Circolo Culturale “Eugenio Curiel”

Circolo Culturale “Eugenio Curiel” Centro culturale e spazio aperto di incontro, discussione e approfondimento, con biblioteca italiana in Lussemburgo.

13/08/2026
12/08/2026

“I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.

All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.

Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.

A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.”

- La storia raccontata al Corriere di Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita di una delle peggiori stragi della Seconda guerra mondiale, quella di Sant’Anna di Stazzema, avvenuta il 12 agosto 1944.
560 civili uccisi, di cui solo 393 identificati.

12/08/2026

SANT’ANNA DI STAZZEMA, 12 AGOSTO 1944

Erano le sette del mattino.

Le SS salirono in tre colonne, con i fascisti del posto a fare da guida. Rastrellarono le case una per una, radunarono le famiglie nelle stalle e sul sagrato della chiesa, e le mitragliarono. Sui corpi gettarono le bombe a mano, poi le panche della chiesa, poi la benzina, e diedero fuoco.

In poco più di tre ore.

560 persone. Oltre 130 bambini.

La più piccola si chiamava Anna Pardini e aveva venti giorni.

Don Innocenzo Lazzeri si offrì al posto dei suoi parrocchiani: lo uccisero con loro. Genny Bibolotti Marsili scagliò uno zoccolo in faccia a un SS per dare a suo figlio Mario, sei anni, il tempo di scappare: Mario si salvò, lei no. Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Poi il silenzio, per cinquant’anni. Le carte dell’inchiesta finirono chiuse nell’”armadio della vergogna”, ritrovato solo nel 1994 in uno scantinato della Procura militare di Roma.

Nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia condannò all’ergastolo dieci ex SS. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere: la Germania non li ha mai estradati e nel 2012 la Procura di Stoccarda ha archiviato tutto.

Per questo la memoria non è e non può essere un rito.

Oggi Sant’Anna è Parco Nazionale della Pace. Le case bruciate sono rimaste dove erano. Ci si sale a piedi, e si legge una lapide dopo l’altra: interi cognomi ripetuti dieci, dodici volte. Famiglie cancellate in una mattina d’agosto.

Onore ai martiri di Sant’Anna di Stazzema.





“…Ancora tuona il cannoneAncora non è contentoDi sangue la belva umanaE ancora ci porta il ventoE ancora ci porta il ven...
06/08/2026

“…Ancora tuona il cannone
Ancora non è contento
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento
E ancora ci porta il vento
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà…”

Grazie di tutto Maestro!
Ti canteremo sempre e per sempre.

Francesco Guccini (14.06.1940 - 06.08.2026)

02/08/2026

Il 2 agosto 1980 alle 10:25 un ordigno a tempo, contenuto in una valigia sistemata sotto un muro portante della sala d’aspetto della stazione di Bologna, esplode causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio.

La bomba, composta da una miscela di esplosivo ad alto potenziale, colpisce uno degli snodi più importanti della rete ferroviaria nazionale e in quel momento, il primo sabato di agosto, particolarmente affollato di turisti e di persone in partenza per le vacanze. Le vittime sono 85, la più giovane ha 3 anni e la più vecchia 86, i feriti e i mutilati oltre 200. Si tratta del più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, il culmine del “decennio delle stragi” cominciato nel 1969 in piazza Fontana a Milano. Il Presidente Pertini il giorno del funerale dirà: «non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia».

Vogliamo ricordare anche la figura di Renato Zangheri, sindaco di Bologna dal 1970 al 1983, gli anni più drammatici della sua storia repubblicana. Queste le sue parole in occasione dei funerali delle vittime della strage del 2 agosto: «Che cosa si è voluto? Seminare il panico, indebolire le difese della Repubblica, fino a soffocarla? Spostare l’asse politico su posizioni di cieca conservazione? O suscitare una reazione violenta, per poi, dopo averla provocata, preparare le condizioni della repressione? In queste ore di lutto non possiamo evitare le domande, lo sforzo di capire, se non vogliamo che l’angoscia si muti in disperazione. È necessario capire la logica del delitto per combatterlo».

