06/08/2026
INCENDI, PD L'AQUILA: SUBITO STATO D'EMERGENZA E ATTIVAZIONE ART. 39 DEL CODICE DI PROTEZIONE CIVILE. SCELLI SI DIMETTA.
INACCETTABILE TENERE UNA CONFERENZA STAMPA SULLA PERDONANZA MENTRE LE NOSTRE MONTAGNE BRUCIANO
“Le polemiche le lasciamo agli altri, noi siamo quelli dei fatti”.
Sono le parole, sconcertanti, del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli: ci aspettiamo che i ‘fatti’ siano le sue immediate dimissioni. D’altra parte, il fallimento di Scelli - le falle nella catena di comando della Protezione civile - sono oramai evidenti, sotto gli occhi di tutti, e stanno causando un disastro ambientale dolorosissimo per le comunità di Lucoli e dell’Aquila.
Alle inopportune parole di Scelli, seguano decisioni non più rinviabili: si applichi immediatamente l’articolo 39 del Codice di Protezione civile (D.Lgs 1/2018) che consentirebbe ai volontari di assentarsi dal posto di lavoro con i dovuti rimborsi ai datori di lavoro e agli autonomi. Ricordiamo a Scelli, e al presidente Marsilio che tiene per sé la delega di Protezione civile con i risultati che vediamo, che l’articolo 39 non si ‘attiva’ da solo, ma c’è bisogno di una formale comunicazione di attivazione emessa dalle competenti autorità di Protezione civile: il sindaco per le emergenze che riguardano il territorio comunale, la Regione per eventi e attività di ambito sovracomunale o per i volontari iscritti negli elenchi territoriali regionali.
Volontari che, bene sottolinearlo, vista l’inefficienza di Scelli, Marsilio e del sindaco dell’Aquila Biondi, scomparso nel nulla, sono all’opera, in queste ore, per puro spirito civico, senza alcuna copertura perle giornate di lavoro p***e. Li ringraziamo di cuore, per ciò che stanno facendo, così come ringraziamo, ancora e ancora, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, le donne e gli uomini dell’Esercito che purtroppo sono stati coinvolti tardivamente.
Chiediamo, inoltre, che si inoltri immediatamente al Governo la richiesta di stato d’emergenza, considerato che i fronti di Roio, Lucoli e Monte Cagno, che preoccupa nelle ultime ore, non sono gli unici in Abruzzo. E l ’estate è ancora lunga.
L’inerzia della Regione sta diventando inaccettabile. Così come ci è sembrato davvero inaccettabile che, stamane, l’amministrazione comunale, invece di essere concentrata sull’emergenza, attivando il COC per coordinare gli interventi e dare supporto ai cittadini lasciati soli, e chiedendo con forza uomini e mezzi, sia stata impegnata nella conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi della Perdonanza che si poteva, e doveva, rimandare ad altra data.
Un atteggiamento vergognoso che segna la distanza tra una amministrazione arrogante, arroccata a Palazzo Margherita, interessata soltanto agli eventi milionari e ai tagli dei nastri, e le cittadine e i cittadini in difficoltà, le periferie e le frazioni dimenticate, i territori lasciati all’abbandono come dimostrano gli eventi degli ultimi giorni, con migliaia e migliaia di ettari di terreno tra Roio e Bagno in fumo nella distrazione di una Giunta che, sebbene sollecitata negli anni da associazioni e realtà dei territori, quei terreni li ha lasciati senza alcuna manutenzione.
Strana davvero l’assenza in conferenza stampa del sindaco Biondi che, di solito, non manca mai le occasioni di propaganda politica: evidentemente, ha preferito defilarsi anche stamane, per evitare che qualcuno potesse chiedergli conto della sua assenza ingiustificata in questi giorni di emergenza. Meglio pubblicare una card sui social per annunciare che il Governo stanzierà fondi per il Teatro comunale, ennesima opera pubblica che non riesce a trovare una conclusione dopo anni di inutili annunci.
Se serviva un’ennesima conferma del fatto che a Biondi, della città, non interessa assolutamente nulla, e che le uniche attenzioni sono rivolte alla sua carriera politica che spera possa portarlo presto a Roma, è arrivata poche ore fa.