La città e le droghe

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Il Libro Bianco è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema pen...
12/02/2023

Il Libro Bianco è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema penale, sui servizi, sulla salute delle persone che usano sostanze e sulla società. È promosso da La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, CGIL, CNCA, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l’adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica CGIL, Gruppo Abele, ITARDD e ITANPUD. Ogni anno viene presentato in occasione del 26 giugno, Giornata mondiale sulle Droghe, nell’ambito della campagna internazionale di mobilitazione Support! don’t Punish che chiede politiche sulle droghe rispettose dei diritti umani e delle evidenze scientifiche e che quest’anno coinvolgerà oltre 230 città in 90 paesi.

Il rapporto oltre a contenere i dati (2020) relativi agli effetti della war on drugs sul sistema penale e penitenziario italiano presenta un focus sul sistema delle convenzioni internazionali a 60 anni dalla Convenzione Unica del 1961 e un approfondimento sulla Conferenza nazionale sulle droghe che manca da 12 anni. Inoltre come ogni edizione contiene riflessioni e approfondimenti sul sistema dei servizi, sulla riduzione del danno e sulle prospettive di riforma delle politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale.

Il Libro Bianco, oltre che disponibile in versione cartacea in tutte le librerie e i rivenditori on line, è interamente consultabile sul sito di Fuoriluogo, www.fuoriluogo.it/librobianco.

Puoi ricevere a casa tua il Libro Bianco facendo una donazione all’associazione per la campagna per la riforma delle politiche sulle droghe a questo link!

Fedez e J-Ax Articolo 31 :Giorgia Legalizzala, così dal palco dell'Ariston il messaggio dei due rapper  per una battagli...
11/02/2023

Fedez e J-Ax Articolo 31 :
Giorgia Legalizzala, così dal palco dell'Ariston il messaggio dei due rapper per una battaglia che entrambi portano avanti da sempre attraverso i loro messaggi e le.loro canzoni. Si rivolgono direttamente alla Meloni proprio perché questo Governo sembra voler andare dalla parte opposta. Questa è la destra reazionaria che ha fatto del proibizionismo la propria bandiera anche di fronte all'evidenza del suo fallimento storico su scala mondiale. È la stessa destra che negli anni ha introdotto nel nostro ordinamento norme punitive rivolte al consumo ignorando anni di studi e ricerche scientifiche dove si dimostrano tutti i limiti dell'approccio repressivo alle droghe. Legalizzazione delle droghe leggere, depenalizzazione del consumo, politiche pubbliche di riduzione del danno (Rdd) e lotta allo spaccio contro le mafie rappresentano le direttrici sulle quali svilppare un dibattito incentrato sulla conoscenza e la scienza e non sull'ideologia, come fanno storicamente le destre. Bravi J-Ax, Art 31 e Fedez. Rimettere al centro del dibattito pubblico queste questioni è fondamentale in quanto il tema del consumo, dell'abuso delle sostanze e delle dipendenze è sempre attuale e riguarda la società, i giovani e gli adulti. Una battaglia ormai anch'essa rimasta politicamante orfana che però deve ripartire dai movimenti e dalla società civile.

14/12/2022

Susanna Ronconi ripercorre i primi atti e le prime dichiarazioni sulle droghe della destra al governo per la rubrica di Fuoriluogo su il manifesto del 14 dicembre 2022.

