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INCENDIO L’AQUILA, UN’ARROGANZA ISTITUZIONALE INACCETTABILE QUELLA DI  BIONDI, CHE ACCUSA CHI SI BATTE PER LA CITTÀ PAST...
07/08/2026

INCENDIO L’AQUILA, UN’ARROGANZA ISTITUZIONALE INACCETTABILE QUELLA DI BIONDI, CHE ACCUSA CHI SI BATTE PER LA CITTÀ PASTEGGIANDO IN VACANZA MENTRE IL SUO TERRITORIO BRUCIA

Nemmeno un’emergenza come quella vissuta ieri a L’Aquila, con le fiamme che hanno imperversato su gran parte del territorio, ci ha risparmiato l’arroganza del sindaco Pierluigi Biondi che, a centinaia di chilometri di distanza, ha scelto l’insulto verso i concittadini che sui social hanno riversato angoscia e critiche per la preoccupazione, al posto dell’empatia.

Liquidare le reazioni della comunità come “odio social” e definire “ululati” le critiche legittime dell’opposizione e dei cittadini lascia sconcertati. Ancora più grave è la strumentalizzazione delle parole di Francesco Guccini nel giorno della sua scomparsa, utilizzate in modo improprio per giustificare la propria assenza.

Nessuno mette in discussione il diritto alle ferie con la propria famiglia, ma essere la prima autorità cittadina di Protezione Civile comporta doveri precisi che non si esauriscono con un paio di telefonate.

Dire che “la situazione non richiedeva la sua presenza” e che “non gli serve il selfie in quota” è un insulto ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, ai volontari, alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno rischiando la pelle sul campo e ai cittadini che spontaneamente si sono mobilitati per difendere la propria terra.

È la solita narrazione della destra: invece di assumersi la responsabilità di un sistema di prevenzione e antincendio regionale colpevolmente in ritardo e privo di risorse adeguate, si accusa chi denuncia i problemi di fare propaganda o di danneggiare L’Aquila.

Mentre Biondi seguiva a distanza i dossier del Cipess o della Rai, la città viveva ore drammatiche, con il fumo che avvolgeva le frazioni e il rischio concreto per le abitazioni.

Un sindaco presente non serve per farsi i selfie, ma per coordinare la macchina comunale sul posto, dare vicinanza fisica e morale ai cittadini spaventati e rappresentare le istituzioni nel momento del bisogno.

L’Aquila meritava e merita una guida capace di scegliere le parole giuste. E di far seguire i fatti alle parole.

INCENDI, PD L'AQUILA: SUBITO STATO D'EMERGENZA E ATTIVAZIONE ART. 39 DEL CODICE DI PROTEZIONE CIVILE. SCELLI SI DIMETTA....
05/08/2026

INCENDI, PD L'AQUILA: SUBITO STATO D'EMERGENZA E ATTIVAZIONE ART. 39 DEL CODICE DI PROTEZIONE CIVILE. SCELLI SI DIMETTA.

INACCETTABILE TENERE UNA CONFERENZA STAMPA SULLA PERDONANZA MENTRE LE NOSTRE MONTAGNE BRUCIANO

“Le polemiche le lasciamo agli altri, noi siamo quelli dei fatti”.

Sono le parole, sconcertanti, del direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli: ci aspettiamo che i ‘fatti’ siano le sue immediate dimissioni. D’altra parte, il fallimento di Scelli - le falle nella catena di comando della Protezione civile - sono oramai evidenti, sotto gli occhi di tutti, e stanno causando un disastro ambientale dolorosissimo per le comunità di Lucoli e dell’Aquila.

Alle inopportune parole di Scelli, seguano decisioni non più rinviabili: si applichi immediatamente l’articolo 39 del Codice di Protezione civile (D.Lgs 1/2018) che consentirebbe ai volontari di assentarsi dal posto di lavoro con i dovuti rimborsi ai datori di lavoro e agli autonomi. Ricordiamo a Scelli, e al presidente Marsilio che tiene per sé la delega di Protezione civile con i risultati che vediamo, che l’articolo 39 non si ‘attiva’ da solo, ma c’è bisogno di una formale comunicazione di attivazione emessa dalle competenti autorità di Protezione civile: il sindaco per le emergenze che riguardano il territorio comunale, la Regione per eventi e attività di ambito sovracomunale o per i volontari iscritti negli elenchi territoriali regionali.

