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Riconoscere il ruolo dei caregiver familiari e trasformare il sostegno a chi si prende cura di una persona fragile in un...
14/10/2026

Riconoscere il ruolo dei caregiver familiari e trasformare il sostegno a chi si prende cura di una persona fragile in una priorità stabile delle politiche sociali del Comune dell’Aquila. È questo l’obiettivo della mozione presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico, composto da Stefano Albano, Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo.

Per il gruppo del Pd, il tema non può essere affrontato soltanto attraverso singoli contributi economici o interventi legati a finanziamenti temporanei, ma richiede una precisa scelta politica e amministrativa: costruire una rete di servizi capace di sostenere le famiglie nel tempo, garantendo contemporaneamente i diritti delle persone con disabilità e non autosufficienti.

“Ogni giorno, anche nella nostra città, tante persone si fanno carico dell’assistenza a un familiare con disabilità, non autosufficiente, anziano o affetto da una patologia grave. Sono madri, padri, figli, coniugi, fratelli e sorelle che spesso riorganizzano completamente la propria vita, sacrificando lavoro, opportunità professionali, tempo libero e relazioni personali. Questo lavoro di cura ha un valore umano e sociale enorme, ma troppo spesso resta invisibile e viene considerato una responsabilità esclusiva della famiglia. Non è così: il sostegno ai caregiver riguarda l’intera comunità e chiama in causa direttamente le istituzioni pubbliche”, dichiarano Albano, Pezzopane e Palumbo.

La mozione richiama il riconoscimento della figura del caregiver familiare previsto dalla legislazione nazionale, a partire dalla legge 205 del 2017, e sottolinea la necessità di tradurre tale riconoscimento in diritti, servizi e sostegni concreti. Un tema che si intreccia direttamente con il dibattito cittadino sulle politiche sociali, sull’assistenza domiciliare e sulle condizioni economiche delle famiglie che devono affrontare quotidianamente situazioni di fragilità.

“Le risorse economiche sono importanti, ma non possono rappresentare l’unica risposta. Un contributo, per quanto utile, non sostituisce un servizio domiciliare adeguato, la possibilità di avere un periodo di sollievo dall’assistenza o un punto di riferimento al quale rivolgersi quando si ha bisogno di orientamento. La politica deve assumersi la responsabilità di programmare gli interventi, coordinare i servizi e garantire continuità. Non possiamo chiedere alle famiglie di supplire alle carenze dell’assistenza pubblica, né possiamo lasciare che la possibilità di ricevere aiuto dipenda esclusivamente dalla capacità di conoscere un bando o di districarsi tra procedure e uffici”, proseguono i consiglieri del Partito Democratico.

Con la mozione, il Pd impegna il sindaco e la Giunta a inserire stabilmente il sostegno ai caregiver nella programmazione delle politiche sociali comunali e dell’Ambito sociale, istituendo un punto unico e facilmente accessibile per fornire informazioni su assistenza domiciliare, contributi, servizi sociosanitari, vita indipendente, misure di sollievo e agevolazioni regionali e nazionali.

Tra gli obiettivi indicati figurano anche il rafforzamento dei servizi domiciliari e di sollievo, la costruzione di una rete territoriale permanente insieme alla Asl, alle associazioni delle persone con disabilità, ai caregiver e agli enti del Terzo settore, nonché la previsione di risorse specifiche nella programmazione sociale e di bilancio. La mozione chiede inoltre l’attivazione di un confronto periodico con le famiglie e le associazioni, affinché le scelte amministrative siano costruite sulla base dei bisogni effettivi delle persone e non soltanto attraverso procedure definite negli uffici.

“Vogliamo che il Comune faccia un salto di qualità: dal riconoscimento del problema alla costruzione di una politica pubblica organica. Significa individuare bisogni, programmare risorse, mettere in rete i servizi e verificare nel tempo i risultati. Significa anche ascoltare chi vive direttamente queste situazioni, perché nessuna politica sulla disabilità e sulla non autosufficienza può essere davvero efficace senza il coinvolgimento delle persone interessate e delle loro famiglie”, sottolineano i consiglieri.

