Alternativa Civica - Per Zoppola

Alternativa Civica - Per Zoppola Oggi come ieri cittadini di diverso orientamento uniscono le forze per restituire dignità alla politica amministrando il Comune con onestà e responsabilità

23/04/2018

"Alternativa Civica per Zoppola con Angelo Masotti Cristofoli...
Per un Comune sempre più accogliente, moderno, solidale.
Per restituire un futuro a Zoppola"

Ripartiamo dal territorio! Nuovi percorsi per il rilancio dell’economia locale

La crisi generalizzata, che ha falcidiato soprattutto il settore manifatturiero, sta ipotecando il futuro (nella nostra Regione le famiglie “in povertà relativa” hanno superato il 10 per cento; rallenta il potere d’acquisto, mentre la spesa per consumi cresce più dei redditi e scende la propensione al risparmio).
Gli alti livelli di occupazione che avevano caratterizzato il nostro territorio in passato sono ormai un ricordo (nel Pordenonese, il tasso di disoccupazione supera ancora oggi il 7 per cento rispetto al 3 per cento di prima della crisi). A Zoppola, la chiusura dello stabilimento “Ideal Standard”, con la perdita di oltre 400 posti di lavoro, ha rappresentato un duro colpo all’economia e al benessere locali, aggiungendosi alla cessazione di altre attività storiche e alle ricorrenti prospettive di delocalizzazione dello stabilimento “ILPEA”. Stanno invece reggendo i colpi della crisi altre aziende, tra cui quelle dell’area di Pra’ di Risi.

Elementi di criticità strutturali, che penalizzano in particolare le attività commerciali:
a) frammentazione e scarsa "massa critica": il nostro comune ha lo stesso numero di abitanti di Casarsa della Delizia (8.500 circa), dove però sono concentrati prevalentemente in due frazioni contermini, che insieme formano una cittadina, mentre noi siamo distribuiti in ben 11 frazioni e borgate, più o meno lontane fra loro, su 45 chilometri quadrati, al massimo con 2.600 residenti nel capoluogo;
b) spopolamento dei centri: le scelte urbanistiche del passato, hanno favorito la polverizzazione della residenza e lo spopolamento dei centri (non soltanto del capoluogo). Il mercato immobiliare, gestito da poche "mani forti", è asfittico e, complice la crisi, non è rivolto al recupero dei centri;
c) scarsa vocazione commerciale e modesta diversificazione dell'offerta: nel complesso, le attività commerciali e quelle artigianali non sono poche e alcune sono anche di qualità, ma potrebbero certamente essere più numerose e diversificate;
d) concorrenza dei centri commerciali: la nascita di due centri commerciali vicini tra loro (grazie a una pianificazione regionale scriteriata imputabile alla prima giunta Tondo) e a pochi chilometri da Zoppola hanno inflitto un colpo mortale ad alcune attività e, in combinazione con gli altri fattori sopra rilevati, frenano la nascita di nuove iniziative.

Spazi di intervento a favore delle attività produttive. In mancanza di un vero federalismo fiscale, gli incentivi finanziari alla portata di un comune medio-piccolo non sembrano fattori decisivi per l’insediamento di nuove attività. La pressione tributaria a Zoppola è da sempre molto contenuta e potrebbe essere al più oggetto di diversa modulazione.
Più interessanti sono probabilmente l’offerta di servizi e la dotazione di infrastrutture. L’area di Pra’ di Risi, superato in modo auspicabilmente ragionevole il contenzioso giudiziario ancora aperto, potrebbe diventare più attrattiva con la realizzazione, a costi relativamente contenuti e con la partecipazione della Regione, di un raccordo con la “Piandipan-Sequals”, dato che l’arteria è in gran parte complanare all’area ed è dotata di due sottopassi a monte e a valle.
Al netto degli ostacoli della “giungla normativa”, strumenti urbanistici più snelli e pratiche edilizie più celeri (Pordenone ne vanta il disbrigo on line) e, in generale, trovare risposte più spedite e certe agli sportelli municipali, sarebbe sicuramente apprezzato.
Per il resto, l'amministrazione comunale può offrire servizi di buona qualità e migliorare il decoro, ma servono risorse per investimenti di vitale importanza come il recupero dei centri storici (con il coinvolgimento dei privati, superando la tendenza alla conservazione e l'avversione al cambiamento), possibile attingendo a fondi europei con progetti integrati di valorizzazione edilizia e ambientale, eventualmente gestibili da più comuni in forma associata.
La creazione di una “cooperativa di comunità” multiservizi (una tipologia che va diffondendosi nei piccoli centri) e/o di una cooperativa sociale di tipo A o B, in collaborazione con il Comune e le associazioni di volontariato, ben “calibrata” sulle esigenze locali, potrebbero costituire opportunità di occupazione da non trascurare.
Una parte dei terreni comunali potrebbero essere utilizzati per attività agricole sperimentali e coltivazioni biologiche (di cui già esiste qualche esempio significativo a livello locale).