Oggi, noi del Circolo Curiel di Lussemburgo, assieme agli amici e compagni della sezione ANPI e con il sostegno di tanti...
25/07/2026

Oggi, noi del Circolo Curiel di Lussemburgo, assieme agli amici e compagni della sezione ANPI e con il sostegno di tanti amici e volontari abbiamo organizzato una fantastica Pastasciutta Antifascista.

Fantastica perché oltre 150 persone (ogni anno sono sempre di più) si sono riunite per dire che credono fortemente ai valori contenuti nella Costituzione del nostro Paese, che è una Costituzione antifascista.

Le destre, in Italia come in Europa e anche nel mondo, si sono fatte particolarmente aggressive.
In nome di un inattuabile e dannoso nazionalismo attaccano i diversi, gli immigrati, comprimono le libertà collettive e di dissenso, attaccano, da dentro, le istituzioni repubblicane.

Il 25 luglio 1943 i fascisti stessi destituirono Mussolini. E fu festa, organizzata dalla famiglia Cervi a Campegine (RE) con pasta , b***o e parmigiano.
Noi ogni 25 luglio ricordiamo a noi stessi quell’evento e ai fascisti che, di pasta, siamo pronti a cucinarne a quintali.

Un grazie a tutti i volontari e le volontarie senza i quali non sarebbe stato possibile fare niente di tutto questo.

https://www.facebook.com/share/1HTbskyHoV/?mibextid=wwXIfr
20/07/2026

https://www.facebook.com/share/1HTbskyHoV/?mibextid=wwXIfr

“25 anni fa durante il G8 a Genova la democrazia fu sospesa.
Con precise responsabilità della catena di comando, elementi delle forze dell’ordine operarono violenze e vere e proprie torture nei confronti di tanti manifestanti. Carlo Giuliani fu ucciso.

A distanza di 25 anni il clima che si è creato nel Paese con una serie di leggi e provvedimenti repressivi è inquietante. Il diritto di manifestare è messo in discussione dall’uso della forza indiscriminata e dalle denunce e le multe che arrivano a centinaia di pacifici manifestanti a scopo intimidatorio, come è successo per esempio a Massa Carrara e a Lecco.
Le istituzioni hanno il monopolio dell’uso legittimo della forza. Ma quando questo è sproporzionato e palesemente tendenzioso, si pone un problema di democrazia e si favoriscono paure e tensioni sociali.

In questo scenario si colloca la tragica e sconcertante morte di Abderrahim Fakir, avvenuta senza alcun tentativo di soccorso e di rianimazione; chiediamo con la massima determinazione che ci sia l’immediato accertamento delle cause e di tutte le eventuali responsabilità”.

🖋️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

Bella, istruttiva e toccante iniziativa quella di ieri sera, presso il Kasemattentheater, con “HO MESSO VIA”, di e con F...
04/07/2026

Bella, istruttiva e toccante iniziativa quella di ieri sera, presso il Kasemattentheater, con “HO MESSO VIA”, di e con Fulvio Gibillini, organizzata dal Circolo Culturale “Curiel” e da ANPI Lussemburgo.

Una vicenda umana, quella del nonno, Venanzio Gibillini (1924-2019), che ha conosciuto la repressione nazi-fascista, la deportazione nei lager di sterminio, le indicibili sofferenze della prigionia e poi la militanza di tutta una vita per testimoniare, raccontare, non dimenticare tutto questo.

Fulvio, con la recitazione e le canzoni scritte da lui stesso, ci ha accompagnato dentro la storia di una persona che è stata anche storia di centinaia di migliaia di persone.

Adresse

107, Route D'Esch
Luxembourg

Téléphone

+352491750

Notifications

Soyez le premier à savoir et laissez-nous vous envoyer un courriel lorsque Circolo Culturale “Eugenio Curiel” publie des nouvelles et des promotions. Votre adresse e-mail ne sera pas utilisée à d'autres fins, et vous pouvez vous désabonner à tout moment.

Contacter L’organisation

Envoyer un message à Circolo Culturale “Eugenio Curiel”:

Raccourcis

Partager