Volontari che, bene sottolinearlo, vista l’inefficienza di Scelli, Marsilio e del sindaco dell’Aquila Biondi, scomparso nel nulla, sono all’opera, in queste ore, per puro spirito civico, senza alcuna copertura perle giornate di lavoro p***e. Li ringraziamo di cuore, per ciò che stanno facendo, così come ringraziamo, ancora e ancora, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, le donne e gli uomini dell’Esercito che purtroppo sono stati coinvolti tardivamente.

Chiediamo, inoltre, che si inoltri immediatamente al Governo la richiesta di stato d’emergenza, considerato che i fronti di Roio, Lucoli e Monte Cagno, che preoccupa nelle ultime ore, non sono gli unici in Abruzzo. E l ’estate è ancora lunga.

L’inerzia della Regione sta diventando inaccettabile. Così come ci è sembrato davvero inaccettabile che, stamane, l’amministrazione comunale, invece di essere concentrata sull’emergenza, attivando il COC per coordinare gli interventi e dare supporto ai cittadini lasciati soli, e chiedendo con forza uomini e mezzi, sia stata impegnata nella conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi della Perdonanza che si poteva, e doveva, rimandare ad altra data.

Un atteggiamento vergognoso che segna la distanza tra una amministrazione arrogante, arroccata a Palazzo Margherita, interessata soltanto agli eventi milionari e ai tagli dei nastri, e le cittadine e i cittadini in difficoltà, le periferie e le frazioni dimenticate, i territori lasciati all’abbandono come dimostrano gli eventi degli ultimi giorni, con migliaia e migliaia di ettari di terreno tra Roio e Bagno in fumo nella distrazione di una Giunta che, sebbene sollecitata negli anni da associazioni e realtà dei territori, quei terreni li ha lasciati senza alcuna manutenzione.

Strana davvero l’assenza in conferenza stampa del sindaco Biondi che, di solito, non manca mai le occasioni di propaganda politica: evidentemente, ha preferito defilarsi anche stamane, per evitare che qualcuno potesse chiedergli conto della sua assenza ingiustificata in questi giorni di emergenza. Meglio pubblicare una card sui social per annunciare che il Governo stanzierà fondi per il Teatro comunale, ennesima opera pubblica che non riesce a trovare una conclusione dopo anni di inutili annunci.

Se serviva un’ennesima conferma del fatto che a Biondi, della città, non interessa assolutamente nulla, e che le uniche attenzioni sono rivolte alla sua carriera politica che spera possa portarlo presto a Roma, è arrivata poche ore fa.

INCENDIO, PD L'AQUILA: "EMERGENZA SOTTOVALUTATA, PESANTISSIME RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI"Abbiamo atteso che l’incendi...
05/08/2026

INCENDIO, PD L'AQUILA: "EMERGENZA SOTTOVALUTATA, PESANTISSIME RESPONSABILITA' ISTITUZIONALI"

Abbiamo atteso che l’incendio fosse finalmente arginato, come segno di rispetto per il lavoro, encomiabile, dei Vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, delle squadre di volontari e, in ultimo, degli uomini e delle donne dell’Esercito intervenuti nelle ultime ore; purtroppo, sebbene le fiamme sembrassero arginate, il fuoco è ancora attivo e le criticità perdurano.

Non si può più stare in silenzio: è tempo di mettere in luce le pesanti, pesantissime, responsabilità istituzionali che hanno fatto sì che un piccolo incendio, attivatosi il 21 luglio a Prato Lonaro, nel territorio di Lucoli, per sciatteria e sottovalutazione si sia trasformato in un vero e proprio disastro ambientale, con oltre 1600 ettari di pascoli d’altura e aree montane andate a fuoco sino ad ora, fin nel territorio del Comune dell’Aquila, interessando le montagne di Roio e le pinete di Bagno arrivando quasi a minacciare i centri abitati e le stalle di ricovero degli animali.

