17/05/2023
Su Internazionale Sarah Gainsforth racconta il diritto all'abitare degli studenti e delle studentesse italiane attraverso questo reportage: intern.az/1Hf8
Si parla anche dell'Aquila: «Gli stessi enti pubblici hanno in parte assimilato l’ideologia del mercato diventandone un’estensione. All’Aquila l’ente per il diritto allo studio (Adsu) non ha partecipato ai bandi del Pnrr per nuovi posti letto, nonostante l’unica residenza pubblica, all’ex caserma Campomizzi, stia per chiudere. La Camplus aprirà a L’Aquila un secondo studentato da 125 posti con cinque milioni di euro del Pnrr. “C’è una chiara tendenza a lasciare il campo ai privati”, osserva Luca D’Innocenzo, ex assessore all’urbanistica. Un quadro simile lo fa il proprietario di un albergo che preferisce non essere citato. “Ho a cuore il problema abitativo perché ho a cuore la città”, dice. “Per questo ho dato la disponibilità di posti letto per studenti all’Adsu, che ha rifiutato l’offerta. Mi hanno detto che avevano la soluzione. Ma so che alcuni studenti stranieri non hanno trovato una casa e hanno dovuto rinunciare all’Erasmus. Non ci volevo credere, ma è così: l’Adsu di alloggi non si occupa più”.
Il comune, guidato da una giunta di destra, ha annunciato un piano per usare le abitazioni equivalenti, ovvero le abitazioni danneggiate dal sisma e cedute a prezzi di mercato al comune, per alloggiare gli studenti. Si tratta di circa 640 case. Per l’operazione è stata costituita una fondazione, la Ferrante D’Aragona, partecipata dall’università e dal comune. Intanto gli studenti immatricolati all’università sono calati negli ultimi due anni».