CittadinanzAttiva APS Monte di Procida

CittadinanzAttiva APS Monte di Procida Cittadinanzattiva è un’organizzazione, fondata nel 1978, che promuove l’attivismo dei cittadini

09/01/2026

A cura dell’Avv. Lelio Mancino Dopo gli eventi sismici dei Campi Flegrei numerose famiglie si trovano davanti a un problema che non è soltanto abitativo, ma anche giuridico: cosa deve fare chi vive in affitto e, a seguito di un provvedimento di sgombero o inagibilità, non può più entrare nell...

08/31/2026

CAMPI FLEGREI, CASA IN AFFITTO DICHIARATA INAGIBILE: COSA DEVE FARE L’INQUILINO?
Canone, contratto e comunicazioni al proprietario: cosa prevede la legge quando il sisma impedisce di rientrare nella propria abitazione
A cura dell’Avv. Lelio Mancino

Dopo gli eventi sismici dei Campi Flegrei numerose famiglie si trovano davanti a un problema che non è soltanto abitativo, ma anche giuridico: cosa deve fare chi vive in affitto e, a seguito di un provvedimento di sgombero o inagibilità, non può più entrare nella propria casa?

La prima raccomandazione è semplice: non limitarsi a sospendere autonomamente il pagamento dell'affitto senza comunicare nulla al proprietario.

La situazione deve essere formalizzata e documentata.

I principi generali elaborati dalla Cassazione
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte affrontato, in termini generali, gli effetti dell'impossibilità di utilizzare un immobile locato per cause non imputabili al conduttore, comprese calamità naturali, provvedimenti dell'autorità e condizioni di inagibilità.

Le decisioni della Suprema Corte evidenziano che occorre distinguere tra l'impossibilità temporanea di godere dell'immobile e la definitiva inutilizzabilità del bene. Nel primo caso, il contratto potrebbe non cessare automaticamente e le parti devono valutare gli effetti dell'impedimento sul rapporto, anche con riferimento alla sospensione o alla riduzione del canone, alla durata dell'inagibilità e alla possibilità di ripristinare l'immobile.

Quando, invece, l'immobile risulta definitivamente inutilizzabile rispetto alla destinazione prevista dal contratto, possono ve**re in rilievo le regole sull'impossibilità sopravvenuta della prestazione e sulla risoluzione del rapporto. Si tratta, tuttavia, di una valutazione concreta, che dipende dalla gravità dei danni, dal contenuto dell'ordinanza, dalla durata dell'impedimento e dalle caratteristiche dell'immobile.

In questa prospettiva, alcuni orientamenti della Cassazione hanno sottolineato l'importanza di verificare se l'evento abbia inciso sugli elementi essenziali e strutturali dell'immobile, rendendo impossibile o definitivamente compromesso il godimento pattuito. Altre pronunce hanno esaminato gli effetti delle ordinanze di sgombero e delle vicende successive al sisma, ribadendo che la cessazione o la sospensione degli obblighi contrattuali non può essere affermata in modo automatico e astratto.

Resta comunque valida, in termini generali, la distinzione tra inagibilità temporanea e impossibilità definitiva di godimento: un'ordinanza di sgombero o di inagibilità non determina automaticamente, da sola, lo scioglimento definitivo del contratto né autorizza necessariamente il conduttore a interrompere il pagamento dei canoni senza ulteriori comunicazioni e valutazioni.

Cosa deve fare concretamente l'inquilino
Chi è stato sgomberato dovrebbe:

conservare copia dell'ordinanza di sgombero o del provvedimento di inagibilità;

recuperare il contratto di locazione registrato;

comunicare immediatamente al proprietario, preferibilmente tramite PEC o raccomandata A/R, l'impossibilità di utilizzare l'abitazione;

allegare alla comunicazione il provvedimento dell'autorità;

chiedere formalmente di definire la posizione relativa ai canoni successivi allo sgombero;

prima di dichiarare definitivamente cessato il contratto, verificare se l'inagibilità sia temporanea o definitiva e se sia previsto il ripristino dell'abitazione.

Questo ultimo punto è essenziale: una famiglia potrebbe avere interesse a conservare il contratto per poter rientrare nell'abitazione dopo la messa in sicurezza.

Non basta dire: “non posso entrare, quindi non pago”
La tutela dell'inquilino può essere molto forte quando l'immobile è realmente inutilizzabile per cause non imputabili alle parti, ma ogni situazione deve essere valutata sulla base dell'ordinanza, delle condizioni dell'edificio e del contratto.

I principi generali elaborati dalla giurisprudenza della Cassazione possono offrire indicazioni importanti a favore di chi non può godere dell'immobile a causa di un terremoto, ma è fondamentale formalizzare tutto per iscritto.

Ai cittadini dei Campi Flegrei il consiglio è quindi di non lasciare che all'emergenza abitativa si aggiunga un contenzioso con il proprietario.