Le eccellenze e le opportunità latenti. Quali sono le risorse del nostro territorio? L’acqua, la terra, la flora, la fauna, la storia (compendiata dal castello di Zoppola, ma anche dalla via Romana), l’arte (con le tracce di artisti, anche grandi, del passato e con l’opera degli artisti contemporanei, alcuni di notevole qualità), la cultura (espressa da personaggi eminenti in vari settori, in particolare Celso Costantini), la posizione geografica, la viabilità, i servizi, la qualità della vita.
E i prodotti? I vini (dei produttori locali e della cantina di Casarsa, con soci anche di Zoppola); la grappa e altri distillati; le carni e i salumi, il pesce d’allevamento; il pane (in particolare il “friulano”) e altri prodotti da forno; le patate, il radicchio “di Treviso”, gli asparagi e altri prodotti orticoli; le mele, i kiwi e altra frutta; il miele. Tutti “a filiera corta”. Si tratta però di un patrimonio in larga parte simile a quelli di altri territori.

Che fare per rendere “unico” un territorio ricco di potenzialità, anche eccellenti, ma senza una connotazione ben precisa, “forte”? Come far emergere e valorizzare il più possibile le potenzialità latenti, al fine di conferire una più marcata e qualificata identità complessiva al territorio? Quali ruoli potrebbero coprire l’amministrazione comunale, la cooperazione, i privati, come strumenti/veicoli di promozione del territorio affinché tutto ciò possa essere considerato una risorsa, potenziale fonte di reddito con fatturati e posti di lavoro?

I marchi identificativi territoriali generici sono ormai inflazionati, ma un marchio di qualità con indicazione di origine servirebbe in primo luogo a identificare e comunicare la qualità del prodotto agroalimentare territoriale secondo criteri noti, oggettivi e selettivi, verificati da organismi di controllo indipendenti e accreditati.
Il marchio dev’essere però soprattutto il suggello di un complesso articolato di progetti, da sviluppare con convinzione, coerenza e coraggio. Progetti che focalizzino l’immagine di un comune “unico” sotto diversi profili e assolutamente degno di essere frequentato, da inserire in circuiti turistici più ampi; un comune immerso nel verde, nella storia, nell’arte, nella cultura, resi fruibili in tutti i possibili aspetti; un comune “verde”, con cibo genuino (che rifiuta i prodotti geneticamente modificati non per scelta emotiva, ma per opzioni razionali, di mercato, scientifiche: esistono tecniche alternative più raffinate e “naturali”); un comune che produce e utilizza energia “pulita” (con una potenza installata di 8 megawatt). Tutto a “chilometri 0”!
Potenzialità turistiche. Puntare sul turismo significa promuovere il territorio creando connessioni con tutte le eccellenze locali, dall’ambiente all’agroalimentare alla cultura.
L’“ecoturismo”, in particolare, è una forma di turismo sostenibile vissuto come una vacanza alternativa, fuori dai canoni del turismo di massa. E’ caratterizzato dalla breve durata (in media tre giorni), ma all’antitesi della tipologia “mordi e fuggi”: alla ricerca di un rapporto più autentico con i luoghi visitati, accentuando l’aspetto “esperienziale” della vacanza. Le mete che permettono un’esperienza di crescita personale, legate alle specificità locali, reggono meglio l’aggressione della crisi.
Si tratta quindi di dare contenuti nuovi e più concreti al progetto “ Zoppola”.
In prospettiva, un filone particolare potrebbe essere costituito dal turismo religioso, soprattutto straniero, in relazione alla figura di Celso Costantini, primo delegato apostolico in Cina negli anni ’20 e ’30 del ‘900, di cui è in corso la causa canonica di beatificazione. Va però considerato che la memoria del cardinale, ravvivata in patria grazie alle iniziative partite dal Comune di Zoppola nel cinquantenario della sua scomparsa, si è ormai affievolita nella Cina continentale e nel resto dell’Estremo Oriente è flebilmente coltivata dalla piccola congregazione Discipulorum Domini. Verosimilmente, soltanto il miglioramento delle relazioni fra la Santa Sede e Pechino potrebbe essere propedeutico a possibili pellegrinaggi di cattolici cinesi a Castions e a Murlis (già oggi la Cina è il paese con il maggior numero di turisti all’estero, ma i dati più attendibili stimano soltanto 1.254.000 arrivi di turisti cinesi in Italia nel 2016).
La valorizzazione di aree naturalistiche. Sinora l’area del Meduna-Cellina, forse perché sotto gli occhi da sempre, non è stata considerata come un’area interessante, se non dal punto di vista balneare. Potrebbe invece essere valorizzata con iniziative coraggiose, che le conferiscano una precisa identità, escludendo attività improprie (il transito motorizzato “selvaggio”, manifestazioni come l’“Italian Baja” che, oltretutto, non portano benefici consistenti e durevoli) e trovando ragionevoli intese con agricoltori e cacciatori. Le zone umide e quelle aride del greto del Meduna-Cellina, se opportunamente valorizzate dal punto di vista botanico e faunistico, costituiscono infatti un potenziale naturalistico notevole. In questo senso, appaiono condivisibili le scelte dell’amministrazione comunale di San Vito al Tagliamento relative all’utilizzo del greto del fiume, in collaborazione con le associazioni locali.