Il documento impegna inoltre il sindaco a rappresentare alla Regione Abruzzo e al Governo la necessità di completare il riconoscimento dei caregiver familiari attraverso tutele sociali, lavorative, previdenziali ed economiche adeguate.

“Una città si misura anche dalla capacità di stare accanto alle persone più fragili e a chi, ogni giorno, garantisce loro assistenza e vicinanza. Il caregiver non può essere considerato una risorsa da utilizzare per compensare le difficoltà del sistema, ma una persona che ha a sua volta diritto a essere sostenuta. Difendere il diritto alla cura significa garantire servizi adeguati a chi ha bisogno di assistenza e, allo stesso tempo, impedire che chi se ne prende carico sia costretto a rinunciare alla propria salute, al lavoro e alla propria vita. È una questione di diritti, di giustizia sociale e di responsabilità pubblica. Con questa mozione chiediamo che L’Aquila assuma un impegno concreto e duraturo: nessuna famiglia deve essere lasciata sola”, concludono Albano, Pezzopane e Palumbo.

https://www.ilcapoluogo.it/2026/10/14/mozione-in-consiglio-comunale-sui-caregiver-familiari-riconoscere-e-sostenere-chi-si-prende-cura-dei-propri-familiari/?fbclid=IwdGRjcAU8caJjbGNrBTxxkmV4dG4DYWVtAjExAHBkb2YBc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEe1K-Yjyusy0xttiHzxzMgtDOnc3drwqgnqheficEfKUYqQhBjAACNiENhMJ0_aem_hzhgiqQk3Z6adlZ9O84pVw

Mozione PD sui caregiver familiari: "Inserire stabilmente il sostegno ai caregiver nella programmazione delle politiche sociali comunali"

Verso le    , una intervista al segretario cittadino Nello Avellani di Tommaso Cotellessa
24/09/2026

Verso le , una intervista al segretario cittadino Nello Avellani di Tommaso Cotellessa

QREPORTER - L'Aquila verso il voto, parla Nello Avellania cura di...

Lo chiediamo da anni, e non abbiamo ancora avuto risposta. Riproponiamo, dunque, la domanda: dove inizia e dove finisce ...
24/09/2026

Lo chiediamo da anni, e non abbiamo ancora avuto risposta. Riproponiamo, dunque, la domanda: dove inizia e dove finisce il confine tra iniziativa istituzionale e propaganda? È accettabile che un Festival come ‘L’Aquila città del libro’ sia finanziato con ingenti fondi pubblici? La kermesse ha una chiara matrice culturale di destra: riteniamo inaccettabile che il Comune dell’Aquila continui a finanziarla con le risorse delle cittadine e dei cittadini. E riteniamo che sia ancora più grave quest’anno, con L’Aquila che si fregia del titolo di Capitale della cultura.

Negli anni scorsi, con il nostro capogruppo in Consiglio comunale Stefano Albano avevamo depositato un ordine del giorno che chiedeva il ritiro del patrocinio alla manifestazione e la revoca del contributo pubblico: la maggioranza di destra, ovviamente, l’ha bocciato. Ci auguriamo che quest’anno, nel giorno in cui si inaugura la quarta edizione del Festival, la maggioranza voglia almeno rispondere alle istanze del comitato ‘Civico 99’ e fare piena chiarezza sulle procedure di finanziamento approvate.

Come si giustifica il finanziamento di 67mila euro concesso all’associazione “Alchimia d’Inchiostro ETS”: su quale proposta progettuale sono state assegnate le risorse, con quali criteri e con quale ricaduta attesa? Come mai il contributo iniziale di 35mila euro, approvato con delibera di Giunta n. 399 del 12 agosto, è stato incrementato di ulteriori 32.000 euro con successiva delibera n. 469 del 16 settembre? Quali voci di spesa vengono finanziate con un contributo così rilevante per un evento di soli 3 giorni? E' prevista una compartecipazione dell'associazione proponente?

E ancora: come mai non è stato istruito un bando pubblico, o non sono state quantomeno coinvolte le molteplici associazioni culturali già presenti e attive nel territorio, se si voleva davvero organizzare, in questo anno speciale, un festival letterario?