Ordinanza, contratto, PEC e documentazione devono diventare il fascicolo attraverso il quale tutelare i propri diritti.

08/31/2026

Canone, contratto e comunicazioni al proprietario: cosa prevede la legge quando il sisma impedisce di rientrare nella propria abitazione A cura dell’Avv. Lelio Mancino Dopo gli eventi sismici dei Campi Flegrei numerose famiglie si trovano davanti a un problema che non è soltanto abitativo, ma anc...

08/30/2026

CAMPI FLEGREI, CASA IN AFFITTO DICHIARATA INAGIBILE: COSA DEVE FARE L’INQUILINO?

Canone, contratto e comunicazioni al proprietario: cosa prevede la legge quando il sisma impedisce di rientrare nella propria abitazione
A cura dell’Avv. Lelio Mancino

Dopo gli eventi sismici dei Campi Flegrei numerose famiglie si trovano davanti a un problema che non è soltanto abitativo, ma anche giuridico: cosa deve fare chi vive in affitto e, a seguito di un provvedimento di sgombero o inagibilità, non può più entrare nella propria casa?

La prima raccomandazione è semplice: non limitarsi a sospendere autonomamente il pagamento dell'affitto senza comunicare nulla al proprietario.

La situazione deve essere formalizzata e documentata.

I principi generali elaborati dalla Cassazione
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte affrontato, in termini generali, gli effetti dell'impossibilità di utilizzare un immobile locato per cause non imputabili al conduttore, comprese calamità naturali, provvedimenti dell'autorità e condizioni di inagibilità.

Le decisioni della Suprema Corte evidenziano che occorre distinguere tra l'impossibilità temporanea di godere dell'immobile e la definitiva inutilizzabilità del bene. Nel primo caso, il contratto potrebbe non cessare automaticamente e le parti devono valutare gli effetti dell'impedimento sul rapporto, anche con riferimento alla sospensione o alla riduzione del canone, alla durata dell'inagibilità e alla possibilità di ripristinare l'immobile.

Quando, invece, l'immobile risulta definitivamente inutilizzabile rispetto alla destinazione prevista dal contratto, possono ve**re in rilievo le regole sull'impossibilità sopravvenuta della prestazione e sulla risoluzione del rapporto. Si tratta, tuttavia, di una valutazione concreta, che dipende dalla gravità dei danni, dal contenuto dell'ordinanza, dalla durata dell'impedimento e dalle caratteristiche dell'immobile.

In questa prospettiva, alcuni orientamenti della Cassazione hanno sottolineato l'importanza di verificare se l'evento abbia inciso sugli elementi essenziali e strutturali dell'immobile, rendendo impossibile o definitivamente compromesso il godimento pattuito. Altre pronunce hanno esaminato gli effetti delle ordinanze di sgombero e delle vicende successive al sisma, ribadendo che la cessazione o la sospensione degli obblighi contrattuali non può essere affermata in modo automatico e astratto.

Resta comunque valida, in termini generali, la distinzione tra inagibilità temporanea e impossibilità definitiva di godimento: un'ordinanza di sgombero o di inagibilità non determina automaticamente, da sola, lo scioglimento definitivo del contratto né autorizza necessariamente il conduttore a interrompere il pagamento dei canoni senza ulteriori comunicazioni e valutazioni.

Cosa deve fare concretamente l'inquilino
Chi è stato sgomberato dovrebbe:

conservare copia dell'ordinanza di sgombero o del provvedimento di inagibilità;

recuperare il contratto di locazione registrato;

comunicare immediatamente al proprietario, preferibilmente tramite PEC o raccomandata A/R, l'impossibilità di utilizzare l'abitazione;

allegare alla comunicazione il provvedimento dell'autorità;

chiedere formalmente di definire la posizione relativa ai canoni successivi allo sgombero;

prima di dichiarare definitivamente cessato il contratto, verificare se l'inagibilità sia temporanea o definitiva e se sia previsto il ripristino dell'abitazione.

Questo ultimo punto è essenziale: una famiglia potrebbe avere interesse a conservare il contratto per poter rientrare nell'abitazione dopo la messa in sicurezza.

Non basta dire: “non posso entrare, quindi non pago”
La tutela dell'inquilino può essere molto forte quando l'immobile è realmente inutilizzabile per cause non imputabili alle parti, ma ogni situazione deve essere valutata sulla base dell'ordinanza, delle condizioni dell'edificio e del contratto.

I principi generali elaborati dalla giurisprudenza della Cassazione possono offrire indicazioni importanti a favore di chi non può godere dell'immobile a causa di un terremoto, ma è fondamentale formalizzare tutto per iscritto.

Ai cittadini dei Campi Flegrei il consiglio è quindi di non lasciare che all'emergenza abitativa si aggiunga un contenzioso con il proprietario.

Ordinanza, contratto, PEC e documentazione devono diventare il fascicolo attraverso il quale tutelare i propri diritti.

