11/05/2026
ZONDERWATER
Gian Paolo Bertelli
Capita a volte che dopo aver letto un articolo di giornale ad un nipote od ad un figlio ritorni la necessità di saperne di più sul passato militare del proprio congiunto, è il caso del nipote di Ballestriero Eugenio Vittorio, un valoroso militare del 27 Fanteria, una unità che combattè aspramente in Africa Settentrionale, da Tobruck a El Alamein.
Eugenio Vittorio era un contadino, emigrato da Masi in provincia di Padova quando aveva 5 anni. Era nato nel 1920, ed infatti fu chiamato alle armi nel 1940 al compimento del ventesimo anno di età, la mattina della partenza prese il biroccio tirato dal cavallo e si avviò verso la stazione ferroviaria di Copparo.
Combattè in Africa S. ed a Tobruck fu decorato di MB al VM, catturato dagli inglesi durante una violenta offensiva finì come tanti ad Alessandria ed infine a Zonderwater, con lui due compagni d’arme che abitavano nello stesso paese in provincia di Ferrara, Serravalle di Berra.
In questi giorni ho ricevuto dal Ministero della Difesa il suo corposo fascicolo Matricolare, 110 pagine di documenti, morì per un attacco cardiaco il 9 ottobre 1943, nel fascicolo c’è la cartella clinica con l’anamnesi ed il “percorso terapeutico”.
La sua tomba è stata profanata come tante altre, la targhetta in bronzo prelevata da ladri senza scrupoli grazie anche al disinteresse di chi doveva vigilare sul Sacrario, vale la pena di ricordare che tale compito è stato assunto manu militari dal consolato italiano con i risultati che ben sappiamo. Varie segnalazioni sono state inviate fino ad oggi con scarsi risultati da quanto mi è dato di sapere. La madre di Eugenio Vittorio non ha mai voluto rassegnarsi alla perdita, quando è deceduta ha voluto portare con se nella tomba le lettere e fotografie del figlio. Si è salvato solamente il libretto delle preghiere sul quale Ballistriero ha voluto scrivere quello che è a tutti gli effetti il suo testamento spirituale.
Vedremo come ricordarlo, perpetuare la memoria è un dovere di tutti.