Ci auguriamo che possano arrivare risposte chiare.

Oltre gli aspetti amministrativi, quanto mai opachi, resta la valutazione politica sulla inopportunità di finanziare e patrocinare un festival che, anche quest’anno, presenta un parterre di ospiti chiaramente connotato politicamente, nel solco del ‘lavoro’ svolto da Biondi e la sua Giunta in questi anni per trasformare L’Aquila in una sorta di laboratorio politico per la destra italiana. Qui, più che altrove, abbiamo assistito al tentativo, ossessivo, di costruzione da zero di un’egemonia culturale che è passata, anche, dalla organizzazione di festival dalla chiara matrice ideologica e dalla avversione per eventi che pure, negli anni, avevano avuto un importante riscontro, come ad esempio il Festival della Partecipazione, con gli organizzatori costretti ad emigrare a Bologna, e il Festival della Montagna.

E il tentativo di maquillage messo in campo quest’anno, con l’invito ad alcune realtà editoriali locali e a personalità anche nazionali di area progressista, non nascondono l’anima di un festival che ha la chiara missione di sdoganare una idea di cultura dall’amaro retrogusto sovranista.

Il Partito Democratico del capoluogo d'Abruzzo contesta i 67mila euro di contributi comunali senza bando e l'opportunità politica di sostenere una kermesse di destra nell'anno da Capitale della Cultura.

Accogliamo con favore il nuovo piano sperimentale del trasporto pubblico presentato da AMA. Dopo anni di sostanziale imm...
18/09/2026

Accogliamo con favore il nuovo piano sperimentale del trasporto pubblico presentato da AMA. Dopo anni di sostanziale immobilismo, è positivo che si sia finalmente aperta una fase di revisione di un servizio fondamentale per la qualità della vita degli aquilani.

Come Circolo PD L’Aquila Centro / Spazio Comune, oltre un anno fa abbiamo elaborato e presentato all’AMA una proposta di riorganizzazione della rete, costruita partendo dall’ascolto di cittadini, pendolari e utenti.

Fa piacere vedere che alcuni dei principi contenuti in quel lavoro trovino oggi spazio nel nuovo piano: una comunicazione delle linee più semplice, le nuove linee A e B, il rafforzamento dei collegamenti verso ospedale e università, una grafica più intuitiva e una maggiore attenzione ai nodi di interscambio.

Ma crediamo che il cambiamento debba essere completato.

Il trasporto pubblico non può continuare a essere pensato come una somma di linee indipendenti. Deve diventare una rete, con una vera dorsale urbana ad alta frequenza, semplice da comprendere e capace di collegare rapidamente i principali poli della città.

Perché il problema non è soltanto aumentare le corse.
È costruire un servizio che le persone scelgano davvero di utilizzare.

Per questo riteniamo importante che la fase sperimentale sia accompagnata da un monitoraggio costante dei flussi di utenza, dei tempi di percorrenza e del gradimento del servizio. Così come riteniamo ormai indispensabile introdurre strumenti di infomobilità in tempo reale, attraverso un’app e pannelli alle principali fermate, per conoscere la posizione dei mezzi e i tempi effettivi di arrivo.

Il trasporto pubblico non è soltanto un servizio.
È un’infrastruttura strategica per una città più accessibile, più sostenibile e più connessa.

Noi continueremo a portare idee e proposte con spirito costruttivo, convinti che una mobilità migliore significhi anche una qualità della vita migliore per tutta la comunità aquilana.

Una scuola nuova è una buona notizia per tutta L’Aquila. Ma ogni inaugurazione deve fare i conti con gli anni di attesa ...
15/09/2026

Una scuola nuova è una buona notizia per tutta L’Aquila. Ma ogni inaugurazione deve fare i conti con gli anni di attesa vissuti da studenti, famiglie e personale scolastico. La ricostruzione delle scuole si misura anche nel tempo che una comunità ha perso e nelle risposte che ancora aspetta.

Come evidenziato dal nostro capogruppo Stefano Albano e riportato da IlCentro, il confronto tra il dossier del 2023 e l’aggiornamento del 2 settembre 2026 mostra un quadro di ritardi diffusi, con slittamenti che arrivano a sfiorare i quattro anni.

