20/10/2026
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Le piazze piene in tutta Italia, da Nord a Sud, i cortei all'alba, i trattori e i tir che paralizzano le città contro il carovita.
"Aumentano benzina e pane, ci rispondono con la polizia"
"Niente armi: più scuola, lavoro e sanità"
"Volevate i giovani agricoltori? Ora ascoltateci".
Questo si legge sui cartelli di agricoltori e autotrasportatori che scendono in strada.
Condannare le violenze è necessario, e lo dico io che vivo sotto scorta per le minacce degli anarchici, ma non basta. Troppo facile cavarsela così per un sistema escludente che alimenta le disuguaglianze, mette i cittadini ai margini e si autoassolve mentre il patto sociale del Paese va a pezzi.
C’è un malessere sociale vero, profondo e viscerale, di fronte alla quale il governo resta inerme.
La vera violenza, il vero furto è un sistema che calpesta i cittadini e ruba il futuro ai nostri ragazzi.
Violenza è il lavoro precario e sottopagato che calpesta la dignità.
Violenza è la scuola pubblica che crolla addosso agli studenti.
Violenza è la corsa al riarmo sulla pelle della sanità.
Violenza è l'austerità che cancella diritti e prospettive.
Violenza è vedere gli stipendi divorati dall'inflazione mentre chi governa dice che va tutto bene.
Potete fare dieci decreti sicurezza, inventare nuovi reati, stabilire gli arresti preventivi e limitare ancora il diritto a manifestare, ma dimostrerete solo due cose: la vostra totale incapacità di garantire la sicurezza dopo quattro anni al governo - Piantedosi, dove sei? - e il furto sistematico che la politica continua a compiere ai danni dei cittadini e delle nuove generazioni.
State derubando gli italiani del loro futuro, e noi non possiamo lasciarli soli. Il Movimento 5 Stelle ha senso proprio se sta lì: nelle piazze, davanti ai cancelli delle fabbriche, ai blocchi stradali e nei presidi, per trasformare il malessere sociale in una proposta politica concreta.
E rendere la rabbia sociale una proposta politica significa offrire risposte. Taglio immediato delle accise, salario minimo, un piano vero per l’ex Ilva e per le altre crisi aperte, investimenti per la scuola pubblica.
E occhio a puntare il dito sulla violenza, quando la vera violenza è la società che altri stanno costruendo.