Anche tra i nostri concittadini, pochi sono consapevoli che quell’area apparentemente semidesertica ospita in realtà specie di predatori avicoli come il biacco, il nibbio bruno, la poiana, il gheppio e, più raramente, anche l’aquila reale. La presenza di questi predatori è a sua volta un segnale della presenza di numerose prede, come l’allodola, il corriere piccolo, il calandro, la starna, l’occhione, la ghiandaia marina, la gru, la cicogna, il cuculo e il cuculo dal ciuffo, l’airone bianco e quello cinerino, il tuffino, ecc.
Oltre ai volatili, lo stesso ambiente ospita un buon numero di mammiferi, come le arvicole, il riccio, la lepre, ma anche la volpe, il tasso, il capriolo.
Esempi di valorizzazione di un piccolo centro attraverso un’area naturalistica si trovano a Fagagna, che da molti anni ha come richiamo una folta colonia di cicogne, e a Santa Cristina di Quinto di Treviso, dove la convergenza di corsi d’acqua e il restauro di un vecchio mulino di pietra e legno hanno dato luogo a una zona umida che ospita una ricca fauna stanziale e stagionale. Oltre ai cartelli che evidenziano la flora e la fauna circostanti, sono state create postazioni mimetizzate, da cui gli ospiti possono osservare e fotografare anche da vicino gli uccelli e gli altri animali senza disturbarli. In pochi anni, una zona apparentemente insignificante è così diventata un volano di promozione dell’intera area, meta di gite domenicali di famiglie e comitive e di visite di scolaresche. Il tutto in esemplare equilibrio fra naturalismo, cultura, turismo e divertimento.

Oltre all’ambito del Meduna-Cellina vi sono altre aree, in parte già valorizzate, in primis la Gravuta (con apiario, pomario, varie specie vegetali, ma ora semiabbandonata) e Lì Blàchis (manutentata dai volontari), che possono essere migliorate e implementate.
Il WWF e la Lipu regionali avevano già dato la loro disponibilità a fornire consulenza per concorrere a riqualificare in modo significativo e professionale il nostro territorio nel senso sopra illustrato. Con una buona rilettura delle opportunità “nascoste” e l’aiuto di specifiche professionalità si possono creare ambiti molto interessanti sotto i profili ambientale ed economico e per l’identità dell’intero territorio.
Il progetto “Le vie dell’acqua”, prodotto dall’amministrazione Masotti, basato sulla valorizzazione dell’ambiente, il recupero di edifici storici come il mulino di Murlis e la creazione di percorsi ciclabili, da collegare con quelli dei comuni contermini e con le direttrici ciclabili nazionali e internazionali in corso di realizzazione, resta più che mai valido attingendo a fondi europei in un progetto integrato con il recupero urbanistico.
“Di qua dal fiume e tra gli alberi, le risorgive, i magredi” (orecchiando Hemingway). Percorsi per appassionati di botanica, debitamente segnalati, potrebbero condurre alle località che ospitano gli alberi più notevoli e vetusti del comune (in parte segnalati sul Lunari del 1992); oppure ai luoghi (oltre una ventina, indicati sul Lunari del 1998) dove si possono trovare le orchidee “nostrane”, di cui alcuni rari esemplari sono stati scoperti e studiati dal concittadino Andrea Barbaro con risonanza internazionale fra gli specialisti.
Un esempio locale di intraprendenza e creatività, nel giusto spirito di fruizione dell’area, è stato offerto dai soci del “Grava Bike Team”, che hanno ricavato un suggestivo sentiero per mountain bike (ma anche per podisti ed escursionisti) fra la vegetazione, i prati e la grava sulla sponda del Meduna. Già apprezzato da appassionati di fuori comune, con appropriati interventi complementari può diventare un’attrazione al pari della poco lontana pista da trial sulla sponda di Cordenons (o di quella recentemente improvvisata in via Saciletti).
Sono invece già abbozzati, ma potrebbero essere meglio evidenziati e valorizzati, i percorsi storico-artistici (che potrebbero toccare anche le fontane storiche presenti in ogni frazione, alcune già restaurate) riguardanti sia le numerose opere d’arte di artisti eminenti del passato esistenti nel territorio, sia il recente ciclo di mosaici, realizzati dai docenti della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo su bozzetti di artisti di fama nazionale e internazionale e installati a costi estremamente contenuti nelle varie frazioni.
Le tappe di un nuovi percorsi potrebbero riguardare cicli di opere d’arte di qualità (affreschi, ecc.), da realizzare coinvolgendo il nutrito e qualificato gruppo di artisti locali.