La primaria Celestino V passa da settembre 2024 a dicembre 2026. San Sisto-Santa Barbara da luglio 2024 a novembre 2026. Il secondo lotto di Pettino-Vetoio da ottobre 2024 a dicembre 2026. Per il nuovo polo scolastico di Sassa si arriva a maggio 2028, mentre la nuova elementare di Pianola slitta da aprile 2025 a marzo 2029. La Dante Alighieri di Paganica è prevista a gennaio 2029.

Dietro queste date ci sono bambini e ragazzi che crescono, famiglie che organizzano la propria vita, insegnanti e personale che ogni giorno fanno funzionare la scuola. Per loro, anni di rinvii hanno conseguenze concrete.

Per questo chiediamo all’amministrazione di spiegare pubblicamente le cause degli slittamenti. Quali ostacoli amministrativi, tecnici, progettuali o finanziari hanno inciso? Come sono stati affrontati? Quali elementi rendono affidabili le nuove scadenze?

Chiediamo tempi verificabili, aggiornamenti accessibili e un confronto pubblico sullo stato di ogni intervento. Capire cosa non ha funzionato serve a evitare che gli stessi problemi si ripetano.

C’è poi il tema delle verifiche di vulnerabilità sismica: i risultati devono essere resi pubblici e illustrati con chiarezza, insieme agli interventi previsti. La sicurezza di studenti e lavoratori richiede informazioni complete.

Come PD L’Aquila continueremo a chiedere trasparenza e responsabilità. Accogliamo con favore ogni nuova apertura e teniamo alta l’attenzione sulle scuole ancora attese. La città merita risposte, scadenze credibili e impegni rispettati.

Inizia un nuovo anno scolastico anche all’Aquila e alle studentesse e agli studenti, alle famiglie, agli insegnanti, ai ...
14/09/2026

Inizia un nuovo anno scolastico anche all’Aquila e alle studentesse e agli studenti, alle famiglie, agli insegnanti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico va il nostro augurio e la nostra gratitudine.

Le quattro scuole riconsegnate in questi giorni sono una conquista della città. Ma non possono cancellare i ritardi accumulati: a quasi 18 anni dal sisma, 8 interventi sono conclusi, 11 ancora in corso, con scadenze che arrivano fino al 2028/2029.

La ricostruzione scolastica doveva essere una priorità assoluta. L’infanzia non si rinvia e gli studenti non possono diventare comparse di una campagna elettorale.

Continueremo a chiedere tempi certi e trasparenza sulla sicurezza degli edifici, scuole adeguate nei quartieri e nelle frazioni, trasporti migliori e il ritorno in centro storico di un percorso scolastico dall’infanzia alle medie.

La scuola pubblica è il luogo in cui democrazia, uguaglianza e libertà diventano esperienza quotidiana.
Facciamo dell’Aquila una città all’altezza dei sogni delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. È su questo che saremo giudicati.

Nello Avellani
Segretario Partito Democratico L'Aquila

"Le quattro scuole riconsegnate in questi giorni sono una conquista di tutte e tutti. Ma i diritti non attendono superer...
14/09/2026

"Le quattro scuole riconsegnate in questi giorni sono una conquista di tutte e tutti. Ma i diritti non attendono supereroi: esigono responsabilità. La scuola pubblica, sicura e attrezzata, è il luogo in cui democrazia, uguaglianza e libertà diventano esperienza quotidiana.

La ricostruzione dell'edilizia scolastica doveva essere la priorità assoluta. A quasi diciotto anni dal sisma, otto interventi conclusi, undici in corso e scadenze rinviate al 2028/2029 misurano la distanza fra promesse e realtà. Pianola e la Dante Alighieri di Paganica rischiano vent’anni d’attesa; altri interventi restano alla progettazione o all’appalto.

A Sassa servono condivisione con la comunità e garanzie per evitare di restituire una scuola sottodimensionata; a Gignano non si è valutata l'adeguatezza della locazione del nuovo edificio: serve un intervento urgente per evitare pesanti disagi alla viabilità, con il peggioramento della qualità della vita dei residenti".