08/30/2026

A cura dell’Avv. Lelio Mancino Oltre 505 milioni di euro destinati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione nelle regioni del Mezzogiorno. È una delle opportunità più importanti degli ultimi mesi per le imprese del Sud e, in particolare, per il sistema produttivo della Campania. Il Minis...

08/28/2026

OLTRE 505 MILIONI PER RICERCA E SVILUPPO NEL MEZZOGIORNO: UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER LA CAMPANIA
Dal 24 settembre sarà possibile predisporre le domande. Il 7 ottobre apre lo sportello MIMIT per finanziare progetti innovativi di imprese ed enti di ricerca

A cura dell’Avv. Lelio Mancino

Oltre 505 milioni di euro destinati alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione nelle regioni del Mezzogiorno. È una delle opportunità più importanti degli ultimi mesi per le imprese del Sud e, in particolare, per il sistema produttivo della Campania.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito termini e modalità per accedere alla misura “Scoperta imprenditoriale II (2026)”, prevista dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026.
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 505,8 milioni di euro e sono destinate a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle regioni del Mezzogiorno interessate dalla misura.
L'obiettivo è favorire la nascita e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi, sostenendo quelle imprese capaci di investire nell'innovazione e di utilizzare le tecnologie abilitanti fondamentali, le cosiddette KETs – Key Enabling Technologies.

Chi può beneficiare delle agevolazioni

La misura interessa il sistema imprenditoriale e della ricerca e può rappresentare un'importante occasione soprattutto per le piccole e medie imprese che intendono innovare, anche attraverso progetti realizzati in collaborazione con altri soggetti.
Particolarmente significativo è il sistema delle agevolazioni.
È previsto un finanziamento agevolato pari al 40%, con condizioni favorevoli e una durata fino a otto anni, accompagnato da un contributo diretto alla spesa, quindi a fondo perduto.
Il contributo può arrivare:
fino al 40% per le piccole imprese;
fino al 35% per le medie imprese;
fino al 30% per le grandi imprese;
fino al 60% per gli organismi di ricerca.
Numeri che rendono evidente la portata dell'intervento.
La Campania deve essere protagonista
Per la Campania questa misura può rappresentare molto più di un semplice bando.
Può diventare uno strumento per mettere in relazione imprese, università, centri di ricerca, professionisti e competenze presenti sul territorio, trasformando idee innovative in nuovi prodotti e servizi.
La vera sfida sarà evitare che una parte consistente delle risorse rimanga lontana dalle piccole realtà imprenditoriali.
Troppo spesso, infatti, i finanziamenti destinati allo sviluppo risultano difficili da intercettare proprio per quelle imprese che avrebbero maggiormente bisogno di innovare, a causa della complessità delle procedure, della mancanza di informazione o dell'assenza di adeguate strutture di progettazione.
Occorre quindi accompagnare le imprese, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte, nella conoscenza delle opportunità disponibili e nella costruzione dei progetti.

Innovazione anche per i Campi Flegrei

Una riflessione particolare merita il territorio dei Campi Flegrei, che sta vivendo una fase estremamente delicata.
Accanto alle necessarie misure emergenziali e agli interventi per la sicurezza della popolazione, occorre iniziare a ragionare anche sul futuro economico del territorio.
Ricerca e innovazione possono diventare strumenti di rilancio.
Dalla sicurezza delle infrastrutture al monitoraggio del territorio, dalla digitalizzazione dei servizi al turismo innovativo, dall'ambiente alla mobilità, fino allo sviluppo di nuove tecnologie applicate alla prevenzione e alla gestione dei rischi naturali: esistono numerosi settori nei quali potrebbe essere costruita una collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca.
I Campi Flegrei potrebbero diventare non soltanto un territorio da proteggere, ma anche un laboratorio nazionale di ricerca, innovazione e prevenzione.

Le date da ricordare

Il calendario è particolarmente importante.
Dal 24 settembre 2026 sarà possibile procedere alla precompilazione delle domande attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile.
Lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà alle ore 10.00 del 7 ottobre 2026.
Essendo una misura con procedura a sportello, è opportuno che le imprese interessate inizino fin da ora a verificare requisiti, programmi di investimento e possibili partnership.
Non bisogna arrivare all'apertura dello sportello senza un progetto già strutturato.

08/27/2026

⚖️ Legge 104, cosa succede ai benefici in attesa della visita di revisione.

Molte famiglie si chiedono cosa accada ai benefici della Legge 104 quando si avvicina la data di revisione indicata nel verbale. Un tema che riguarda migliaia di persone e che interessa in particolare i minori con disabilità e i loro familiari, tra diritti, tutele e procedure amministrative.

👉 Leggi l'articolo sul Punto! (puntomagazine.it) e lascia il tuo commento.
https://puntomagazine.it/2026/08/27/legge-104-verbale-scaduto-revisione-inps-diritti-benefici-isee-adi/

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