Andando oltre “Arti & Sapori”, un esempio di successo di livello nazionale nella promozione di un piccolo centro è rappresentato dalle manifestazioni di Sàrmede “il Paese delle fiabe”, avviate trent’anni fa, e che, oltre alla rassegna internazionale “Le immagini della fantasia”, comprendono un fitto programma di attività, eventi, rappresentazioni, esportati in tutta Italia. Oltre a creare nuove professionalità, posti di lavoro e giro d’affari nell’indotto e nel turismo, hanno caratterizzato l’intera cittadina con disegni fantastici, che conferiscono all’ambiente un’atmosfera fiabesca. I suoi abitanti si sentono decisamente “speciali” e orgogliosi per aver saputo trasformare un paesello come tanti in una cittadina con il crisma della creatività, diversa da tutte le altre, unica al mondo.

Sulle mappe archeologiche, il nostro territorio è ancora una “macchia bianca”, ma va ricordato che in gran parte era compreso nella centuriazione di Iulia Concordia, il cui decumanus maximus coincideva con il tracciato dell’odierna via Romana (Stradalta o Levada) e costituiva probabilmente una variante dell’antica via Postumia fra la Livenza e il Tagliamento, identificata alla fine dell’800 da Camillo Panciera (che la valorizzò anche facendo piantare delle querce lungo un tratto) e “riscoperta” da Luciano Bosio nel 1965. E’ una circostanza abbastanza rara trovare, come a Zoppola, tratti riconoscibili e percorribili di questa antica viabilità. Fra il 2012 e il 2013, nell’ambito del progetto strategico transfrontaliero italo-sloveno PArSJAd, l’amministrazione comunale, in collaborazione con gli specialisti del Centro regionale di catalogazione e restauro, aveva abbozzato delle ipotesi di valorizzazione “sostenibile” (a loro volta foriere di un’attività turistica “sostenibile”) con il laboratorio partecipato “Lungo le antiche vie”. Anche in questo caso sarebbe possibile attingere a specifici fondi europei, magari coinvolgendo i Comuni di Casarsa della Delizia e di Fiume Veneto ed eventualmente altri interessati dal tracciato.
Per la realizzazione di progetti come quelli sopra abbozzati, il “come” e altrettanto importante del “che cosa”. Per una buona riuscita, sono fondamentali alcuni passaggi.
- Coinvolgere attivamente tutte le comunità locali, superando i campanilismi e le distinzioni politiche, con degli incontri aperti e interattivi affinché diventi un progetto di tutti, soprattutto dei giovani.
- Coinvolgere in modo interattivo e sinergico le scuole e le associazioni locali, che notoriamente possono essere un volano altamente mobilitante ed efficace e fornire una collaborazione determinante, e i ristoratori e gli esercenti che, con il supporto delle associazioni di categoria, potrebbero/dovrebbero riqualificare, almeno in parte, la loro offerta.
- Instaurare rapporti continuativi e qualificati con le istituzioni che possono contribuire alla realizzazione e alla gestione dei progetti e delle iniziative connesse.
- Una volta lanciato il progetto, si potranno realizzare sinergie anche con i comuni contermini.
- Attivare appositi spazi in Internet e app per smartphone e stabilire rapporti qualificati con il maggior numero di mass media (tv, radio, quotidiani, riviste, ecc.), finalizzati alla valorizzazione dell’intero progetto e a promuovere il territorio di Zoppola come ambiente “unico”. A questo scopo, può tornare utile un logo “ombrello”, come quello recentemente adottato, che connoti e armonizzi tutte le iniziative intraprese allo scopo.

17/04/2018

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