02/06/2018
"Il marciapiede della discordia"
Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione delle amministrazioni locali nei confronti della partecipazione dei cittadini alle scelte di gestione della cosa pubblica.
Si stanno diffondendo forme innovative di democrazia partecipativa, come il “bilancio partecipativo”, che presuppone un coinvolgimento del cittadino nelle scelte principali di governo del territorio.
Tale processo era stato accolto anche dal Comune di Volterra, ma negli ultimi anni è stato incomprensibilmente interrotto.
Questa forma di coinvolgimento comporta un grande impegno e vede l’organizzazione di dibattiti e consultazioni popolari, prima della realizzazione di un’opera pubblica, fornendo spiegazioni e risposte chiare ai cittadini sull’esecuzione dei lavori, sui tempi di realizzazione e suirelativi benefici e vantaggi.
Dopo un certo periodo di confronto, bisogna poi mostrare dei risultati concreti e vedere realizzate le proprie esigenze.
Ciò dà al cittadino una grande iniezione di fiducia sulla condotta dell’amministrazione e sull’utilità dei processi di partecipazione.
Questo viene fatto sia per grandi opere, sia interventi più piccoli, come l’apertura di cantieri che vanno ad urtare le esigenze quotidiane dei cittadini.
Una buona prassi, che doveva essere applicata anche al rifacimento di un tratto di marciapiede lungo via Borgo Lisci a Saline di Volterra e che ha lasciato una coda polemica legittima e comprensibile.
In primo luogo sarebbe stato necessario presentare un unico progetto di rifacimento e, solo quando vi era la certezza della copertura finanziaria, realizzarlo con un unico affidamento.
Oggi invece vediamo un marciapiede con tre tipologie di manto, gli scivoli per portatori di handicap che non corrispondono agli attraversamenti pedonali ed uno scontento diffuso.
Una preventiva presentazione del progetto ai cittadini ed alle attività commerciali che si affacciano sulla strada sarebbe stato doveroso.
L’approssimazione con la quale vengono realizzati i lavori l’abbiamo vista anche nel montaggio delle transenne pubblicitarie, che oltre ad essere pressoché inutili e montate senza una logica, hanno determinato un calo lavorativo di tutte le attività commerciali limitrofe, non essendoci un’alternativa ai posti macchina soppressi.
Ho chiesto in Consiglio Comunale di conoscere il progetto, di avere il relativo nulla osta della Provincia ed ancora oggi attendo un riscontro.
Nessuna risposta è mai arrivata alla lettera con la quale i cittadini hanno espresso la propria contrarietà e la stessa non è stata messa a conoscenza dei capi gruppo consiliari: una scorrettezza a livello istituzionale.
Credo che esista una regola etica non scritta nella quale una “normale”
amministrazione debba pro-attivamente consultare la popolazione locale per verificare il gradimento e la fattibilità di certe scelte e soprattutto dare una risposta ad un gruppo di cittadini che si mobilita a difesa del proprio lavoro.
Saper ascoltare, comprendere e rispondere alle richieste dei cittadini, vuol dire creare una nuova sensibilità rispetto alla gestione del bene comune.
Sta di fatto che ad oggi nessuno risponde, gli animi si accendono ed il problema rimane irrisolto.
Una risposta dovrà essere data.
Giacomo Santi – Consigliere Comunale Volterra Futura