03/06/2026
𝟮 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 - 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮
𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗢
"Care concittadine e cari concittadini, Autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni, oggi ci ritroviamo insieme per celebrare il 2 giugno, Festa della Repubblica, una data che appartiene alla storia del nostro Paese ma anche alla vita quotidiana di ciascuno di noi.
La Festa della Repubblica non è soltanto un anniversario. È un momento di memoria, riconoscenza e responsabilità. Ricordiamo la scelta fondamentale compiuta dal popolo italiano il 2 giugno 1946, quando uomini e donne furono chiamati a decidere il futuro dell’Italia dopo gli anni tragici della guerra e della dittatura.
Quest’anno questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo, perché celebriamo anche gli ottant’anni dal primo voto delle donne italiane. Una conquista che oggi può apparire scontata, ma che fu il risultato di un lungo cammino di dignità, coraggio e giustizia.
Per la prima volta, milioni di donne entrarono nei seggi come protagoniste della vita democratica. Donne che avevano attraversato la guerra, sostenuto famiglie e comunità, lavorato, resistito, custodito speranze nei momenti più difficili. Quel voto rappresentò molto più di un diritto conquistato: fu un atto di fiducia nel futuro e un’affermazione concreta di uguaglianza e partecipazione.
La Repubblica nasce anche da questa idea: che ogni cittadino e ogni cittadina abbiano pari dignità e pari responsabilità nella costruzione del bene comune.
Le istituzioni democratiche non sono qualcosa di distante: vivono nelle nostre scelte quotidiane, nel rispetto delle regole, nella solidarietà, nella capacità di ascolto e nel senso di comunità. Come ricordava Sandro Pertini: «La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana». Parole che ci ricordano come la democrazia non sia mai definitiva, ma un bene da custodire ogni giorno.
In questa giornata ricordiamo anche chi ha combattuto perché l’Italia potesse rinascere libera. Anche il nostro territorio custodisce questa memoria.
Ricordiamo oggi i nostri concittadini Renata e Piero Novarese, protagonisti della lotta partigiana, persone che ebbero il coraggio di scegliere la libertà, la dignità umana e la speranza di un Paese migliore. Le loro storie ci ricordano che i diritti di cui godiamo oggi sono il frutto di sacrifici, responsabilità e scelte coraggiose.
La Resistenza non appartiene soltanto ai libri di storia: appartiene alla nostra identità civile. Ci insegna il valore del coraggio, della solidarietà e della responsabilità verso gli altri. Come scriveva Piero Calamandrei: «La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare». È un invito a non dare mai per scontate le libertà di cui oggi godiamo: di parola, di partecipazione, di voto, di opinione.
Celebrare la Repubblica e ricordare il primo voto delle donne significa quindi guardare avanti con responsabilità: educare le nuove generazioni al rispetto delle istituzioni, al senso civico e alla partecipazione democratica.
La Repubblica non è qualcosa di astratto: è il volto delle persone che ogni giorno si impegnano per la famiglia, il lavoro, il volontariato e il bene della comunità. Vive nei cittadini che credono ancora nel valore della partecipazione.
Nel celebrare questa giornata, rendiamo omaggio a chi ci ha preceduto, alle donne che ottant’anni fa votarono per la prima volta e a chi lottò per la libertà, rinnovando un impegno comune: custodire la democrazia, difendere i valori della Repubblica e trasmettere alle nuove generazioni il senso profondo della libertà.
Voglio ringraziare coloro che hanno proposto contributi per questa celebrazione a Volvera:
· L’ANPI Sezione Piero e Renata NOVARESE che ha proposto l’incontro “Tutti a votare” della serata del 21 Maggio 2026;
· La Biblioteca di Volvera che ha proposto la presentazione del libro “Libere per Costituzione” presentato nella serata del 29 Maggio 2026 da una delle autrici Valeria De Cubellis e che propone la storia delle 21 donne che hanno fatto parte della Costituente che ha portato alla nascita della Costituzione Italiana nel 1948.
· L’Istituto Comprensivo con i suoi ragazzi, di cui saluto il Dirigente Dott. Marco MEROLLA;
· Arte della Commedia con Alba ALABISO e Alessandro RAGONA, con Anna Kulishoff e Filippo Turati;
· Tutti i signori e signore ottantenni ed ultraottantenni che abbiamo invitato a partecipare a questa serata per dare un contributo di presenza, di memoria e di insegnamento a tutti i Volveresi più giovani;
· L’Assessore alla Cultura Laura RATTERO, mente e macchina dell’intero programma e della celebrazione;
· Gli assessori ed i Consiglieri Comunali, la Polizia Locale;
· L’Associazione BIOS Protezione Civile;
· La Filarmonica Volverese.
Vi lascio nuovamente all’Assessore Laura Rattero e alla proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, da lei co-scritto, diretto e interpretato, ambientato proprio nel tempo in cui le donne italiane conquistarono il diritto di voto.
Non è soltanto il racconto di un’epoca difficile: è una riflessione potente sulla dignità, sul coraggio silenzioso e sulla consapevolezza che i cambiamenti più grandi spesso nascono da gesti apparentemente semplici. Quel voto rappresentò una conquista civile decisiva e un passo verso un’Italia più giusta, nella quale il talento, la responsabilità e il valore delle donne potessero finalmente trovare pieno riconoscimento.
Con riconoscenza verso il passato e fiducia nel futuro, viva l’Italia, viva la Repubblica, viva la nostra comunità, viva le donne. "
Il Sindaco
Francesco D’ONOFRIO
https://www.comune.volvera.to.it/novita/notizie/novita_350.html