Per giorni, e senza alzare la voce ma con spirito collaborativo, i nostri rappresentanti istituzionali hanno seguito l’evolversi della situazione. Abbiamo chiesto, inascoltati, un intervento a terra coordinato e proporzionato, sottolineando come fosse inadeguata la sola azione dei mezzi aerei, consci che si stesse sottovalutando l’incendio. Eppure, per giorni i mezzi terrestri sono stati insufficienti e i volontari, che pure erano pronti ad intervenire, sono stati lasciati senza coordinamento e disposizioni. Abbiamo chiesto che ci fosse il coinvolgimento dell’Esercito, come poi accaduto tardivamente, troppo tardivamente, ma la Protezione civile regionale con il suo direttore Scelli si è mostrata sorda alle richieste, non comprendendo evidentemente la gravità della situazione: restano sconcertanti le dichiarazioni di Scelli che, dinanzi al disastro, continuava a ripetere ai giornalisti che per lui "parlavano i fatti".

Ebbene, i fatti stanno parlando: le fiamme sono state lasciate libere di avanzare distruggendo ettari ed ettari di terreni, fino a superare le montagne e arrivare alle porte dell’Aquila. Si è voluto dare la sensazione di avere il controllo dell’incendio, piuttosto che intervenire tempestivamente per spegnerlo, con l’idea di una autosufficienza che, ancora una volta, si è dimostrata fallimentare, affidandosi soltanto ai costosissimi voli dei Canadair, pure indispensabili nelle aree impervie, senza accompagnarli però con un’efficace azione terrestre, con la bonifica dei focolai e il presidio continuativo del territorio.

Scelli e chi ha la responsabilità politica del sistema di Protezione civile regionale, e cioè il Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio che ha tenuto per sé la delega, dovrebbero risponderne oggi stesso. Chiedendo scusa, innanzitutto.

Così come dovrebbe chiedere scusa alla città il sindaco dell’Aquila che, in questi giorni, avrebbe dovuto essere al fianco delle comunità coinvolte dall’incendio e che, invece, è sparito: evidentemente, il soffocante presenzialismo cui ci ha abituato è riservato esclusivamente alla posa di prime pietre cui non seguono mai le seconde; evidentemente, l’attivismo mostrato quotidianamente sui social è riservato solo e soltanto alle kermesse del suo partito in giro per l’Italia. A Roio e Bagno, Biondi, non si è mai visto: in situazioni come questa, il sindaco dovrebbe essere vicino ai suoi cittadini.

Avrebbe dovuto ba***re i pugni sul tavolo, il primo cittadino e responsabile di Protezione civile, chiedendo uomini e mezzi, pretendendo l’arrivo dell’Esercito, attivando immediatamente il COC per coordinare gli interventi e dare supporto alle cittadine e ai cittadini lasciati soli. E invece, ha pensato bene di pubblicare sui social un post nel quale sottolineava come la situazione stesse migliorando proprio quando si iniziava a comprendere che, al contrario, l’incendio andava assumendo dimensioni preoccupanti.

A L’Aquila, dovremmo sapere bene che, in una situazione d’emergenza, andrebbe assolutamente evitato di pubblicare messaggi rassicuranti, soprattutto se quella rassicurazione è prematura, soprattutto se non è accompagnata da informazioni realmente utili ai cittadini.

Come al solito, anche in una situazione critica, Biondi ha preferito però utilizzare un tono orientato alla propaganda politica piuttosto che alla gestione di una crisi: la difesa politica della catena di comando, prima di ogni altra cosa, la difesa di Marsilio, Scelli e della macchina di intervento regionale per ragioni squisitamente politiche, anzi partitiche. In una crisi, però, la priorità non dovrebbe essere rassicurare a tutti i costi, bensì informare con precisione, prudenza e trasparenza.