07/11/2022

Sanzioni sostitutive, messa alla prova e giustizia riparativa: una riforma necessaria e urgente

L’Osservatorio carcere e territorio del Comune di Milano e la Conferenza regionale volontariato e giustizia della Lombardia esprimono forte rammarico e perplessità a fronte del rinvio dell’entrata in vigore della ‘Riforma Cartabia’, in particolare per la parte relativa alle sanzioni sostitutive, all’ampliamento della messa alla prova e all’introduzione di un ordinamento organico sulla giustizia riparativa.
Gli operatori e i volontari che quotidianamente operano nelle carceri e nel territorio per proporre alle persone sottoposte a una misura penale efficaci percorsi di inclusione sociale avevano accolto con soddisfazione queste parti della riforma, ben consapevoli della loro urgente necessità e della loro utilità per garantire l’effettiva realizzazione del dettato costituzionale che prevede che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato.
Per di più, la riforma va in una direzione, da sempre auspicata, di ‘risposte penali’ non esclusivamente carcerarie, ma declinate in modo differenziato attraverso pene da eseguire nella comunità sulla base di un preciso programma di inserimento sociale, anche in questo caso in linea con la Costituzione, che parla appunto di pene e non esclusivamente di carcere. In sintesi, l’immediata attuazione di queste parti della riforma darebbe al nostro paese un sistema penale più innovativo, più giusto e più celere, e, al contempo, garantirebbe una maggiore concretezza e una maggiore certezza della risposta penale.
La riforma ha anche il pregio di incidere sul problema mai risolto del sovraffollamento dei nostri istituti penali e su una situazione penitenziaria che ha portato, nel 2022, a un numero di suicidi in carcere più alto che mai. Suicidi che hanno riguardato, nella maggioranza dei casi, persone condannate a pene brevi e per lievi reati. Persone che manifestavano vulnerabilità psicologiche e sociali a cui il carcere non è in grado di offrire alcuna risposta utile o efficace, nemmeno nei termini della tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica. L’attuazione piena e celere di queste parti della riforma permetterebbe anche di evitare l’aumento esponenziale dei “liberi sospesi”, ossia di quelle persone destinatarie di una pena detentiva che di fatto viene eseguita a distanza di svariati anni dal reato imputato, quando magari quelle stesse persone hanno totalmente cambiato vita e non hanno più commesso, nel frattempo, nuovi reati. A ben vedere si tratta dunque di una riforma che, oltre a restituire autorevolezza allo Stato e al suo sistema penale, darebbe migliori risultati anche in termini di prevenzione dei crimini e di riduzione della recidiva.
Le realtà del terzo settore, da sempre attente a questi aspetti, avevano già messo in campo i passaggi formativi e organizzativi necessari per fare la propria parte nel garantire l’effettività e l’efficacia delle misure previste dalla riforma, per promuovere il ruolo fondamentale delle comunità, per accogliere e accompagnare le persone sottoposte alle nuove pene sostitutive o coinvolte in percorsi di giustizia riparativa.
Insomma, per quel che ci riguarda noi siamo pronti! Auspichiamo che anche il nuovo governo sia capace di non cedere alle retoriche giustizialiste del populismo penale e abbia il coraggio e l’autorevolezza necessarie per portare avanti con decisione le innovazioni penali positive proposte dalla riforma Cartabia.

Osservatorio carcere e territorio di Milano
Conferenza volontariato giustizia della Lombardia

03/11/2022

Il commento di Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe, sulla legge anti free party su il manifesto del 3 novembre 2022.

13/09/2022

di David Allegranti ROMA (Public Policy) – Ma perché tanti suicidi in carcere? E perché la politica non se ne occupa? Ne parliamo con Emilio Santoro, filosofo del diritto, professore all’Università di…

06/09/2022

In occasione dell’inizio della summer school 2022 su droghe e città pubblichiamo questo articolo inedito scritto da Susanna Ronconi nel 2019.

05/09/2022

Marco Perduca scrive per Fuoriluogo.it sulla nuova guerra all’oppio lanciata dai Talebani da quando hanno ripreso il potere in Afghanistan.

31/08/2022

🟥 DROGHE. L'OVERDOSE SI PUÒ COMBATTERE
La giornata del 31 agosto è dedicata alla sensibilizzazione sulle overdose. Riduzione del danno e limitazione dei rischi sono gli strumenti per contrastare e prevenire il fenomeno perché tutti si possono salvare.

Per approfondire: https://bit.ly/3CK5tVx

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