilità, alla retorica dell’autorealizzazione, alla corsa verso il successo.
Attraverso una galleria di figure minori della letteratura e della filosofia, Filippo La Porta costruisce in queste pagine una controstoria dell’eroismo umano, mettendo in luce una forma alternativa di grandezza. La sua è una presa di distanza dall’onnipresente esaltazione dell’unicità, del vitalismo e del superamento dei limiti che vuole celebrare la possibilità di un’esistenza lontana dai riflettori, vissuta senza voler raggiungere nessun primato,
testimoniando anzi come la routine, l’inazione e la marginalità possano essere luoghi di pienezza e autenticità.
La Porta restituisce dignità alla fragilità e alla semplicità, in un mondo che tende a giudicare le persone soltanto in base al consenso sociale ottenuto e alla capacità di raccontare i propri risultati. 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 ci mostra invece come il vero eroismo oggi non risieda nel farsi notare, ma nel restare fedeli a se stessi; non nel superarsi, ma nel saper semplicemente «essere».
Perché – come scriveva Pirandello – «è molto più facile essere eroi che galantuomini. Eroe si può essere una volta tanto, galantuomo bisogna esserlo sempre».