Questa amministrazione si è mostrata, di nuovo, incapace di gestire l’emergenza, come accaduto già a Monte Pettino anni fa.

L’incapacità diffusa ai livelli della catena di comando ha causato danni gravissimi, dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, l’arroganza di una classe politica interessata ai propri destini personali e politici più che al bene della collettività.

È un fallimento dolorosissimo, di cui bisognerebbe assumersi la responsabilità.

Leggiamo con stupore l’intervista del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che di fatto si autocandida alla guida della...
09/07/2026

Leggiamo con stupore l’intervista del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che di fatto si autocandida alla guida della Regione.

Un’uscita che non nasce dalla forza di un progetto, ma dal nervosismo per un’iniziativa che evidentemente brucia: il percorso avviato dal PD aquilano per costruire dal basso, con la partecipazione e non con le investiture dall’alto, l’alternativa di governo per la città.

Più che la sicurezza di chi ha una visione, sembra l’ansia di chi cerca una nuova collocazione dentro una destra attraversata da guerre interne e ambizioni personali.

Prima di pensare alla Regione, il sindaco dell’Aquila dovrebbe occuparsi delle responsabilità che già ha. Mentre 27 Comuni abruzzesi venivano declassificati da Comuni montani, con conseguenze sui servizi essenziali delle aree interne, il presidente di Anci Abruzzo è rimasto in silenzio.

Per anni ci hanno raccontato la favola della “filiera”: la realtà è che dall’amicizia politica con il Governo Meloni l’Abruzzo ha ottenuto tagli, una sanità sempre più in difficoltà e nuove tasse per cittadini e imprese. Non è filiera, è subalternità.

E quando mancano gli argomenti arriva il repertorio più vecchio: battute sessiste e definizioni superficiali verso avversarie e avversari che hanno alle spalle anni di battaglie vere sulla sanità, sulle aree interne, sulle infrastrutture, sulla cultura e sulla difesa dei territori.
Un leader riconosce il valore anche di chi la pensa diversamente. Non liquida percorsi politici con battute da rotocalco.

Chi ambisce a guidare una Regione deve dimostrare capacità di unire e rappresentare tutti, non alimentare divisioni. Governare non significa occupare spazi di potere, significa costruire futuro.

Leggi tutto qui https://www.pd-abruzzo.it/2026/07/09/marinelli-albano-e-avellani-pd-biondi-si-candida-a-governare-la-regione-ma-dimentica-labruzzo/

Martedi a Palazzo Spaventa abbiamo visto qualcosa di importante: una sala piena di persone, idee, energie e voglia di pa...
08/07/2026

Martedi a Palazzo Spaventa abbiamo visto qualcosa di importante: una sala piena di persone, idee, energie e voglia di partecipare.

Donne e uomini, generazioni diverse, esperienze diverse, unite dalla stessa convinzione: L’Aquila può immaginare un futuro diverso e costruirlo insieme.

Abbiamo aperto uno spazio di confronto perché sentivamo la necessità di tornare ad ascoltare la città, far incontrare percorsi, competenze e passioni che troppo spesso sono rimaste distanti.

La risposta ricevuta ci dice che questa era la strada giusta.

Ora vogliamo trasformare quell’energia in un laboratorio diffuso: un percorso fatto di tavoli partecipativi, idee e proposte concrete, coinvolgendo associazioni, comitati, università, mondo del lavoro, cultura, volontariato, professioni, quartieri e frazioni.

Costruire un’alternativa credibile all’attuale amministrazione significa unire le forze politiche e civiche che in questi anni hanno condiviso battaglie e valori comuni, ma significa anche andare oltre.

Una coalizione è necessaria, ma da sola non basta.

Abbiamo bisogno delle migliori energie della città: di chi ogni giorno vive L’Aquila, la attraversa, la cura, la tiene viva e continua a credere nelle sue possibilità.

Per questo vogliamo uscire dalle stanze di partito, farci contaminare, mettere al centro il confronto e la partecipazione reale.