INCENDIO L’AQUILA, UN’ARROGANZA ISTITUZIONALE INACCETTABILE QUELLA DI  BIONDI, CHE ACCUSA CHI SI BATTE PER LA CITTÀ PAST...
07/08/2026

INCENDIO L’AQUILA, UN’ARROGANZA ISTITUZIONALE INACCETTABILE QUELLA DI BIONDI, CHE ACCUSA CHI SI BATTE PER LA CITTÀ PASTEGGIANDO IN VACANZA MENTRE IL SUO TERRITORIO BRUCIA

Nemmeno un’emergenza come quella vissuta ieri a L’Aquila, con le fiamme che hanno imperversato su gran parte del territorio, ci ha risparmiato l’arroganza del sindaco Pierluigi Biondi che, a centinaia di chilometri di distanza, ha scelto l’insulto verso i concittadini che sui social hanno riversato angoscia e critiche per la preoccupazione, al posto dell’empatia.

Liquidare le reazioni della comunità come “odio social” e definire “ululati” le critiche legittime dell’opposizione e dei cittadini lascia sconcertati. Ancora più grave è la strumentalizzazione delle parole di Francesco Guccini nel giorno della sua scomparsa, utilizzate in modo improprio per giustificare la propria assenza.

Nessuno mette in discussione il diritto alle ferie con la propria famiglia, ma essere la prima autorità cittadina di Protezione Civile comporta doveri precisi che non si esauriscono con un paio di telefonate.

Dire che “la situazione non richiedeva la sua presenza” e che “non gli serve il selfie in quota” è un insulto ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai volontari, alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno rischiando la pelle sul campo e ai cittadini che spontaneamente si sono mobilitati per difendere la propria terra.

È la solita narrazione della destra: invece di assumersi la responsabilità di un sistema di prevenzione e antincendio regionale colpevolmente in ritardo e privo di risorse adeguate, si accusa chi denuncia i problemi di fare propaganda o di danneggiare L’Aquila.

Mentre Biondi seguiva a distanza i dossier del Cipess o della Rai, la città viveva ore drammatiche, con il fumo che avvolgeva le frazioni e il rischio concreto per le abitazioni.

Un sindaco presente non serve per farsi i selfie, ma per coordinare la macchina comunale sul posto, dare vicinanza fisica e morale ai cittadini spaventati e rappresentare le istituzioni nel momento del bisogno.

L’Aquila meritava e merita una guida capace di scegliere le parole giuste. E di far seguire i fatti alle parole.

INCENDI, PD L'AQUILA: SUBITO STATO D'EMERGENZA E ATTIVAZIONE ART. 39 DEL CODICE DI PROTEZIONE CIVILE. SCELLI SI DIMETTA....
05/08/2026

INCENDI, PD L'AQUILA: SUBITO STATO D'EMERGENZA E ATTIVAZIONE ART. 39 DEL CODICE DI PROTEZIONE CIVILE. SCELLI SI DIMETTA.

INACCETTABILE TENERE UNA CONFERENZA STAMPA SULLA PERDONANZA MENTRE LE NOSTRE MONTAGNE BRUCIANO

“Le polemiche le lasciamo agli altri, noi siamo quelli dei fatti”.

Sono le parole, sconcertanti, del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli: ci aspettiamo che i ‘fatti’ siano le sue immediate dimissioni. D’altra parte, il fallimento di Scelli - le falle nella catena di comando della Protezione civile - sono oramai evidenti, sotto gli occhi di tutti, e stanno causando un disastro ambientale dolorosissimo per le comunità di Lucoli e dell’Aquila.

Alle inopportune parole di Scelli, seguano decisioni non più rinviabili: si applichi immediatamente l’articolo 39 del Codice di Protezione civile (D.Lgs 1/2018) che consentirebbe ai volontari di assentarsi dal posto di lavoro con i dovuti rimborsi ai datori di lavoro e agli autonomi. Ricordiamo a Scelli, e al presidente Marsilio che tiene per sé la delega di Protezione civile con i risultati che vediamo, che l’articolo 39 non si ‘attiva’ da solo, ma c’è bisogno di una formale comunicazione di attivazione emessa dalle competenti autorità di Protezione civile: il sindaco per le emergenze che riguardano il territorio comunale, la Regione per eventi e attività di ambito sovracomunale o per i volontari iscritti negli elenchi territoriali regionali.