Con uno spirito testardamente unitario proveremo a ricucire ciò che è rimasto diviso troppo a lungo, ritrovando le tante ragioni che ci uniscono.

Il Partito Democratico è in campo, consapevole anche degli errori del passato, ma “con lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.

Senza volontà egemoniche, con spirito di servizio, per contribuire alla costruzione di un progetto più grande.

Perché nessuno si salva da solo.

Ora è il tempo di ascoltare, condividere, progettare.

Ora è il tempo di immaginare un’altra città possibile.

La strada è tracciata, percorriamola insieme. 🌱

08/07/2026
ASSEMBLEA PUBBLICA PD L'AQUILA: "CI SIAMO MESSI IN CAMMINO, ORA COSTRUIRE UN PROGETTO PER LA CITTA' DAL BASSO, APERTO E ...
08/07/2026

ASSEMBLEA PUBBLICA PD L'AQUILA: "CI SIAMO MESSI IN CAMMINO, ORA COSTRUIRE UN PROGETTO PER LA CITTA' DAL BASSO, APERTO E PARTECIPATO"

Ci siamo messi in cammino.

La partecipatissima assemblea pubblica di ieri, a Palazzo Spaventa, ha segnato l’avvio del percorso per costruire insieme alle cittadine e ai cittadini un progetto aperto, partecipato, plurale per disegnare il futuro della città che vogliamo.

Abbiamo aperto uno spazio dove far incontrare idee, energie e passioni: eravamo convinti fosse necessario farlo, e l’appuntamento di ieri ci ha confermato che avevamo ragione.

È soltanto il primo passo di un cammino che immaginiamo come laboratorio diffuso, che sappia coinvolgere le migliori energie della città, quelle di chi ogni giorno vive, lavora, studia e non si rassegna. Sui temi affrontati ieri con i nostri preziosi ospiti, che ringraziamo davvero per le loro testimonianze, e su altri altrettanto importanti, vogliamo animare dei veri e propri tavoli partecipativi, capaci di elaborare idee e proposte, coinvolgendo associazioni, comitati, università, mondo del lavoro, della cultura, del volontariato, delle professioni, dei quartieri e delle frazioni.

Vogliamo farlo con le forze politiche e civiche con cui, in questi anni, abbiamo condiviso le battaglie di opposizione alle scelte, sbagliate, dell’amministrazione comunale: ringraziamo i consiglieri comunali presenti ieri – Simona Giannangeli, Paolo Romano, Lorenzo Rotellini, Alessandro Tomassoni, Enrico Verini, Gianni Padovani – ringraziamo i referenti del Passo Possibile, del Movimento 5 Stelle, di Avs e Sinistra italiana per aver voluto esserci.
Siamo consapevoli, però, che una coalizione politica è condizione imprescindibile, assolutamente necessaria per offrire alla città una proposta politica alternativa e davvero credibile, ma non sufficiente: abbiamo bisogno di aprirci alle migliori forze civiche e associative, a quelle esperienze, competenze e passioni che, per troppo tempo, hanno faticato a dialogare ma che, insieme, possono davvero far cambiare direzione alla nostra comunità.

Per farlo, dobbiamo uscire dalle stanze di partito, farci contaminare, mettere al centro le idee, il confronto e la partecipazione vera, reale, sincera.

Ce la metteremo tutta, con trasparenza, ponendoci davvero all’ascolto come abbiamo fatto ieri, nel corso dell’assemblea a Palazzo Spaventa, con spirito testardamente unitario; metteremo in campo tutti gli sforzi possibili per unire ciò che è stato diviso troppo a lungo, per ritrovare le tante ragioni che ci uniscono chiudendo finalmente in un cassetto le poche che ci hanno separato.

Metteremo in campo tutti gli sforzi possibili per far sentire tutte e tutti, cittadine e cittadini, davvero protagonisti del futuro della città, con spirito di servizio, senza volontà egemoniche.