Volontari che, bene sottolinearlo, vista l’inefficienza di Scelli, Marsilio e del sindaco dell’Aquila Biondi, scomparso nel nulla, sono all’opera, in queste ore, per puro spirito civico, senza alcuna copertura perle giornate di lavoro p***e. Li ringraziamo di cuore, per ciò che stanno facendo, così come ringraziamo, ancora e ancora, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, le donne e gli uomini dell’Esercito che purtroppo sono stati coinvolti tardivamente.

Chiediamo, inoltre, che si inoltri immediatamente al Governo la richiesta di stato d’emergenza, considerato che i fronti di Roio, Lucoli e Monte Cagno, che preoccupa nelle ultime ore, non sono gli unici in Abruzzo. E l ’estate è ancora lunga.

L’inerzia della Regione sta diventando inaccettabile. Così come ci è sembrato davvero inaccettabile che, stamane, l’amministrazione comunale, invece di essere concentrata sull’emergenza, attivando il COC per coordinare gli interventi e dare supporto ai cittadini lasciati soli, e chiedendo con forza uomini e mezzi, sia stata impegnata nella conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi della Perdonanza che si poteva, e doveva, rimandare ad altra data.

Un atteggiamento vergognoso che segna la distanza tra una amministrazione arrogante, arroccata a Palazzo Margherita, interessata soltanto agli eventi milionari e ai tagli dei nastri, e le cittadine e i cittadini in difficoltà, le periferie e le frazioni dimenticate, i territori lasciati all’abbandono come dimostrano gli eventi degli ultimi giorni, con migliaia e migliaia di ettari di terreno tra Roio e Bagno in fumo nella distrazione di una Giunta che, sebbene sollecitata negli anni da associazioni e realtà dei territori, quei terreni li ha lasciati senza alcuna manutenzione.

Strana davvero l’assenza in conferenza stampa del sindaco Biondi che, di solito, non manca mai le occasioni di propaganda politica: evidentemente, ha preferito defilarsi anche stamane, per evitare che qualcuno potesse chiedergli conto della sua assenza ingiustificata in questi giorni di emergenza. Meglio pubblicare una card sui social per annunciare che il Governo stanzierà fondi per il Teatro comunale, ennesima opera pubblica che non riesce a trovare una conclusione dopo anni di inutili annunci.

Se serviva un’ennesima conferma del fatto che a Biondi, della città, non interessa assolutamente nulla, e che le uniche attenzioni sono rivolte alla sua carriera politica che spera possa portarlo presto a Roma, è arrivata poche ore fa.

INCENDIO, PD L'AQUILA: "EMERGENZA SOTTOVALUTATA, PESANTISSIME RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI"Abbiamo atteso che l’incendi...
05/08/2026

INCENDIO, PD L'AQUILA: "EMERGENZA SOTTOVALUTATA, PESANTISSIME RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI"

Abbiamo atteso che l’incendio fosse finalmente arginato, come segno di rispetto per il lavoro, encomiabile, dei Vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, delle squadre di volontari e, in ultimo, degli uomini e delle donne dell’Esercito intervenuti nelle ultime ore; purtroppo, sebbene le fiamme sembrassero arginate, il fuoco è ancora attivo e le criticità perdurano.

Non si può più stare in silenzio: è tempo di mettere in luce le pesanti, pesantissime, responsabilità istituzionali che hanno fatto sì che un piccolo incendio, attivatosi il 21 luglio a Prato Lonaro, nel territorio di Lucoli, per sciatteria e sottovalutazione si sia trasformato in un vero e proprio disastro ambientale, con oltre 1600 ettari di pascoli d’altura e aree montane andate a fuoco sino ad ora, fin nel territorio del Comune dell’Aquila, interessando le montagne di Roio e le pinete di Bagno arrivando quasi a minacciare i centri abitati e le stalle di ricovero degli animali.

Per giorni, e senza alzare la voce ma con spirito collaborativo, i nostri rappresentanti istituzionali hanno seguito l’evolversi della situazione. Abbiamo chiesto, inascoltati, un intervento a terra coordinato e proporzionato, sottolineando come fosse inadeguata la sola azione dei mezzi aerei, consci che si stesse sottovalutando l’incendio. Eppure, per giorni i mezzi terrestri sono stati insufficienti e i volontari, che pure erano pronti ad intervenire, sono stati lasciati senza coordinamento e disposizioni. Abbiamo chiesto che ci fosse il coinvolgimento dell’Esercito, come poi accaduto tardivamente, troppo tardivamente, ma la Protezione civile regionale con il suo direttore Scelli si è mostrata sorda alle richieste, non comprendendo evidentemente la gravità della situazione: restano sconcertanti le dichiarazioni di Scelli che, dinanzi al disastro, continuava a ripetere ai giornalisti che per lui "parlavano i fatti".

Ebbene, i fatti stanno parlando: le fiamme sono state lasciate libere di avanzare distruggendo ettari ed ettari di terreni, fino a superare le montagne e arrivare alle porte dell’Aquila. Si è voluto dare la sensazione di avere il controllo dell’incendio, piuttosto che intervenire tempestivamente per spegnerlo, con l’idea di una autosufficienza che, ancora una volta, si è dimostrata fallimentare, affidandosi soltanto ai costosissimi voli dei Canadair, pure indispensabili nelle aree impervie, senza accompagnarli però con un’efficace azione terrestre, con la bonifica dei focolai e il presidio continuativo del territorio.

Scelli e chi ha la responsabilità politica del sistema di Protezione civile regionale, e cioè il Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio che ha tenuto per sé la delega, dovrebbero risponderne oggi stesso. Chiedendo scusa, innanzitutto.

Così come dovrebbe chiedere scusa alla città il sindaco dell’Aquila che, in questi giorni, avrebbe dovuto essere al fianco delle comunità coinvolte dall’incendio e che, invece, è sparito: evidentemente, il soffocante presenzialismo cui ci ha abituato è riservato esclusivamente alla posa di prime pietre cui non seguono mai le seconde; evidentemente, l’attivismo mostrato quotidianamente sui social è riservato solo e soltanto alle kermesse del suo partito in giro per l’Italia. A Roio e Bagno, Biondi, non si è mai visto: in situazioni come questa, il sindaco dovrebbe essere vicino ai suoi cittadini.

Avrebbe dovuto ba***re i pugni sul tavolo, il primo cittadino e responsabile di Protezione civile, chiedendo uomini e mezzi, pretendendo l’arrivo dell’Esercito, attivando immediatamente il COC per coordinare gli interventi e dare supporto alle cittadine e ai cittadini lasciati soli. E invece, ha pensato bene di pubblicare sui social un post nel quale sottolineava come la situazione stesse migliorando proprio quando si iniziava a comprendere che, al contrario, l’incendio andava assumendo dimensioni preoccupanti.

A L’Aquila, dovremmo sapere bene che, in una situazione d’emergenza, andrebbe assolutamente evitato di pubblicare messaggi rassicuranti, soprattutto se quella rassicurazione è prematura, soprattutto se non è accompagnata da informazioni realmente utili ai cittadini.

Come al solito, anche in una situazione critica, Biondi ha preferito però utilizzare un tono orientato alla propaganda politica piuttosto che alla gestione di una crisi: la difesa politica della catena di comando, prima di ogni altra cosa, la difesa di Marsilio, Scelli e della macchina di intervento regionale per ragioni squisitamente politiche, anzi partitiche. In una crisi, però, la priorità non dovrebbe essere rassicurare a tutti i costi, bensì informare con precisione, prudenza e trasparenza.

Questa amministrazione si è mostrata, di nuovo, incapace di gestire l’emergenza, come accaduto già a Monte Pettino anni fa.

L’incapacità diffusa ai livelli della catena di comando ha causato danni gravissimi, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, l’arroganza di una classe politica interessata ai propri destini personali e politici più che al bene della collettività.

È un fallimento dolorosissimo, di cui bisognerebbe assumersi la responsabilità.

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67100

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