Il Partito democratico è in campo, consapevole degli errori del passato e “con lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, con la sua classe dirigente diffusa che ha sempre anteposto gli interessi della città alle ambizioni personali o di parte; il nostro è un appello alla comunità che nonostante tutto continua a ricomporsi sul territorio ogni giorno e che ieri ha risposto al nostro invito: immaginiamo e costruiamo insieme un’altra città possibile. Perché nessuno si salva da solo, il futuro si scrive insieme.

Ci sarà tempo per definire le regole che dovranno condurci alla scelta del profilo migliore che possa dare corpo al percorso avviato. Ora è tempo di costruire una vera alleanza civico progressista, ascoltando, condividendo, progettando. Ora è tempo di immaginare L’Aquila di domani.

La strada è tracciata, percorriamola insieme.

“Partecipa, proponi, costruiamo”: PD L’Aquila promuove assemblea pubblica per il 7 luglio alle 18Partecipa, proponi, cos...
06/07/2026

“Partecipa, proponi, costruiamo”: PD L’Aquila promuove assemblea pubblica per il 7 luglio alle 18

Partecipa, proponi, costruiamo!

Il Partito Democratico L'Aquila promuove per domani, martedì 7 luglio alle ore 18, nella splendida cornice di Palazzo Spaventa, un’assemblea pubblica aperta, a tutte e tutti, per avviare, dal basso, il percorso per la costruzione di un progetto partecipato per il futuro della città.

Voce alle cittadine e ai cittadini, a coloro che, ogni giorno, sognano una città a misura delle loro esigenze e delle loro aspettative. “Vogliamo aprire uno spazio dove far incontrare idee, energie e persone, per costruire un’altra città”, le parole del segretario comunale dem Nello Avellani; “l’assemblea del 7 luglio sarà soltanto il primo appuntamento di un percorso che immaginiamo come un laboratorio diffuso, che sappia coinvolgere le migliori energie della città, quelle di chi ogni giorno vive, lavora, studia, immagina e non si rassegna”.

Per troppo tempo, tanti rivoli sono rimasti separati: esperienze, competenze, generazioni e passioni che possono invece diventare una corrente capace finalmente di far cambiare direzione alla nostra comunità. Dobbiamo farlo ora, prima che altre ragazze e altri ragazzi siano costretti a cercare altrove le fonti per realizzare i propri sogni.

Questo è un appello alla città diffusa, alla comunità che nonostante tutto continua a ricomporsi sul territorio ogni giorno: immaginiamo e costruiamola insieme un’altra città possibile. Perché nessuno/a si salva da solo, il futuro si scrive insieme.

A concludere l’assemblea sarà Giovanni Legnini, appena eletto sindaco di Chieti con una larga coalizione civico progressista.



Partecipa, proponi, costruiamo!

7 luglio 2026, ore 18

Palazzo Spaventa, via Andrea Bafile, L’Aquila

Il momento è ora ⏰Martedì apriamo insieme uno spazio dove far incontrare idee, energie e persone per costruire un’altra ...
05/07/2026

Il momento è ora ⏰
Martedì apriamo insieme uno spazio dove far incontrare idee, energie e persone per costruire un’altra L’Aquila possibile.

La nostra città ha sete di futuro. Ha bisogno di tornare a far scorrere le sue energie migliori, quelle di chi ogni giorno vive, lavora, studia, immagina e non si rassegna.

Per troppo tempo tanti rivoli sono rimasti separati: esperienze, competenze, generazioni e passioni che possono invece diventare una corrente capace finalmente di far cambiare direzione.

Dobbiamo farlo ora, prima che altre ragazze e altri ragazzi siano costretti a cercare altrove le fonti per realizzare i propri sogni.

Questo è un appello alla città diffusa, alla comunità che nonostante tutto continua a ricomporsi sul territorio ogni giorno e che cerca un nuovo sbocco per tornare a scorrere.

Partecipa. Proponi. Costruiamo.

Perché nessuno/a si salva da solo, il futuro si scrive insieme.

📍 Palazzo Spaventa (Via Bafile)

📅 Martedì 7 luglio – ore 18.00

Indirizzo

Via Paganica 3
L'Aquila
67100

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